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Sostenibilità, imprese e territori: a Grinzane Cavour si è chiuso il Global Sustainability Forum, dal titolo “From Vision to Action”

Nelle Langhe, tra le sale del Castello di Grinzane Cavour, il confronto internazionale sulla sostenibilità entra nel vivo e segna l’avvio della 48ª edizione di Vinum Alba.

Si è chiuso qui il convegno “From Vision to Action“, prima edizione del Global Sustainability Forum promosso dall’Ente Fiera di Alba, che ha riunito istituzioni, mondo accademico, imprese e realtà del territorio in una giornata di lavori dedicata al passaggio dalla teoria alla pratica. Un appuntamento che segna anche l’attuazione del Memorandum of Understanding con UNITAR, rafforzando il percorso di apertura internazionale delle Langhe.

A guidare il confronto, moderato da Marco Formento con il supporto di Cristina De Dona e Marco Andrea Tolentino, una serie di sessioni dedicate a visione strategica, transizione industriale, innovazione e leadership ESG. Dopo l’introduzione del presidente dell’Ente Fiera di Alba, Axel Iberti, e i saluti istituzionali di Roberto Bodrito, Alberto Gatto, Gianfranco Garau, Giuliana Cirio e Stefano Mosca, il Forum ha messo in relazione esperienze e modelli diversi con un obiettivo condiviso: rendere la sostenibilità operativa, misurabile e integrata nei processi.

Il filo conduttore della giornata è stato esplicitato dallo stesso Axel Iberti: “Con il Global Sustainability Forum abbiamo voluto aprire una nuova piattaforma di confronto internazionale, portando nelle Langhe un livello di interlocuzione alto, garantito dalla qualità e dall’autorevolezza dei relatori coinvolti. È un passaggio che rafforza il posizionamento non solo di Vinum Alba, ma dell’Ente Fiera nel suo complesso, che sceglie di investire con decisione sui temi ESG, interpretandoli come leva di sviluppo e non come semplice adempimento. Accanto alla dimensione enogastronomica, questo percorso apre anche nuove prospettive, in particolare sul fronte del turismo congressuale, contribuendo a diversificare l’offerta del territorio e ad attrarre nuovi pubblici e nuove opportunità. Il titolo del Forum, ‘From Vision to Action’, sintetizza bene il cambio di paradigma che vogliamo promuovere dove la sostenibilità diventa criterio concreto di valore, di operatività competitiva e futuro“.

Ad aprire i lavori, Ioannis Ioannou della London Business School: “Quello di oggi è stato un evento davvero fonte di ispirazione. Le persone presenti e le aziende coinvolte, tutti accomunati da un autentico impegno per la sostenibilità, oltre che per il benessere e la prosperità del territorio. È stato un vero onore e un privilegio incontrare leader autentici, animati da una visione concreta, e ascoltare i loro sforzi pionieristici“.

Sul piano delle filiere e degli impatti sistemici, Leah Verner della Water Revolution Foundation ha sottolineato: “Con l’aumento delle aspettative affinché il settore dei superyacht dimostri performance ambientali misurabili, è fondamentale costruire un framework condiviso lungo tutto il ciclo di vita. Solo attraverso la collaborazione tra progettisti, cantieri, produttori e operatori è possibile migliorare concretamente le performance ambientali dell’intera industria“.

Dalla gestione delle risorse al tema dello spreco, Carlo Bertolino di Cuki ha evidenziato: “La sostenibilità viene spesso raccontata come una sfida del futuro, ma in realtà riguarda le scelte che compiamo ogni giorno. Lo spreco alimentare ne è un esempio evidente: non è solo ciò che gettiamo via, ma tutto il valore che quel cibo rappresenta in termini di risorse, energia e cultura. Attraverso iniziative come ‘Cuki Save the Food’, sviluppata insieme a Banco Alimentare, abbiamo contribuito a recuperare e ridistribuire oltre 24 milioni di porzioni di cibo in tutta Italia, dimostrando che la sostenibilità diventa reale solo quando si traduce in azioni“.

