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Purezza ad alta quota e visione d’impresa: Pian della Mussa lancia Golden e svela il suo modello di montagna

Dalle vette delle Valli di Lanzo, il birrificio di Balme cresce oltre i 2.000 ettolitri, lancia la sua prima analcolica 100% bio da 18 kcal e firma una filosofia produttiva concreta, sostenuta dall’alta cucina dello chef stellato Alfredo Russo.

Ci sono luoghi dove fare impresa non è soltanto un atto economico, ma un gesto di presidio territoriale e di amore per la montagna. Balme, a 1.432 metri sul livello del mare, nelle Valli di Lanzo, è uno di questi. Qui, accanto allo stabilimento che imbottiglia un’acqua purissima direttamente dalla sorgente delle Alpi Graie, a 3-4 °C, con una capacità fino a 150.000 bottiglie al giorno, il Birrificio e la Birreria di Montagna Pian della Mussa stanno tracciando una rotta originale nel panorama brassicolo italiano.

L’anno in corso segna un traguardo importante: la produzione supera i 2.000 ettolitri, in forte crescita rispetto ai 1.200-1.300 dell’anno precedente, e vede il debutto di Golden, la prima referenza 100% biologica e analcolica del marchio.

Golden: l’analcolica da 18 kcal che conquista anche i “puristi“

In commercio da luglio, la Golden è nata per sfatare il pregiudizio che vuole le birre analcoliche “acquose” o prive di carattere. Con sole 18 calorie per 100 ml, è una bionda ad alta fermentazione, con freschi sentori di frutti gialli, prodotta con lieviti specifici che non sviluppano alcol.

“Volevamo una birra che sapesse davvero di birra e che avesse corpo, pensata anche per chi la birra la ama e la consuma abitualmente”, raccontano dal birrificio. “Sia che si tratti di un pranzo di lavoro, di un momento post-sport o della scelta di chi deve mettersi alla guida, la risposta del pubblico è stata subito entusiasta: i volumi in magazzino sono scesi rapidamente e stiamo già reintegrando la produzione.”

Una scelta fuori dal coro: stabilità e qualità oltre il dogma “artigianale“

Pian della Mussa rappresenta un caso quasi unico nel panorama brassicolo italiano. La scelta aziendale è stata quella di non posizionarsi nel segmento delle birre artigianali non pastorizzate, ma di percorrere una strada pragmatica, orientata alla stabilità e all’inclusività.

  • Niente problemi di catena del freddo: molte birre artigianali soffrono il trasporto e la conservazione a temperatura ambiente nei locali o nei supermercati. Scegliendo la pastorizzazione, Pian della Mussa garantisce una perfetta stabilità microbiologica e una qualità costante, dal fusto alla bottiglia.
  • Alta digeribilità: l’assenza di lieviti vivi rende la birra adatta anche a chi non tollera i residui tipici delle birre non filtrate.
  • Un ponte tra nicchia e grande distribuzione: il brand va a colmare lo spazio tra la birra industriale di massa e l’artigianale estrema, offrendo a distributori, locali e GDO un prodotto di alta qualità di montagna, pulito e facile da gestire.

La gamma: dalle sette referenze stabili alla birra di Natale da 8 gradi

Con l’ingresso definitivo di Golden, la linea fissa del birrificio si assesta su sette tipologie disponibili tutto l’anno:

Tipologia Caratteristiche principali
Golden Analcolica 100% bio, fresca, fruttata e dissetante (18 kcal/100 ml)
Pils Leggera, pulita e profondamente dissetante
Lager Bionda dal gusto rotondo ed equilibrato
Non Filtrata Densa, aromatica, intensa nel corpo
Blanche Fresca e delicatamente speziata
IPA Luppolata, con note agrumate e sfumature floreali
Dark & Bock Una scura dai toni tostati e una Bock corposa, color rubino

A queste si aggiungono le edizioni stagionali, come la Birra di Natale, attualmente in produzione. All’opposto dell’analcolica, è una birra in stile belga da 8% vol. che rinuncia alle classiche spezie natalizie, come cannella e chiodi di garofano, per puntare sull’eleganza del malto affumicato. È disponibile soltanto da ottobre al 25 dicembre.

Radici a Balme: storie di guide alpine, 20 famiglie e un’eredità importante

Il legame con il territorio non è un semplice elemento comunicativo: è parte della storia dell’azienda. Il logo dello stambecco e l’etichetta storica traggono ispirazione dalle fotografie d’epoca dell’Ottocento conservate al Museo delle Guide Alpine di Balme, che raccontano le vite di guide e contrabbandieri sui valichi verso la Francia.

L’azienda gestisce un parco sorgivo di oltre 100 ettari in alta quota e impiega circa 20 persone, quasi un terzo dell’intera popolazione di Balme e dei comuni limitrofi, come Ceres e Ala di Stura. Tra queste figura il mastro birraio Daniel Castagneri, balmese doc di terza generazione, la cui famiglia lavora nello stabilimento da generazioni.

Questo progetto di rinascita si inserisce nel solco tracciato da Michele Brero, già fondatore di Biobottega, imprenditore scomparso a fine agosto 2026, che rilevò lo stabilimento quando era ormai inattivo per ridargli vita. Oggi il figlio Alessio Brero e la moglie Elisa portano avanti l’azienda nel segno della memoria e del rinnovamento.

L’alta cucina ad alta quota: “Bufala, mais e nocciola tostata”

A coronamento del lancio di Golden, lo chef Alfredo Russo, del ristorante Dolcestilnovo alla Reggia di Venaria, una stella Michelin, ha ideato una ricetta d’autore studiata per valorizzare la struttura e la freschezza della nuova birra analcolica.

Il piatto, intitolato “Bufala, mais e nocciola tostata“, gioca sull’equilibrio tra la dolcezza e le note tostate di mais, Nocciola Piemonte e tegole di pane, che richiamano i malti della Golden, e la spinta acida di cipolla marinata, mela verde e lime.

La creazione entrerà ufficialmente in carta presso la Birreria di Montagna a Balme, offrendo ai visitatori e agli appassionati di gastronomia un motivo in più per salire a 1.400 metri e brindare al futuro della montagna.

Irene Prandi
Irene Prandihttps://www.stuzzichevole.com/
Irene Prandi è una food writer, content creator e professionista della comunicazione gastronomica, anima e penna del progetto Stuzzichevole. Più che raccontare semplicemente ricette, ama esplorare le storie, le culture e i risvolti psicologici che si nascondono dietro a ciò che mangiamo, analizzando trend e tradizioni con un approccio fresco e curioso. Non chiamatela giornalista: Irene è una comunicatrice che usa il cibo come strumento per raccontare stili di vita e connettere le persone, esplorando il mondo enogastronomico — dalle contaminazioni orientali alle radici locali — un assaggio alla volta.

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