Ad Alba, la 48ª edizione di Vinum Alba si chiude con un bilancio positivo: cinque giornate, il 25 e 26 aprile e poi il 1°, 2 e 3 maggio, che hanno portato nel centro storico la Fiera internazionale dei Vini del Piemonte, confermando il ruolo della città come punto di riferimento per il racconto del vino piemontese.
La manifestazione ha registrato una media di 18 mila degustazioni al giorno, un dato in aumento rispetto alle edizioni precedenti e indicativo di un interesse sempre più ampio verso un evento che negli anni ha saputo allargare il proprio pubblico. Non solo appassionati e addetti ai lavori, ma anche giovani, famiglie, turisti italiani e stranieri, attratti da una proposta che unisce assaggi, incontri, laboratori, percorsi gastronomici e momenti di approfondimento.
Al centro della 48ª edizione sono state le 300 etichette presentate da 16 Consorzi. Quattordici quelli vinicoli, in rappresentanza dell’intero Piemonte del vino, affiancati dal Consorzio del Vermouth di Torino e dal Consorzio di Tutela Grappa del Piemonte e Grappa di Barolo. Una presenza ampia, che ha restituito la varietà di un territorio articolato, fatto di denominazioni, vitigni, stili produttivi e identità locali differenti.
Il profilo internazionale della manifestazione si è rafforzato ulteriormente. Il 20 per cento dei visitatori è arrivato dall’estero, con presenze da 36 Paesi. Un dato che racconta la capacità di Vinum Alba di parlare a pubblici diversi e di inserirsi in un circuito turistico sempre più interessato al vino come chiave di lettura del territorio. Accanto alla crescita delle presenze straniere, emerge anche il peso delle nuove generazioni: il 65 per cento dei visitatori ha meno di 35 anni, segnale di una partecipazione giovane e dinamica.
Ad aprire l’edizione 2026 è stato il Global Sustainability Forum “From Vision to Action”, che ha portato nelle Langhe un confronto internazionale sui temi ESG. Un avvio che ha dato alla manifestazione una direzione precisa, mettendo in relazione vino, sostenibilità, responsabilità d’impresa e prospettive di sviluppo. Il forum ha rafforzato il posizionamento di Vinum Alba non solo come evento di degustazione, ma anche come piattaforma di dialogo su alcuni dei temi più rilevanti per il futuro del comparto.
Molto positiva anche la risposta del pubblico al calendario delle esperienze, tutte sold out. Le proposte sono cresciute rispetto agli anni precedenti e hanno coinvolto diversi luoghi e format: dalle degustazioni guidate di Vinum Lab ai momenti conviviali, dal Magnum Party by Alta Langa DOCG alle attività del Taste Lab al Castello di Roddi, da Vinum Off alle Cene con il vignaiolo, fino a Vinum in Cantina, quest’anno declinato al femminile.
Il programma ha puntato su un’idea di partecipazione più ampia, capace di portare il pubblico oltre il semplice assaggio. Degustare, incontrare i produttori, conoscere i luoghi, avvicinarsi alle storie delle cantine e ai percorsi del territorio sono diventati elementi centrali dell’esperienza. In questa direzione si inseriscono anche le proposte tra cucina, vigne e paesaggio, che hanno registrato grande interesse e confermato il legame tra il vino piemontese e la sua dimensione turistica.
Un ruolo importante lo ha avuto anche lo Street Food ëd Langa, curato dai volontari dei Borghi cittadini riuniti sotto la Giostra delle Cento Torri. La proposta gastronomica ha accompagnato le degustazioni con una forte partecipazione del pubblico e con il coinvolgimento diretto della comunità locale. I Borghi hanno espresso soddisfazione per l’affluenza e per il clima di condivisione che ha attraversato le giornate della manifestazione.