Una linea ripresa anche da Gianluca Cappiello di TBWA Italia: “Stiamo vivendo in un’epoca di crisi continue, e questo è diventato il nostro nuovo punto di partenza. In questa realtà, l’azione non è più automatica: è una scelta consapevole, e decisiva. La sostenibilità rappresenta la prova definitiva della nostra credibilità e delle nostre intenzioni. Saremo giudicati non per ciò che dichiariamo, ma per ciò che portiamo davvero nel mondo“.

Nel dialogo tra industria e innovazione, Pietro Mazzà del Lavazza Group ha aggiunto: “Sostenibilità e Innovazione sono elementi strutturali e imprescindibili della strategia del nostro Gruppo. Le integriamo nel business come leve di creazione di valore di lungo periodo, un approccio che rafforza la visione industriale e la capacità di generare impatti positivi nel tempo. Eventi come quello di oggi sono importanti per rafforzare il confronto tra i vari attori coinvolti nella transizione e costruire insieme modelli di sviluppo solidi e sostenibili“.

Nel pomeriggio, il focus si è spostato sulle catene globali del valore. James Donovan di Global CEO Alliance e UNITAR CIFAL Libano ha osservato: “I processi di produzione sostenibili non possono più fermarsi alla sola trasparenza: devono guidare la trasformazione. In un mondo definito dall’incertezza, la resilienza nasce dalla capacità di trasformare i dati in azioni concrete e integrare la sostenibilità in ogni decisione lungo tutta la catena del valore“.

Sul versante tecnologico, Maurizio Decollanz di IBM Italia ha sottolineato: “Di fronte alle sfide globali del clima e alla volatilità energetica, il mondo industriale si trova a un bivio: la risposta non è fare di meno, ma operare in modo più intelligente. L’integrazione tra Intelligenza Artificiale e Asset Lifecycle Management consente di estendere la vita degli asset, ottimizzare l’efficienza energetica e trasformare i dati in azioni concrete, rendendo la sostenibilità realmente operativa“.

A chiudere gli interventi individuali, Piera Gallo di Stellantis ha posto l’accento sulla durata nel tempo dei prodotti: “Oggi il concetto di sostenibilità si intreccia con quello di iconicità. Un prodotto è davvero sostenibile quando resta rilevante nel tempo, attraversa generazioni e continua a parlare alle persone. L’iconicità diventa così una forma concreta di sostenibilità: significa creare qualcosa che dura, evolve senza perdere identità e genera valore nel lungo periodo. La Fiat 500 ne è un esempio: un prodotto globale che si avvicina ai 70 anni e ha saputo reinterpretarsi, mantenendo intatto il proprio significato culturale e sociale. È questa capacità a trasformare un prodotto in un’icona sostenibile“.

La tavola rotonda finale, dedicata a “Leadership & ESG“, ha portato il confronto sulle filiere del vino e dell’ospitalità. Serena Bagnasco, Giovanni Correggia e Pietro Viglino Oddero hanno evidenziato la complessità crescente del settore vitivinicolo, tra cambiamento climatico, gestione dei rischi e innovazione tecnologica. Sul fronte dell’ospitalità, Valentina Dogliani ha richiamato l’evoluzione della domanda nel segmento alto, sempre più orientata verso esperienze coerenti e consapevoli.

Dalle dinamiche dei mercati internazionali alle trasformazioni dei consumi, il confronto ha restituito un quadro chiaro: la sostenibilità è ormai un fattore competitivo, non più un elemento accessorio. La capacità di leggere il contesto, conoscere il consumatore e costruire sistemi integrati emerge come elemento decisivo.

Il Forum ha quindi fatto da passaggio alla cerimonia inaugurale della 48ª edizione di Vinum Alba, dedicata alla memoria del vignaiolo Domenico Clerico, rafforzando il ruolo della manifestazione come spazio di confronto tra cultura del vino, innovazione e scenari globali.

From vision to action 24042026 - pubblico
From vision to action 24042026 – pubblico

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