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The 50 Best Restaurants 2026, Asador Etxebarri primo al mondo: cinque ristoranti italiani nella top 50 e Jessica Rosval premiata a Lima

È Asador Etxebarri, il ristorante dello chef Victor Arguinzoniz nei Paesi Baschi, il miglior ristorante del mondo secondo la classifica The 50 Best Restaurants 2026. Il risultato è stato annunciato il 4 novembre 2026 al Teatro Municipal di Lima, in Perù, durante la cerimonia che ha riunito alcuni dei principali protagonisti dell’alta gastronomia internazionale. Per l’Italia, cinque ristoranti si collocano tra i primi cinquanta, con Piazza Duomo di Alba al 20° posto e l’ingresso di Al Gatto Verde di Modena al 24°, accompagnato dal riconoscimento a Jessica Rosval come World’s Best Female Chef 2026.

Già secondo nell’edizione 2025, Asador Etxebarri conquista per la prima volta il vertice della graduatoria, succedendo al peruviano Maido, che entra ora nella Best of the Best, la sezione riservata ai ristoranti che hanno raggiunto almeno una volta il primo posto e che, per regolamento, non possono più concorrere nelle edizioni successive.

Il ristorante si trova ad Axpe, piccolo villaggio della valle di Atxondo, nei Paesi Baschi spagnoli. Qui Victor Arguinzoniz, conosciuto anche come Bittor, ha costruito la propria reputazione attorno alla cottura alla brace, sviluppando strumenti e tecniche che permettono di lavorare con grande precisione su ingredienti molto diversi. La sua cucina non ricerca effetti spettacolari nel piatto. Il fuoco viene utilizzato per valorizzare pesci, crostacei, carni e verdure, regolando la distanza dalla brace, la temperatura e i tempi di cottura. Anche gli ingredienti più delicati vengono preparati alla griglia, grazie a un sistema di attrezzature realizzate appositamente per le esigenze dello chef. Il menu degustazione, articolato in quattordici portate, riflette questa impostazione: poche componenti, materie prime selezionate e una tecnica che richiede una conoscenza approfondita del comportamento degli alimenti a contatto con il calore.

La vittoria di Etxebarri riporta così la Spagna al primo posto della classifica dopo il successo di Disfrutar di Barcellona nel 2024.

Alle sue spalle si colloca Gaggan, a Bangkok, che conquista la seconda posizione e il riconoscimento di miglior ristorante asiatico. Il terzo posto va ad Alchemist, a Copenaghen, seguito da Quintonil di Città del Messico, quarto e miglior ristorante dell’America Latina, e da Wing, a Hong Kong, quinto.

Completano le prime dieci posizioni The Chairman di Hong Kong, Kjolle di Lima, Kadeau di Copenaghen, DiverXO di Madrid e Plénitude di Parigi.

La graduatoria comprende ristoranti provenienti da 28 territori distribuiti in sei continenti, con undici nuovi ingressi e cinque ritorni tra le prime cinquanta posizioni.

I cinque ristoranti italiani nella classifica 2026

Per l’Italia, il risultato migliore è quello di Piazza Duomo, il ristorante di Enrico Crippa ad Alba, che raggiunge la 20ª posizione. La cucina dello chef, particolarmente attenta al mondo vegetale, alle erbe e ai prodotti coltivati nell’orto del ristorante, continua a trovare spazio tra le insegne più apprezzate a livello internazionale.

Subito dopo arriva una delle novità più importanti dell’edizione: Al Gatto Verde, il ristorante di Casa Maria Luigia, la struttura di ospitalità di Massimo Bottura e Lara Gilmore a Modena, entra direttamente al 24° posto.

Alla guida della cucina c’è Jessica Rosval, chef canadese che ha sviluppato un proprio linguaggio gastronomico lavorando soprattutto sulle cotture alla brace. Il fuoco è uno degli elementi centrali della proposta di Al Gatto Verde, dove ingredienti e preparazioni vengono studiati per sfruttare temperature e intensità differenti. Per Rosval la serata di Lima ha avuto un significato particolare: oltre all’ingresso del ristorante nella top 50, ha ricevuto il premio World’s Best Female Chef 2026. Il riconoscimento riguarda anche un percorso professionale che va oltre la cucina di Casa Maria Luigia. Jessica Rosval è infatti cofondatrice di Roots, il progetto sociale nato a Modena per offrire alle donne migranti opportunità di formazione e inserimento professionale nel settore della ristorazione. Un’iniziativa che mette a disposizione competenze pratiche, percorsi di apprendimento e possibilità di costruire una maggiore indipendenza economica attraverso il lavoro.

