Mentre l’Umbria si prepara alla nuova stagione olivicola, con la raccolta e la frangitura ormai vicine, la Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria allarga la propria rete e accoglie cinque realtà produttive che restituiscono altrettanti modi di interpretare l’olio, il paesaggio e l’ospitalità regionale.
Il progetto mette insieme aziende agricole, frantoi, strutture ricettive, ristoranti, enti pubblici e operatori impegnati nella valorizzazione dell’extravergine e dei territori in cui nasce. Una rete che cresce seguendo la stessa geografia della Dop Umbria, dalle colline tra Assisi e Spoleto fino all’area del Trasimeno, e che punta a rendere il mondo dell’olio sempre più accessibile anche a chi arriva in regione per conoscerne luoghi, produttori e cultura agricola.
Tra i Colli Assisi-Spoleto, la più estesa delle sottozone della denominazione e territorio fortemente segnato dalla presenza del Moraiolo, entrano nel circuito il Frantoio dei Sapori 1962 di Trevi e la Società Agricola Belfiore di Bartoli Chiara Laura di Foligno.
Ai piedi della collina olivata di Trevi, lungo la Fascia Olivata Assisi-Spoleto, il Frantoio dei Sapori 1962 conserva una dimensione familiare ma guarda con attenzione all’evoluzione della produzione. L’azienda affianca il frantoio a un ristorante nel quale l’olio extravergine prodotto in casa attraversa la proposta gastronomica e diventa il punto di partenza per raccontare cultivar, lavorazioni e caratteristiche sensoriali. La ricerca riguarda in particolare la selezione delle olive e il perfezionamento dei processi di estrazione, con l’obiettivo di mantenere stretto il rapporto tra materia prima, tecnologia e qualità finale. Una struttura che permette così di seguire l’olio dalla pianta alla tavola, mettendo produzione e cucina nello stesso percorso.
A Foligno, nella Valle del Menotre, tra Pale e Rasiglia, la Società Agricola Belfiore di Bartoli Chiara Laura racconta invece un’agricoltura costruita sulla biodiversità. La proprietà si sviluppa su circa 20 ettari e comprende 1.600 olivi, affiancati da seminativi, ortaggi, vigneti e attività zootecniche. L’azienda è certificata biologica e dispone anche di un laboratorio di trasformazione. L’olivicoltura è dunque parte di un sistema agricolo più ampio, nel quale produzioni differenti convivono e contribuiscono a restituire l’identità rurale di questa parte dell’Umbria.
Spostandosi verso i Colli del Trasimeno, la geografia dell’olio cambia. L’area comprende il territorio del lago, l’Alta Umbria e parte del comune di Perugia, con cultivar caratteristiche come la Dolce Agogia. Qui le nuove adesioni alla Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria sono tre: l’Azienda Agraria Fratelli Caporali, la Società Agricola I Girasoli di Sant’Andrea e l’Azienda Agraria Baldeschi Matteo.
A Ponte Pattoli, lungo la Valle del Tevere, la famiglia Caporali ha scelto di sviluppare direttamente la propria filiera olearia partendo dalla storica tenuta Il Castellaro. Da questa scelta è nato un frantoio aziendale e, successivamente, il progetto EVO 333, costruito attorno a tre cultivar: Moraiolo, Frantoio e Leccino. Il lavoro parte dalla cura delle piante e arriva al controllo delle diverse fasi di produzione. Nei programmi dell’azienda ci sono anche l’ampliamento del frantoio, nuovi impianti olivicoli e lo sviluppo di attività didattiche dedicate alla conoscenza dell’extravergine. L’olio diventa così non soltanto prodotto agricolo, ma materia da spiegare e far conoscere a un pubblico più ampio.
A Molino Vitelli di Umbertide, nella Valle del Niccone, I Girasoli di Sant’Andrea unisce invece olivicoltura e viticoltura secondo un modello interamente biologico. I 14 ettari di oliveto ospitano circa 7.000 piante e dal 2020 l’azienda dispone di un proprio frantoio, utilizzato anche per la molitura conto terzi e diventato nel tempo un riferimento per diversi produttori dell’Alta Umbria. Alla guida ci sono i fratelli Andrea e Pilar, che hanno affiancato alla produzione un lavoro sull’accoglienza attraverso degustazioni, gastronomia e attività rivolte sia al pubblico italiano sia ai visitatori stranieri. Il racconto dell’olio passa così dalla produzione al bicchiere da assaggio, con l’obiettivo di far comprendere differenze, caratteristiche e legame con il territorio.
Sul versante del Lago Trasimeno, a Tuoro, l’Azienda Agraria Baldeschi Matteo affianca alla produzione di olio e.v.o. Dop Umbria un progetto ricettivo legato all’omonimo agriturismo. Qui il soggiorno incontra attività dedicate al benessere, dalle passeggiate ai corsi di yoga, mentre gli spazi conservano anche le opere di Maria Luisa De Romans, nonna di Matteo, che accompagnano gli ambienti della struttura.
Sono cinque aziende molto diverse per dimensioni, storia e impostazione, ma accomunate dalla scelta di raccontare l’extravergine oltre la bottiglia. Il frantoio diventa luogo di visita, l’oliveto parte del viaggio, la degustazione uno strumento per comprendere cultivar e territori. È anche su questa dimensione che la Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria sta costruendo la propria crescita.
L’arrivo della nuova campagna olearia segna ora il momento più importante dell’anno. La raccolta riporterà produttori e frantoi al centro dell’attività, mentre l’olio nuovo offrirà ai visitatori la possibilità di osservare da vicino passaggi che normalmente restano lontani dal consumatore.
Per l’Umbria, dove l’olivo disegna da secoli una parte consistente del paesaggio agricolo, la sfida è trasformare questo patrimonio in un racconto contemporaneo, capace di tenere insieme qualità, ospitalità e conoscenza. La crescita della rete della Strada dell’Olio e.v.o. Dop Umbria va proprio in questa direzione: mettere in relazione produttori e territori e fare dell’extravergine una chiave per leggere la regione.




