Per due giorni BolognaFiere riunirà 125 Maison, piccoli vigneron, importatori e professionisti del vino per la nona edizione di Champagne Experience, in programma domenica 4 e lunedì 5 ottobre 2026. La manifestazione organizzata da Excellence SIDI torna nel capoluogo emiliano con uno spazio più ampio, il padiglione 18, e un programma costruito tra banchi d’assaggio e approfondimenti dedicati ai territori e ai diversi stili della Champagne.
Dal 2017 Champagne Experience mette insieme grandi Maison e produttori indipendenti attraverso un percorso che segue la geografia della denominazione. I banchi saranno suddivisi tra Montagne de Reims, Vallée de la Marne, Côte des Blancs e Côte des Bar, mentre una sezione specifica sarà riservata alle Maison classiche. Una disposizione che permette di procedere per zone produttive e confrontare vini nati da suoli, vitigni e condizioni differenti.
Tra i nomi presenti figurano Louis Roederer, Bollinger, Henri Giraud, Bruno Paillard, Ayala, Jacquesson, Charles Heidsieck, De Sousa, Larmandier-Bernier, Palmer & Co, Leclerc Briant, Francis Boulard, Delamotte e numerose altre realtà importate e distribuite sul mercato italiano.
Accanto alle Maison ritorna anche Champagne de Vignerons, marchio collettivo creato nel 2001 dal Syndicat Général des Vignerons de la Champagne per riunire e far conoscere gli Champagne prodotti dai viticoltori e dalle unioni di vigneron. La rete conta oggi circa quattromila aderenti e porta l’attenzione su aziende familiari che coltivano direttamente le proprie vigne e vinificano in azienda o attraverso strutture cooperative.
Una Champagne che arriva a Bologna dopo una vendemmia fuori dall’ordinario
L’edizione 2026 cade in un anno particolare per la denominazione. A luglio il Comité Champagne ha fissato la resa commercializzabile della vendemmia a 8.800 chilogrammi per ettaro, una decisione legata alla necessità di riequilibrare progressivamente le scorte rispetto alla domanda. A fine giugno le spedizioni avevano raggiunto 107,1 milioni di bottiglie, in lieve aumento dell’1,2% grazie soprattutto all’export, mentre il mercato francese rimaneva più debole.
Alla componente economica si è aggiunta un’annata viticola anomala. La vendemmia 2026 è stata la più precoce mai registrata in Champagne: le prime raccolte sono iniziate già il 6 agosto e dal 17 agosto la raccolta era ormai diffusa in gran parte della regione, circa due settimane prima rispetto al 2025. Gelate primaverili, cinque ondate di calore e siccità hanno ridotto i volumi, ma il primo bilancio del Comité Champagne parla di uve sane, mature e con buoni livelli di freschezza.
Sono elementi che rendono particolarmente interessante il confronto con produttori e importatori presenti a Bologna: non soltanto per assaggiare le cuvée già in commercio, ma per capire come sta cambiando un territorio sottoposto nello stesso momento a pressioni climatiche e di mercato.
Dalla Côte des Blancs al Meunier, le masterclass
Accanto ai banchi, le due giornate prevedono un calendario di masterclass dedicate a singole Maison, vitigni, geologia e abbinamenti.
Domenica 4 ottobre Chiara Giovoni, Julien Massing e Aurelien Mousset guideranno un approfondimento su Louis Massing e sui vigneti di Avize, nella Côte des Blancs, con cinque vini dedicati a parcelle e interpretazioni differenti dello Chardonnay. Poco dopo Antoine Billecart presenterà lo stile di Billecart-Salmon partendo dal Brut Sous Bois e dal lavoro della Maison sulle temperature di vinificazione.
Nella stessa giornata Geoffrey Orban condurrà una degustazione di tre Champagnes de Vignerons abbinati ad altrettanti Parmigiano Reggiano ottenuti dal latte di razze bovine diverse, mentre Fosca Tortorelli porterà il confronto sulle bollicine emiliane con sei Metodo Classico prodotti da Spergola, Pignoletto e differenti varietà di Lambrusco.
Lunedì 5 ottobre il programma entra ancora più nel dettaglio. Francesco Falcone guiderà “Pellegrini e la Champagne“, otto vini scelti per affrontare il tema dei terroir e della crescente diffusione delle cuvée parcellari.
