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Il Nizza È 2026, Simone Nosenzo ripercorre la storia della manifestazione dedicata al Nizza DOCG

Dal debutto nel 2020 alla settima edizione del 2026, Il Nizza È ha accompagnato la crescita del Nizza DOCG, offrendo ogni autunno la possibilità di conoscere da vicino una delle denominazioni più rappresentative del Monferrato Astigiano. A ripercorrerne la storia è stato Simone Nosenzo, sindaco di Nizza Monferrato, intervenuto per spiegare le ragioni che portarono alla nascita della manifestazione e il ruolo assunto negli anni dalla città nella promozione del proprio vino.

L’edizione 2026 si è svolta dal 3 al 5 ottobre a Palazzo Crova, sede dell’Enoteca Regionale di Nizza, con oltre 120 etichette di Nizza DOCG proposte da più di 70 produttori. Tre giornate di degustazioni e incontri, durante le quali il pubblico ha potuto confrontare vini provenienti dalle diverse zone della denominazione.

L’idea di dedicare un evento esclusivamente al Nizza nacque nel 2020, in un periodo segnato dalle difficoltà della pandemia, quando l’amministrazione cittadina e gli operatori del settore decisero di affiancare un appuntamento autunnale a Nizza è Barbera, manifestazione già conosciuta per la promozione della Barbera e dei vini del territorio.

Come ricordato da Nosenzo, l’obiettivo iniziale era creare uno spazio nel quale il Nizza potesse essere presentato e approfondito attraverso l’assaggio, permettendo ai visitatori di conoscere direttamente le aziende e apprezzare le differenze tra le etichette. Un’impostazione rimasta centrale anche nelle edizioni successive, mentre aumentavano i produttori coinvolti e le iniziative collaterali.

La manifestazione è cresciuta grazie alla collaborazione tra Enoteca Regionale di Nizza, Città di Nizza Monferrato e Associazione Produttori del Nizza, tre realtà che hanno contribuito a rafforzare il rapporto tra la denominazione e il comune dal quale prende il nome.

Il Nizza DOCG, dalla Barbera alla denominazione autonoma

Per comprendere l’importanza dell’iniziativa occorre guardare anche alla storia relativamente recente del Nizza DOCG.

La denominazione nasce dal lavoro iniziato molti anni prima dai produttori locali per valorizzare le caratteristiche della Barbera coltivata sulle colline intorno a Nizza Monferrato. Nel 2000 il territorio ottenne il riconoscimento come sottozona della Barbera d’Asti Superiore, mentre nel 2014 arrivò la denominazione autonoma Nizza DOCG, le cui prime bottiglie furono commercializzate nel 2016.

Il disciplinare prevede l’impiego esclusivo di Barbera, proveniente da vigneti situati in 18 comuni della provincia di Asti. La coltivazione è riservata ai terreni collinari con esposizioni idonee, mentre le rese e i tempi di affinamento sono regolati da requisiti specifici. Per il Nizza è previsto un invecchiamento minimo di 18 mesi, di cui almeno sei in legno; per la Riserva si sale a 30 mesi, con almeno dodici mesi in legno.

Sono condizioni che distinguono il Nizza da altre espressioni della Barbera e che hanno progressivamente favorito una maggiore attenzione ai singoli vigneti, alle caratteristiche dei terreni e alle diverse interpretazioni dei produttori.

Proprio queste differenze sono alla base della formula scelta per Il Nizza È. Anziché riunire indistintamente tutte le bottiglie, l’organizzazione ha suddiviso le degustazioni in sei banchi dedicati alle principali aree produttive, con il supporto dei sommelier dell’AIS Piemonte.

La degustazione ha così permesso di confrontare vini ottenuti dallo stesso vitigno, ma provenienti da colline differenti per esposizione, composizione dei suoli e condizioni climatiche. Un confronto utile anche per comprendere quanto possa variare la Barbera all’interno di un territorio delimitato come quello del Nizza.

Oltre 120 etichette e il Collio ospite dell’edizione 2026

L’edizione 2026 ha ampliato il programma con la partecipazione del Consorzio Tutela Vini Collio, ospite d’onore della manifestazione. Ai sei banchi dedicati al Nizza se n’è aggiunto uno riservato alla denominazione friulana, con 17 etichette rappresentative della sua produzione.

La presenza del Collio, conosciuto soprattutto per i suoi vini bianchi, ha portato a Nizza Monferrato un territorio molto diverso per varietà coltivate e caratteristiche climatiche.

Al confronto tra le due aree è stata dedicata anche la tavola rotonda Il Nizza e il Collio – Il cambiamento climatico: aspetti enologici, territoriali e di mercato, organizzata per approfondire le conseguenze delle nuove condizioni ambientali sulla viticoltura e sulle scelte dei produttori.

Un tema particolarmente rilevante per la Barbera, varietà la cui maturazione deve oggi confrontarsi con estati sempre più calde, periodi siccitosi e vendemmie che richiedono un’attenta valutazione dell’equilibrio tra zuccheri, acidità e maturità delle uve.

Anche la gastronomia ha trovato spazio attraverso Il Nizza È Roccaverano, realizzato con il Consorzio dei Produttori del Roccaverano DOP. Il formaggio caprino piemontese è tornato protagonista di un banco d’assaggio dedicato, affiancando ai vini un’altra produzione rappresentativa dell’Astigiano.

Gli appuntamenti si sono concentrati negli ambienti di Palazzo Crova e del Palazzo del Gusto, dove degustazioni e incontri hanno coinvolto appassionati, operatori della ristorazione, stampa e produttori.

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