Spazio anche alle famiglie con Vinum Bimbi, tra le iniziative più apprezzate dell’edizione. La manifestazione ha dedicato attenzione anche ai temi dell’inclusione sociale, grazie al progetto Valelapena e all’evento solidale per i più piccoli realizzato in collaborazione con La Collina degli Elfi. Due percorsi che hanno contribuito ad ampliare il valore culturale e sociale dell’appuntamento, affiancando alla promozione enologica una dimensione di responsabilità e partecipazione.
Determinante, come nelle precedenti edizioni, il contributo dell’Associazione Italiana Sommelier Piemonte, che ha garantito professionalità e qualità nelle degustazioni. Accanto ad AIS Piemonte, si è confermata significativa anche la collaborazione con il mondo della formazione, attraverso APRO Formazione e le studentesse tirocinanti dell’IPSCT Cillario. Una presenza che rafforza il dialogo tra evento, competenze professionali e nuove generazioni.
Con la chiusura della 48ª edizione, Vinum Alba consolida il proprio ruolo nel sistema vitivinicolo piemontese. La manifestazione si conferma uno spazio capace di mettere in relazione produttori, consorzi, istituzioni, visitatori, operatori turistici e giovani professionisti, con una visione che guarda alla crescita qualitativa dell’evento e alla sua riconoscibilità internazionale.
«Questa edizione di Vinum Alba conferma con chiarezza la direzione che abbiamo intrapreso: crescere non solo nei numeri, ma nella qualità dell’esperienza e nella capacità di generare valore per il territorio. L’apertura con il Global Sustainability Forum ha segnato un passaggio importante, rafforzando il nostro posizionamento internazionale e la volontà di interpretare il vino come leva di dialogo tra economia, cultura e responsabilità. I dati di partecipazione, soprattutto tra i giovani e dall’estero, ci dicono che siamo sulla strada giusta: costruire una manifestazione contemporanea, inclusiva e sempre più rilevante», dichiara Axel Iberti, presidente dell’Ente Fiera di Alba.
Soddisfazione anche da parte dell’amministrazione comunale. «Evviva Vinum e viva l’Alba gioviale e felice che abbiamo vissuto in questi giorni. La 48a edizione conferma l’importanza di questo appuntamento per la nostra città, capace di coniugare promozione del territorio, partecipazione e un po’ di sano divertimento. L’energia che si respira nelle vie, la presenza di tanti giovani e di visitatori provenienti da tutto il mondo raccontano una manifestazione viva, dinamica, profondamente radicata nella comunità.
Un grazie sincero va a tutti coloro che rendono possibile questo evento: a partire dall’Ente Fiera e tutti gli organizzatori, fino a produttori, consorzi, borghi, volontari e operatori. È grazie a questo lavoro condiviso che Alba continua a crescere come destinazione trasversale, dal giovane locale all’enoturista internazionale», dichiarano Alberto Gatto, sindaco della Città di Alba, e Caterina Pasini, vicesindaco e assessora alla Cultura del Comune di Alba.
Per la Regione Piemonte, il risultato dell’edizione 2026 conferma la forza di un modello capace di unire promozione territoriale, turismo ed enogastronomia. «In un momento in cui il mondo del vino è chiamato ovunque a intercettare nuovi pubblici, mercati e sensibilità, Vinum Alba con il suo 20% di presenze straniere da 36 Paesi e il 65% dei visitatori con meno di 35 anni si conferma una vetrina straordinaria delle eccellenze piemontesi e un modello di evento capace di evolversi e guardare al futuro. La forte presenza internazionale e la partecipazione dei giovani testimoniano infatti la capacità del nostro territorio di parlare un linguaggio contemporaneo mantenendo salde le proprie radici, e di creare quella connessione con l’enogastronomia, il paesaggio e il turismo che ne fa uno degli asset strategici più forti del Piemonte. Manifestazioni come Vinum Alba contribuiscono in modo concreto a rafforzarne l’attrattività e la competitività», affermano Alberto Cirio, presidente della Regione Piemonte, e Paolo Bongioanni, assessore regionale a Commercio, Agricoltura e Cibo, Turismo, Sport e Post-olimpico, Caccia e Pesca, Parchi.