Nella classifica 2026 figurano anche Reale, il ristorante di Niko Romito a Castel di Sangro, al 27° posto, e Atelier Moessmer Norbert Niederkofler, a Brunico, che si colloca al 38°. Chiude la presenza italiana nella top 50 Le Calandre dei fratelli Massimiliano e Raffaele Alajmo, a Rubano, in provincia di Padova, alla 43ª posizione.

Le nuove entrate e i riconoscimenti internazionali

Tra gli undici nuovi ingressi nella classifica, il risultato più alto è quello di Tuju, a San Paolo, che arriva al 16° posto e conquista l’Highest New Entry Award. Il ristorante guidato dall’executive chef Ivan Ralston ottiene anche l’Art of Hospitality Award, dedicato alla qualità dell’accoglienza e del servizio.

La crescita più consistente è invece quella di Kadeau, a Copenaghen, che guadagna 33 posizioni rispetto all’anno precedente, passando dal 41° all’8° posto e ricevendo l’Highest Climber Award.

Tra gli altri nuovi ingressi si segnalano Meet the Bund di Shanghai, al 21° posto, Masque di Mumbai al 26°, Le Coquillage in Francia al 34°, Ru Yuan di Hangzhou al 36° e Nuema di Quito al 37°. Entrano nella top 50 anche Onjium di Seul, Bozar di Bruxelles, Naar di Kasauli e Saint Peter di Sydney.

Cinque invece i ristoranti che tornano tra i primi cinquanta: La Colombe a Città del Capo, Schloss Schauenstein in Svizzera, Jordnær a Copenaghen, El Chato a Bogotá e Le Louis XV – Alain Ducasse a Monte Carlo.

Tra i premi individuali, il SevenRooms Icon Award è stato assegnato a Ferran Adrià, lo chef catalano che con El Bulli ha segnato profondamente l’evoluzione della cucina contemporanea. Dopo la chiusura del ristorante, Adrià ha proseguito il lavoro di ricerca e formazione attraverso la elBulli Foundation, dedicata allo studio e alla diffusione della conoscenza gastronomica.

L’Estrella Damm Chefs’ Choice Award, attribuito attraverso il voto degli stessi chef, è andato a Junghyun “JP” Park, alla guida di Atomix a New York, undicesimo in classifica. Il riconoscimento premia il suo lavoro nell’interpretazione contemporanea della cucina coreana.

A Dej Kewkacha, figura di riferimento della pasticceria asiatica e già vincitore del titolo di Asia’s Best Pastry Chef 2025, è stato assegnato il Best Pastry Chef Award. La sua attività si distingue per la valorizzazione degli ingredienti locali attraverso percorsi di degustazione dedicati esclusivamente ai dessert, ispirati alla formula giapponese dell’omakase.

Per il mondo del vino, il Best Sommelier Award è stato conferito a Lesley Liu, head sommelier di Odette, ristorante di Singapore che occupa la quindicesima posizione. Liu è stata premiata per il lavoro sugli abbinamenti, la formazione e il contributo alla valorizzazione delle donne nel settore della sommellerie.

Spazio anche alla formazione professionale con The 50 Best Restaurants Scholarship, realizzata in collaborazione con Parmigiano Reggiano, assegnata a Doris Lam. Ex giornalista enogastronomica, Lam ha deciso di intraprendere una nuova carriera in cucina e potrà completare il proprio percorso attraverso stage retribuiti al The Fat Duck di Heston Blumenthal, nel Regno Unito, e al Salsify at the Roundhouse di Città del Capo.

