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Coltiviamo la Cultura 2026: castelli, cantine e dimore storiche piemontesi aperte al pubblico l’8 novembre

Dalle sale affrescate di un palazzo alle cantine di una tenuta vinicola, passando per un castello medievale e una residenza nobiliare che ospiterà un incontro sulla genetica vegetale. Domenica 8 novembre 2026 torna Coltiviamo la Cultura, la quinta Giornata Nazionale dedicata all’agricoltura promossa dall’Associazione Dimore Storiche Italiane (ADSI), con circa sessanta proprietà coinvolte in tutta Italia.

In Piemonte saranno quattro le dimore protagoniste dell’iniziativa: il Castello di Piovera, Tenuta La Marchesa e Palazzo Terzano, tutte in provincia di Alessandria, e Tenuta Berroni, a Racconigi, nel Cuneese. Le aperture prevedono visite guidate, degustazioni, incontri con i proprietari, esposizioni di prodotti locali e appuntamenti dedicati alla ricerca agricola.

L’iniziativa nasce per richiamare l’attenzione su un aspetto spesso poco conosciuto delle dimore storiche italiane. Molti di questi edifici, oggi visitati soprattutto per il loro valore architettonico e artistico, sono stati per secoli il centro di grandi proprietà agricole, con cascine, terreni coltivati, vigneti e attività produttive che hanno contribuito allo sviluppo dei paesi circostanti.

Una parte di quel patrimonio continua a essere utilizzata per l’agricoltura, la produzione vinicola, l’ospitalità e il turismo rurale. La giornata dell’ADSI, organizzata con Confagricoltura e, per la prima volta, con Confagricoltura Donna, permette di conoscere queste attività insieme agli ambienti storici delle proprietà.

Le quattro dimore piemontesi: visite, degustazioni e incontri

Ad Alluvioni Piovera, nell’Alessandrino, il Castello di Piovera aprirà le porte dalle 10 alle 18.30. L’edificio, costruito nel Trecento come fortezza e trasformato nei secoli in residenza signorile, conserva sale arredate, collezioni e spazi espositivi. Alle 11 e alle 15 sono previste visite guidate al piano nobile in compagnia dei proprietari. Nelle cantine sarà visitabile anche Inventabilia, la mostra dedicata alle invenzioni più curiose dell’Ottocento, tra strumenti, oggetti e testimonianze di un periodo di grandi trasformazioni tecniche e sociali. A mezzogiorno, nell’antica Orangerie, la Pro Loco di Piovera preparerà una polentata, affiancata da un’esposizione di prodotti enogastronomici locali. L’accesso al parco e agli spazi museali esterni sarà gratuito, mentre le visite agli interni prevedono un biglietto. Per informazioni e prenotazioni: info@castellodipiovera.it, telefono 346 2341141.

A Novi Ligure, Tenuta La Marchesa offrirà invece la possibilità di conoscere una proprietà nella quale la produzione vinicola continua ad avere un ruolo centrale. Tra vigneti, cantina e ambienti storici, i visitatori potranno partecipare alle visite accompagnate dal proprietario, scoprendo anche il lavoro agricolo che si svolge nella tenuta. Durante la giornata sono previste degustazioni di prodotti locali, mentre chi desidera fermarsi più a lungo potrà pranzare su prenotazione o soggiornare nella struttura, che affianca all’attività vitivinicola quella ricettiva. L’apertura è prevista dalle 10 alle 18. Informazioni e prenotazioni: info@tenutalamarchesa.it, telefono 0143 743362 oppure 335 7618507.

A Valenza, Palazzo Terzano proporrà un itinerario che attraversa ambienti storici e spazi normalmente meno conosciuti della residenza. La visita comprenderà il piano nobile e la Sala degli Angeli, dove sarà eseguito un breve programma di musica classica al pianoforte. Il percorso proseguirà nelle gallerie sotterranee, che per l’occasione ospiteranno circa dieci produttori del territorio. Qui sarà possibile degustare e acquistare specialità locali, con la partecipazione anche del Consorzio del Gran Monferrato, di cui il palazzo è partner. Saranno inoltre visitabili la Foresteria e l’Appartamento del Senatore, oggi destinati all’ospitalità turistica. Le aperture sono previste dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18.30. Per informazioni: palazzoterzano@gmail.com, telefono 338 7348952.

