Dalla Maiella arriva il Pane del Parco, un progetto che trasforma il pane in racconto di territorio, biodiversità e lavoro agricolo. L’iniziativa nasce da Mercato del Pane, tra i fondatori del Gruppo Breaders, società benefit certificata B Corp®, insieme al Parco Nazionale della Maiella.
Alla base c’è una visione precisa: il pane non è soltanto un alimento, ma può diventare uno strumento culturale per la tutela attiva dei luoghi da cui nasce. Terra, comunità e biodiversità entrano così in una filiera capace di restituire valore alle aree interne e al loro patrimonio agricolo.
“Il cibo è una delle massime espressioni della cultura italiana e il pane,” spiega Luciano Di Martino, direttore del Parco Nazionale della Maiella, “ è un elemento identitario forte. Attraverso questa iniziativa vogliamo rinnovare il nostro impegno nel sostenere le aree montane interne come luoghi di agricoltura attiva.“
Luigi Morsella, co-founder dell’azienda, aggiunge: “Il desiderio di far dialogare zone rurali e centri urbani attraverso la nascita di nuove filiere è un’opportunità per sviluppare un modello virtuoso di relazione tra impresa e territorio, capace di generare valore economico e culturale.“
Il Pane del Parco nasce dai cereali coltivati nei campi di Mercato del Pane ad Abbateggio e sarà progressivamente disponibile, ogni giorno nei punti vendita di Chieti, Pescara, Montesilvano, San Silvestro e Francavilla al Mare.
Nel territorio di Abbateggio, all’interno del Parco Nazionale della Maiella, crescono segale e farro, i cereali oggi utilizzati per la produzione del Pane del Parco. L’intero processo è seguito da Mercato del Pane, dalla coltivazione alla molitura dei grani, impiegati sia per il lievito madre sia per la panificazione.
“Il Pane del Parco si avvicina al concetto di terroir, espressione tipica usata nel mondo del vino,” spiega Luigi Morsella di Mercato del Pane. “Racconta il luogo da cui proviene e le sue trasformazioni nel tempo, rendendo percepibili le specificità ambientali e culturali che lo generano.“
Le pratiche agricole adottate seguono un approccio biologico non convenzionale: niente aratura, diserbo o sostanze chimiche, ma un lavoro orientato all’equilibrio naturale del suolo. Una scelta che punta alla qualità della materia prima e, allo stesso tempo, al recupero di varietà agronomiche locali e alla valorizzazione dei paesaggi agricoli storici.
A rendere riconoscibile il prodotto sarà anche il segno impresso sulla crosta, ispirato al lupo, animale simbolo del Parco. Un dettaglio pensato per rendere visibile il legame diretto tra pane, ambiente naturale e identità del territorio.
Il progetto si inserisce in una strategia più ampia di agricoltura attiva promossa dal Parco Nazionale della Maiella, che negli anni ha avviato iniziative dedicate alle filiere locali e alla biodiversità. Accanto al pane, il Parco sostiene una rete di prodotti certificati che raccontano il territorio: legumi tradizionali, miele da apicoltura sostenibile, olio extravergine d’oliva da cultivar locali, vino rosso e bianco da vitigni autoctoni, formaggi e produzioni legate a filiere rispettose dell’ambiente.
A questi si aggiungono i progetti dedicati alla frutta antica e agli ortaggi tipici, recuperati per custodire biodiversità agricola e saperi contadini. Il Pane del Parco diventa così il primo passo di un percorso che unisce impresa, tutela del paesaggio e cultura alimentare.
“Desideriamo sviluppare una linea di prodotti legati alla filiera agricola che nasce nel Parco, mantenendo un forte legame con il territorio e le sue pratiche. Il Pane del Parco è solo l’inizio di un percorso più ampio, capace di raccontare e valorizzare, attraverso il cibo, l’identità autentica della Maiella” conclude Luciano Di Martino direttore del Parco Nazionale della Maiella.




