Per la prima volta sarà Santiago del Cile a ospitare The World’s 50 Best Vineyards 2026, la classifica internazionale dedicata alle migliori esperienze tra vigne e cantine. La cerimonia di premiazione si terrà nella settimana del 16 novembre e porterà nella capitale cilena produttori, sommelier, professionisti dell’ospitalità ed esperti di viaggio provenienti da tutto il mondo.
L’appuntamento, realizzato in collaborazione con il Governo di Santiago, la sua Corporazione Regionale e Grupo Liderazgo, segna il debutto in Cile del programma curato da 50 Best, l’organizzazione che firma anche alcune delle classifiche internazionali più note dedicate a ristoranti, bar e hotel.
La scelta di Santiago riconosce il peso crescente del Paese nel turismo legato al vino. La regione conta oltre 40 aziende vitivinicole aperte al pubblico e rappresenta il principale punto di accesso alle aree produttive più conosciute del Cile. A breve distanza dalla capitale si estende la Valle del Maipo, territorio storico della viticoltura nazionale e zona di riferimento soprattutto per varietà come Cabernet Sauvignon e Carménère.
La nuova lista sarà annunciata durante una cerimonia che concluderà un programma distribuito su più giornate. Gli ospiti avranno la possibilità di conoscere il patrimonio culturale di Santiago, la cucina locale, i paesaggi e alcune delle principali realtà vinicole della regione. Il vino diventerà così il filo conduttore per raccontare una destinazione che negli ultimi anni ha rafforzato la propria presenza sulle mappe internazionali dell’enoturismo.
Il primato cileno nell’edizione 2025
Il settore vitivinicolo cileno arriva all’appuntamento del 2026 dopo una stagione particolarmente favorevole. Nell’edizione precedente, sette aziende del Paese erano entrate nella graduatoria mondiale. Tra queste figuravano Almaviva, al 34° posto, e Viña Santa Rita, al 41°, entrambe legate alla Valle del Maipo.
A conquistare il vertice della classifica era stata Vik, nominata The World’s Best Vineyard 2025, riconoscimento sponsorizzato da Resy & Tock. L’azienda aveva ottenuto anche il titolo di migliore destinazione vitivinicola del Sud America durante la cerimonia organizzata a Margaret River, nell’Australia Occidentale.
Il risultato ha acceso ulteriormente i riflettori su una scena produttiva che da tempo non si limita alla qualità dei vini. Numerose cantine cilene hanno infatti investito nell’accoglienza, nell’architettura, nella ristorazione e nei percorsi di visita, trasformando le aziende in destinazioni capaci di attrarre viaggiatori interessati al paesaggio, alla cultura e alla gastronomia.
«Siamo entusiasti di portare per la prima volta in Cile i premi di The World’s 50 Best Vineyards. È appropriato organizzare l’evento in una destinazione che ha ottenuto un riconoscimento internazionale per la qualità e la varietà della propria offerta enologica. Il Cile continua a definire nuovi standard grazie alla ricerca, alla propria identità e a un legame profondo con la sua eredità vitivinicola. Santiago è quindi la città ideale per ospitare i premi di quest’anno», ha dichiarato Rikki Tidball, Managing Director of Events di The World’s 50 Best Vineyards.
La capitale cilena punta ora a consolidare il proprio ruolo come porta d’ingresso ai territori del vino del Paese. La vicinanza tra l’area metropolitana e i vigneti della Valle del Maipo permette infatti di costruire itinerari nei quali la vita urbana si affianca alle visite in cantina, alle degustazioni e alla scoperta dei paesaggi agricoli.
«Siamo profondamente orgogliosi che un’organizzazione del prestigio di 50 Best abbia scelto Santiago per il suo debutto in Cile. La nostra regione sta procedendo con costanza verso l’obiettivo di diventare la capitale enologica e turistica del Sud America, e ospitare un evento internazionale di questa portata rafforza il nostro ruolo sulla scena mondiale. Santiago è la principale porta d’accesso all’enoturismo del Paese, un territorio in cui l’energia urbana e la cultura del vino si incontrano nella Valle del Maipo», ha affermato Claudio Orrego, governatore di Santiago.
La settimana dei premi sarà anche una vetrina per la produzione agricola e gastronomica cilena. Il progetto intende presentare il vino come parte di un sistema più ampio, nel quale ristorazione, ospitalità, materie prime e identità territoriale contribuiscono a definire l’esperienza del visitatore.
«Per noi cileni è motivo di grande orgoglio ospitare per la prima volta a Santiago l’appuntamento più importante del mondo del vino, The World’s 50 Best Vineyards, realizzando così un sogno. È un invito rivolto a tutti a visitare e conoscere non soltanto le nostre rinomate valli, dove trovano espressione varietà come il Cabernet Sauvignon e il Carménère, ma anche i prodotti provenienti dalle terre e dalle coste del Cile, da gustare insieme ai migliori vini cileni nei ristoranti e nelle aziende vitivinicole di Santiago», ha aggiunto Max Raide, presidente di Grupo Liderazgo.
Una classifica che guarda oltre il vino
The World’s 50 Best Vineyards, conosciuta in precedenza come World’s Best Vineyards, viene pubblicata ogni anno per individuare le destinazioni vitivinicole considerate più interessanti a livello internazionale. La valutazione non riguarda soltanto la qualità delle bottiglie, ma l’intera proposta rivolta ai visitatori.
Nella lista possono entrare aziende caratterizzate da architetture contemporanee, antiche cantine tutelate dall’Unesco, realtà familiari, ristoranti tra i vigneti e tenute che affiancano alle degustazioni attività culturali, gastronomiche o paesaggistiche. A fare la differenza è la capacità di costruire una visita coerente, nella quale vino, accoglienza e territorio siano parti dello stesso racconto.
La graduatoria viene determinata da una Voting Academy composta da oltre 700 esperti di vino e viaggi, sommelier e professionisti del settore. Ogni membro segnala le migliori esperienze vissute nel corso del periodo previsto per la votazione.
Non esiste una griglia rigida valida per tutti. La qualità complessiva della visita, l’atmosfera, la cucina, le attività proposte, il paesaggio, il servizio, la preparazione del personale e il rapporto tra qualità e prezzo possono assumere un peso diverso nelle valutazioni. I voti vengono successivamente raccolti e conteggiati per stabilire la classifica annuale.
Le aziende non possono presentare autonomamente la propria candidatura. Anche gli sponsor restano esclusi dal processo di selezione e non esercitano alcuna influenza sul voto. Il sistema si basa quindi sulle esperienze dirette dei componenti dell’Academy, chiamati a indicare le destinazioni ritenute più rilevanti nel panorama mondiale dell’enoturismo.
Dal 2025 The World’s 50 Best Vineyards fa parte del portafoglio 50 Best, pubblicato dal gruppo britannico William Reed. L’ingresso ha riunito sotto lo stesso marchio i premi dedicati alle aziende vitivinicole e iniziative come la World’s Best Sommeliers’ Selection, accanto alle graduatorie già riservate a ristoranti, bar e hotel.
Con l’edizione 2026, Santiago del Cile diventerà dunque il punto d’incontro della comunità internazionale del vino. La capitale non ospiterà soltanto la presentazione di una classifica, ma avrà la possibilità di mostrare come il Paese abbia trasformato vigneti e cantine in strumenti di promozione culturale, turistica ed economica. Un percorso che parte dalle bottiglie, attraversa la Valle del Maipo e punta a consolidare il Cile tra le principali destinazioni enologiche del mondo.