Il Sustainable Restaurant Award è stato assegnato a Naar, ristorante di Kasauli, in India, entrato al 49° posto. La cucina utilizza principalmente prodotti provenienti dalla regione himalayana, con menu costruiti intorno alle sei stagioni che caratterizzano l’area. Particolare attenzione è riservata al recupero degli scarti alimentari e all’impiego di antiche tecniche di conservazione, tra cui l’utilizzo della cenere di legno duro.

Tra gli altri riconoscimenti figurano il Champions of Change Award, assegnato al Ghana Food Movement per il lavoro educativo e la valorizzazione delle risorse alimentari locali, e il Visa One to Watch Award, conferito a Yiaga di Melbourne.

La serata di Lima ha inoltre assegnato i riconoscimenti ai migliori ristoranti dei diversi continenti: Asador Etxebarri per l’Europa, Gaggan per l’Asia, Quintonil per l’America Latina, Atomix per il Nord America, Trèsind Studio di Dubai per il Medio Oriente, La Colombe di Città del Capo per l’Africa e Saint Peter di Sydney per l’Oceania.

La classifica viene elaborata attraverso i voti della The 50 Best Restaurants Academy, composta da oltre 1.100 esperti internazionali tra professionisti della ristorazione, gastronomi e frequentatori abituali dell’alta cucina. I votanti sono distribuiti in 28 regioni del mondo, con una composizione paritaria tra uomini e donne e un ricambio annuale di almeno il 25% dei membri. Il processo è sottoposto alla verifica indipendente di Deloitte. Il sistema non prevede una valutazione basata su punteggi tecnici assegnati ai singoli piatti, ma raccoglie le preferenze espresse dagli esperti sulla base delle esperienze gastronomiche effettuate.

Dal 2002, anno della prima edizione, The 50 Best Restaurants ha progressivamente ampliato la propria presenza internazionale, diventando uno dei principali appuntamenti dedicati alla ristorazione contemporanea.

The World’s 50 Best Restaurants 2026 – Classifica completa

Posizione Ristorante Località
1 Asador Etxebarri Atxondo, Spagna
2 Gaggan Bangkok, Thailandia
3 Alchemist Copenaghen, Danimarca
4 Quintonil Città del Messico, Messico
5 Wing Hong Kong
6 The Chairman Hong Kong
7 Kjolle Lima, Perù
8 Kadeau Copenaghen, Danimarca
9 DiverXO Madrid, Spagna
10 Plénitude Parigi, Francia
11 Atomix New York, Stati Uniti
12 Sorn Bangkok, Thailandia
13 Mérito Lima, Perù
14 Sühring Bangkok, Thailandia
15 Odette Singapore
16 Tuju San Paolo, Brasile
17 Mingles Seul, Corea del Sud
18 Nusara Bangkok, Thailandia
19 Jan Monaco di Baviera, Germania
20 Piazza Duomo Alba, Italia
21 Meet the Bund Shanghai, Cina
22 Boragó Santiago, Cile
23 Vyn Skillinge, Svezia
24 Al Gatto Verde Modena, Italia
25 Lasai Rio de Janeiro, Brasile
26 Masque Mumbai, India
27 Reale Castel di Sangro, Italia
28 Trèsind Studio Dubai, Emirati Arabi Uniti
29 Enigma Barcellona, Spagna
30 Steirereck Vienna, Austria
31 Celele Cartagena, Colombia
32 Potong Bangkok, Thailandia
33 Elkano Getaria, Spagna
34 Le Coquillage Saint-Méloir-des-Ondes, Francia
35 La Colombe Città del Capo, Sudafrica
36 Ru Yuan Hangzhou, Cina
37 Nuema Quito, Ecuador
38 Atelier Moessmer Norbert Niederkofler Brunico, Italia
39 Schloss Schauenstein Fürstenau, Svizzera
40 Jordnær Copenaghen, Danimarca
41 Onjium Seul, Corea del Sud
42 Bozar Bruxelles, Belgio
43 Le Calandre Rubano, Italia
44 Don Julio Buenos Aires, Argentina
45 Mayta Lima, Perù
46 El Chato Bogotá, Colombia
47 Le Louis XV – Alain Ducasse Monte Carlo, Monaco
48 Ikoyi Londra, Regno Unito
49 Naar Kasauli, India
50 Saint Peter Sydney, Australia

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