Chiara Giovoni e Alexandre Couillet si concentreranno invece sul Meunier, confrontando vins clairs e Champagne provenienti dalle stesse parcelle di Sylvie Moreau. Un modo poco frequente di affrontare lo Champagne, perché permette di assaggiare il vino prima e dopo la presa di spuma e di seguire più direttamente il lavoro svolto sulla singola vigna.
Nel pomeriggio Alberto Lupetti e Sébastien Crucifix presenteranno sei cuvée di Champagne Crucifix, mentre Geoffrey Orban tornerà con una masterclass dedicata ai gessi e ai calcari della Champagne, affrontati attraverso un’analisi geologica e geo-sensoriale.
Non mancano gli incontri con il territorio emiliano. Il Parmigiano Reggiano sarà protagonista di più degustazioni, costruite confrontando stagionature differenti con Champagne e tempi di permanenza sui lieviti; l’Enoteca Regionale Emilia Romagna proporrà invece un approfondimento sulle bollicine da Pignoletto.
Il calendario completo delle masterclass
Domenica 4 ottobre 2026
Ore 11.00 | Sala A
24K Experience. Sfumature del salmone, un viaggio tra origini e sapori
A cura di FoodLab
Ore 11.00 | Sala B
De l’Âge à la Bulle
A cura di Champagne André Bergère e Consorzio del Parmigiano Reggiano
Ore 12.30 | Sala A
Quando il terroir fa la differenza: Avize firmato Louis Massing
A cura di Passion France
Ore 14.00 | Sala A
Vinificazione e innovazione: lo stile Billecart-Salmon
A cura di Velier S.p.A.
Ore 14.00 | Sala B
Parmigiano Reggiano e Champagne: il valore del tempo
A cura del Consorzio del Parmigiano Reggiano
Ore 16.00 | Sala B
Champagnes de Vignerons e Parmigiano Reggiano: un’armonia dalle spiccate tipicità
A cura di Champagne de Vignerons e Consorzio del Parmigiano Reggiano
Ore 16.30 | Sala A
L’Emilia in quattro atti: quattro vitigni, un unico metodo
A cura del Consorzio Tutela Lambrusco e del Consorzio Emilia-Romagna
Lunedì 5 ottobre 2026
Ore 11.00 | Sala A
Pellegrini e la Champagne
A cura di Pellegrini S.p.A.
Ore 11.00 | Sala B
Premières Cuvées di Paul Berthelot e Parmigiano Reggiano
A cura di Champagne Paul Berthelot e Consorzio del Parmigiano Reggiano
Ore 12.30 | Sala A
L’anima del Meunier: da vin clair a Champagne di Sylvie Moreau
A cura di Passion France
Ore 14.00 | Sala A
Champagne Crucifix: tra tradizione e innovazione
A cura di Philarmonica S.r.l.
Ore 14.00 | Sala B
Emilia-Romagna DOC: spumeggiante per natura
A cura di Enoteca Regionale Emilia-Romagna
Ore 15.30 | Sala A
I gessi: geologia e tipicità degli Champagnes de Vignerons
A cura di Champagne de Vignerons
Ore 16.00 | Sala B
Parmigiano Reggiano e Champagne: le affinità elettive
A cura del Consorzio del Parmigiano Reggiano
Due giorni per assaggiare territori e stili differenti
La forza di Champagne Experience rimane però nei banchi. Avere nello stesso padiglione produttori provenienti dalle principali aree della denominazione permette di passare, nell’arco di pochi assaggi, dallo Chardonnay della Côte des Blancs al Pinot Noir della Montagne de Reims o della Côte des Bar, fino al Meunier della Vallée de la Marne.
E permette soprattutto di andare oltre la distinzione generica tra grandi Maison e piccoli produttori. Dentro entrambe le categorie cambiano dimensioni, provenienza delle uve, uso delle riserve, dosaggi, vinificazioni in acciaio o legno, tempi sui lieviti e lavoro sulle singole parcelle.
Le degustazioni si svolgeranno anche quest’anno nel calice ufficiale di Champagne Experience, realizzato in collaborazione con Odessa, distributore italiano di Stölzle Lausitz.
La manifestazione sarà aperta dalle 10 alle 18 in entrambe le giornate. Il biglietto comprende il calice e può essere acquistato per una singola giornata oppure come abbonamento per entrambe; le masterclass sono gratuite, ma richiedono prenotazione e il possesso del titolo d’ingresso valido per il giorno scelto. Nella fascia di vendita attualmente in corso, il giornaliero costa 124 euro e l’abbonamento per due giorni 224 euro.




