È stato inaugurato sabato 25 ottobre 2025 il nuovo allestimento del Museo Renato Ratti del Barolo e dei Vini d’Alba, ospitato nelle antiche cantine del Monastero dell’Annunziata. Nato nel 1970 su impulso di Renato Ratti, con l’intento di creare un luogo che raccontasse la storia dei vini albesi, il percorso museale torna oggi rinnovato grazie al progetto voluto da Pietro Ratti, figlio di Renato e attuale proprietario della Cantina Ratti. L’intervento restituisce piena centralità alla figura di uno dei protagonisti più influenti dell’enologia piemontese, sottolineandone il ruolo nello sviluppo del territorio di Langa.
Renato Ratti, il padre dei cru del Barolo
Nato a Villafalletto nel 1934, diplomato alla Scuola Enologica di Alba, Renato Ratti trascorse dieci anni in Brasile lavorando per la Cinzano, contribuendo alla nascita della viticoltura in aree aride del Sertão grazie a tecniche considerate, all’epoca, all’avanguardia. Rientrato in Italia, si stabilì nel Monastero di San Martino di Marcenasco – poi Monastero dell’Annunziata – a La Morra, dove sviluppò il concetto di cru e realizzò la celebre mappa dei vigneti.
Fu tra i protagonisti della modernizzazione del Barolo: da presidente del Consorzio partecipò alla stesura del disciplinare della DOCG; da direttore del Consorzio dell’Asti favorì l’accordo interprofessionale tra produttori e grandi case spumantistiche. È stato inoltre il primo divulgatore italiano a portare all’estero, per conto dell’ICE, conferenze sul vino che oggi definiremmo masterclass.
Autore di saggi e studi sulla storia della vite, nel 1970 aprì il primo nucleo del museo che oggi porta il suo nome. Morì nel 1988, a soli 54 anni.
Il nuovo percorso espositivo
Il museo riorganizza materiali, documenti e testimonianze legati alla vita e al lavoro di Ratti, offrendo un itinerario che aiuta a comprendere l’evoluzione del territorio di La Morra e delle Langhe attraverso la sua visione. Il percorso si sviluppa su due livelli: tre stanze al piano terra, con accesso dalla piazza, e gli ambienti delle antiche cantine al piano seminterrato, accessibili dal cortile.
Al piano terra una linea temporale ripercorre i principali snodi della vita di Ratti, inserendoli nel contesto storico locale e internazionale. Pannelli in italiano e inglese presentano immagini, mappe, documenti e sequenze tratte dal documentario “Renato Ratti, l’innovatore del Barolo”. Tra i temi affrontati: la classificazione delle vendemmie, l’attività nei consorzi di tutela, la diffusione della cultura del vino in Italia e all’estero, la sistematizzazione dei cru del Barolo, la ridefinizione dei prezzi e la valorizzazione della bottiglia Albeisa.
Nel piano seminterrato trova spazio una selezione degli oggetti già presenti nel museo etnografico del 1970: torchi, botti ricavate dal legno massiccio, antichi strumenti da cantina. La sezione prosegue poi con contenuti multimediali che raccontano la geografia dei cru di La Morra. Una mappa dinamica, affiancata da marchi ed etichette delle cantine del territorio, propone un percorso interattivo pensato per far conoscere ai visitatori la complessità dei vigneti e delle produzioni locali.
L’obiettivo del nuovo allestimento – spiega Pietro Ratti – è rendere il museo più attuale e accessibile, mantenendone la funzione divulgativa.
Le dichiarazioni
“Sono molto contento e allo stesso tempo emozionato di riaprire il Museo già avviato da mio papà nel 1970 – afferma Pietro Ratti –. Il nuovo percorso museale è stato pensato per far conoscere meglio la sua straordinaria figura e l’importanza che ha avuto nello sviluppo delle Langhe, e non solo. Vuole anche essere un’ulteriore offerta di visita e approfondimento dell’origine e della storia dei vini locali, per soddisfare i sempre più attenti turisti che frequentano le nostre colline“.
“Il museo – aggiunge la sindaca di La Morra, Marialuisa Ascheri – custodisce e rinnova l’eredità di Renato Ratti, la sua visione e la sua passione per la viticoltura. Grazie all’impegno della famiglia, la sua storia oggi si apre alla comunità e ai visitatori, offrendo l’occasione di riscoprire il suo ruolo di innovatore nel mondo vitivinicolo piemontese. Nei suggestivi spazi del vecchio monastero, sapientemente recuperati, si respira un’atmosfera autentica e coinvolgente che racconta l’anima del nostro territorio di Langa“.
Informazioni
Il Museo è visitabile gratuitamente ogni sabato e domenica dalle 10 alle 17. Durante la settimana è possibile accedere su prenotazione. La prenotazione è consigliata anche nel weekend, poiché le visite sono accompagnate e partono dalle 10, con ultimo ingresso alle 16.
Per informazioni e prenotazioni: Cantina Ratti – www.ratti.com – visit@ratti.com – 0173 50185.




