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Settembre 2026 in Emilia, il vino detta il passo: dalle colline piacentine a Torrechiara fino alla Bassa Reggiana

A settembre l’Emilia cambia ritmo. La vendemmia riporta l’attenzione sulle vigne, i borghi tornano a riempirsi di appuntamenti e il vino diventa il modo più immediato per leggere un territorio che dalle colline di Piacenza scende verso Parma e raggiunge le terre della Bassa Reggiana. È lungo questo itinerario che Visit Emilia, la destinazione turistica che riunisce le province di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, propone tre esperienze da vivere senza fretta, seguendo il paesaggio e ciò che arriva nel bicchiere.

Non serve costruire grandi itinerari: bastano una domenica tra i paesi della Val Tidone, una passeggiata serale tra i filari di Torrechiara o qualche giorno nella pianura reggiana per incontrare tre modi differenti di raccontare il vino. Da una parte le feste che accompagnano la vendemmia, dall’altra il rapporto con castelli e campagne, infine una terra in cui Lambrusco, Aceto Balsamico Tradizionale e memoria letteraria convivono nello stesso viaggio.

Quattro domeniche nei Colli Piacentini

La prima tappa porta in provincia di Piacenza, dove settembre coincide con il ritorno del Valtidone Wine Fest, arrivato alla XVII edizione. La rassegna attraversa per quattro domeniche altrettanti borghi della vallata, mettendo al centro i vini dei Colli Piacentini insieme alla cucina locale, ai mercati e agli spettacoli.

Il filo conduttore dell’edizione è “Al cuore del vino” e il calendario segue una geografia precisa. Si comincia domenica 6 settembre a Borgonovo Val Tidone con “Ortrugo&Chisola”, dedicato all’Ortrugo, uno dei vitigni simbolo del territorio, abbinato alla chisola, la focaccia piacentina con i ciccioli.

Una settimana dopo, il 13 settembre, sarà il centro storico di Ziano Piacentino a ospitare “Sette Colli in Malvasia”, appuntamento costruito attorno alla Malvasia e alle produzioni della zona. Il 20 settembre il festival salirà fino a Trevozzo, in Alta Val Tidone, con “DiTerreDiCibiDiVini…DiOli”, giornata dedicata al rapporto tra vino, olio e gastronomia.

La chiusura è prevista domenica 27 settembre a Pianello Val Tidone con “Pianello Frizzante”, che porterà nei calici le bollicine dei Colli Piacentini. Tutti gli appuntamenti si svolgeranno dalle 10 alle 19, costruendo un mese in cui il vino diventa anche pretesto per attraversare borghi, produttori e cucine di paese.

A Torrechiara il tramonto si percorre a piedi

Nel Parmense il viaggio cambia passo e diventa una passeggiata. A Torrechiara, il borgo dominato dall’omonimo castello, ogni venerdì e sabato sera la Sunset Walk accompagna i visitatori lungo il Sentiero dell’Arte, tra installazioni contemporanee, vigne e scorci sul Castello di Torrechiara.

Il percorso segue anche l’antico Canale di San Michele e incontra il Cammino Via di Linari, procedendo con andatura facile e soste pensate per osservare il paesaggio. Il vigneto non resta ai margini del percorso, ma diventa parte della lettura del luogo, soprattutto nelle ore in cui la luce della sera cambia il profilo delle colline.

La passeggiata dura circa due ore e termina in Piazzetta con un aperitivo a base di vini e prodotti del territorio. In tavola arrivano, tra gli altri, focaccia con spalla cotta e torta salata con Prosciutto di Parma, in una conclusione semplice che lega il cammino ai sapori del Parmense.

Nella Bassa Reggiana, tra Lambrusco, balsamico e le terre di Guareschi

Dalle colline alla pianura, l’ultima parte del percorso conduce nella Bassa Reggiana, dove il vino incontra una storia che appartiene anche alla letteratura e al cinema italiano.

Si parte da Brescello, il paese diventato famoso grazie ai film di Don Camillo e Peppone, personaggi nati dalla penna di Giovannino Guareschi. La piazza, il Crocifisso parlante e i musei dedicati ai protagonisti riportano alle atmosfere di un’Italia ormai entrata nell’immaginario collettivo. La visita può proseguire a tavola con la Spongata, dolce tipico della tradizione reggiana.

Da Brescello il viaggio continua verso Novellara, dove il racconto passa attraverso due prodotti profondamente legati alla provincia: il Lambrusco e l’Aceto Balsamico Tradizionale. Cantine e acetaie permettono di conoscere lavorazioni, profumi e tempi molto diversi tra loro, ma accomunati da uno stretto rapporto con la pianura e con le famiglie che continuano a custodirne i saperi.

È forse qui che il settembre emiliano mostra meglio la propria misura. Non quella dei grandi eventi da consumare in poche ore, ma di un territorio che invita a fermarsi: davanti a una vigna, sulla terrazza di un castello, in una cantina o tra le strade di un paese reso immortale dalla letteratura.

Tra Piacenza, Parma e Reggio Emilia, il vino diventa così una chiave di viaggio. Non soltanto qualcosa da degustare, ma un modo per capire come cambiano il paesaggio, la cucina e le storie spostandosi di pochi chilometri.

Tutti gli eventi, le esperienze e le proposte di soggiorno sono disponibili sul sito di Visit Emilia.

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