Nel Cuneese, Tenuta Berroni a Racconigi ospiterà uno degli appuntamenti scientifici principali della manifestazione nazionale. Dalle 10 alle 12, la dimora accoglierà il convegno “Tradizione, Scienza e Impresa: le sfide dell’agricoltura del futuro tra innovazione genetica e tutela del territorio”. Al centro dell’incontro ci saranno le prospettive offerte dalla ricerca sulle piante e dalle nuove tecniche di miglioramento genetico. Interverrà Alberto Acquadro, ricercatore del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell’Università di Torino, insieme a Roberto Abellonio, direttore di Confagricoltura Cuneo, Michela Marenco, presidente di Confagricoltura Donna Piemonte, e Carlo Olivero, segretario dell’associazione Trattori & Trattoristi. Al termine dell’incontro è prevista una visita guidata alla tenuta. Informazioni: visite@tenutaberroni.it, telefono 338 4534162.

La scelta di Racconigi per uno dei tre appuntamenti scientifici nazionali evidenzia l’attenzione che l’edizione 2026 dedica al futuro della produzione agricola. Gli altri due incontri si svolgeranno in Calabria, presso Tenuta Acton, e in Emilia-Romagna, a Villa Emaldi, affrontando temi come genomica, biotecnologie e miglioramento genetico delle colture.

«Come presidente di ADSI Piemonte, è per me un grande onore accogliere questo appuntamento proprio presso Tenuta Berroni. Siamo fieri di dimostrare come le nostre dimore storiche non siano soltanto custodi di un’eredità architettonica e culturale unica, ma veri e propri laboratori vivi dell’agricoltura del futuro. Negli anni questi luoghi hanno saputo reinventarsi con visione, trasformando la propria vocazione agricola anche in un’ospitalità d’eccellenza per eventi e turismo: una sinergia che valorizza la memoria del territorio e garantisce un autentico valore aggiunto alle produzioni locali», sottolinea Sandor Gosztonyi, presidente di ADSI Piemonte.

Il patrimonio agricolo delle dimore storiche

La relazione tra proprietà storiche e produzione agricola emerge anche dai dati del VII Rapporto dell’Osservatorio sul Patrimonio Culturale Privato. Il 66% delle realtà agroalimentari legate alle dimore offre servizi di agriturismo o altre forme di ospitalità rurale, il 56% organizza attività di valorizzazione enogastronomica e il 37% utilizza la vendita diretta come principale canale commerciale.

L’apertura delle proprietà al pubblico si inserisce quindi in un settore che comprende aziende agricole, viticoltori, produttori artigianali e attività ricettive. Per molte dimore, la gestione economica degli immobili e dei terreni rappresenta anche uno strumento per sostenere gli interventi necessari alla conservazione del patrimonio architettonico.

Quest’anno il progetto si amplia con il coinvolgimento di Confagricoltura Donna, attraverso un protocollo d’intenti dedicato alla promozione dell’imprenditoria femminile e allo sviluppo di iniziative condivise nei settori agricolo, culturale e turistico.

Tra le novità figura anche la collaborazione con ASI – Automotoclub Storico Italiano, che porterà l’attenzione sui trattori e sulle macchine agricole d’epoca. Questi mezzi raccontano una parte importante della trasformazione delle campagne italiane, dall’introduzione della meccanizzazione alle modifiche delle tecniche di coltivazione nel corso del Novecento.

L’Associazione Dimore Storiche Italiane, fondata nel 1977 e oggi composta da circa 4.500 soci, prosegue così il proprio lavoro di tutela e valorizzazione del patrimonio privato di interesse storico e artistico.

Il calendario completo, con eventuali aggiornamenti sulle modalità di visita e prenotazione, è consultabile sul sito dell’Associazione Dimore Storiche Italiane, all’indirizzo www.associazionedimorestoricheitaliane.it.

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