HomeEventiOltreGusto Oltrepò Terra di Pinot Nero 2026, 1.400 presenze tra 32 cantine...

OltreGusto Oltrepò Terra di Pinot Nero 2026, 1.400 presenze tra 32 cantine e 18 chef stellati

Voghera ha riunito per due giorni produttori, ristoratori, chef e pubblico attorno al Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese. Il 7 e l’8 settembre OltreGusto Oltrepò Terra di Pinot Nero ha registrato 1.400 presenze, mettendo insieme 32 cantine, 18 ristoranti del territorio, 18 chef stellati e oltre cento etichette tra Metodo Classico DOCG e Pinot Nero DOC.

La manifestazione è nata dall’unione della seconda edizione di OltreGusto con la sesta di Oltrepò Terra di Pinot Nero, appuntamento promosso dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese e dedicato a un vitigno che ha segnato profondamente la storia enologica di queste colline.

Due anime differenti, distribuite tra il Teatro Valentino Garavani e l’Istituto Gallini di Voghera: da una parte l’approfondimento rivolto a stampa e operatori, dall’altra le serate aperte al pubblico, nelle quali il vino ha incontrato la ristorazione oltrepadana e il lavoro di chef provenienti da altre zone d’Italia.

Uno dei passaggi più rilevanti dell’edizione è stato il lavoro di Alessandro Masnaghetti, cartografo del vino conosciuto per gli studi dedicati ad alcune delle principali aree viticole italiane. Per la prima volta l’Oltrepò Pavese dispone di una mappa vitivinicola pensata per leggere con maggiore precisione la complessità della sua geografia produttiva.

Non si tratta soltanto di una rappresentazione grafica. Alla mappa si affiancano un manuale e una versione tridimensionale, strumenti che permettono di osservare altitudini, esposizioni, conformazione delle vallate e differenze interne a un territorio spesso percepito, dall’esterno, come una realtà omogenea.

OltreGusto Oltrepò Terra di Pinot Nero 2026, 1.400 presenze tra 32 cantine e 18 chef stellati

La mappatura assume un peso particolare nel momento in cui l’Oltrepò Pavese sta cercando di definire con maggiore chiarezza la propria identità. La zona si sviluppa lungo quattro valli principali — Valle Versa, Valle Scuropasso, Valle Coppa e Valle Staffora — e possiede condizioni particolarmente favorevoli alla coltivazione del Pinot Nero, utilizzato tanto nella produzione spumantistica quanto nella vinificazione in rosso.

Proprio queste differenze geografiche sono al centro del nuovo percorso intrapreso dal territorio. Nel progetto di revisione del disciplinare del Metodo Classico DOCG, le quattro valli assumono infatti un ruolo specifico come riferimenti territoriali, con l’obiettivo di rendere più comprensibile la provenienza dei vini e il rapporto tra le singole zone e le caratteristiche che finiscono nel calice.

La presentazione della mappa di Masnaghetti, ospitata al Teatro Valentino Garavani, ha dunque fornito una chiave di lettura ulteriore: non soltanto Oltrepò come indicazione generale, ma un mosaico di aree, pendenze, esposizioni e suoli che contribuiscono a definire espressioni differenti dello stesso vitigno.

Il ritorno del Classese e la centralità del Pinot Nero

Dopo la parte introduttiva, il programma di Oltrepò Terra di Pinot Nero si è spostato all’Istituto Gallini, dove le 32 cantine presenti hanno proposto oltre cento etichette.

Al centro dei banchi d’assaggio il Pinot Nero dell’Oltrepò Pavese DOC, vinificato in rosso, e il Metodo Classico DOCG, oggi accompagnato da un nome che affonda le radici nella storia recente del territorio: Classese.

Il termine non nasce con l’attuale progetto consortile. Classese, crasi di “Classico” e “Pavese“, fu ideato nel 1984 da un gruppo di produttori che cercava una denominazione capace di identificare con maggiore forza il Metodo Classico oltrepadano. Un nome rimasto per anni ai margini della comunicazione e recuperato oltre quarant’anni dopo dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese all’interno del percorso di riposizionamento della produzione spumantistica locale.

Il passaggio decisivo è arrivato nel 2025, quando il Consorzio ha avviato la revisione del disciplinare e ha riportato il nome Classese al centro della strategia. Il 20 febbraio l’assemblea ha approvato la proposta di modifica, mentre il 28 novembre è stato dato il via libera al regolamento per l’utilizzo del marchio collettivo.

Il debutto pubblico delle prime bottiglie con il nome Classese è avvenuto il 13 aprile 2026, in occasione del Vinitaly di Verona. Un ritorno che non equivale, almeno nell’attuale quadro normativo, alla cancellazione della denominazione Oltrepò Pavese Metodo Classico DOCG, ma che segna una scelta precisa nella comunicazione: dare maggiore riconoscibilità a uno stile di vino legato soprattutto al Pinot Nero e alla lunga vocazione spumantistica della zona.

Il progetto punta in particolare su blanc de noirs e rosé de noirs, con requisiti più selettivi, maggiore attenzione ai tempi di affinamento e un legame più esplicito con le diverse aree di produzione. Il Pinot Nero resta quindi il perno sul quale l’Oltrepò sta costruendo una parte consistente del proprio futuro enologico.

La scelta di recuperare il nome Classese guarda però anche al passato. L’Oltrepò è infatti una delle aree storiche italiane per la produzione di spumanti da Pinot Nero: già nella seconda metà dell’Ottocento il territorio aveva iniziato a confrontarsi con la rifermentazione in bottiglia e con una tipologia di vino che avrebbe trovato proprio in queste colline condizioni particolarmente favorevoli.

A Voghera, il confronto tra Metodo Classico e Pinot Nero vinificato in rosso è proseguito attraverso i banchi d’assaggio e le degustazioni alla cieca. Eliminare temporaneamente il riferimento a marchi e produttori ha permesso di concentrare l’attenzione su struttura, stile, provenienza e differenze tra i vini.

OltreGusto Oltrepò Terra di Pinot Nero 2026, 1.400 presenze tra 32 cantine e 18 chef stellati

È un esercizio particolarmente significativo per una zona che, pur disponendo di storia viticola, estensione e competenze produttive, ha spesso faticato a trasformare questi elementi in un’immagine altrettanto chiara per il consumatore. Il lavoro sulla mappatura, il ritorno del Classese e la crescente attenzione alle singole aree produttive indicano la volontà di rendere più leggibile ciò che per chi vive e lavora in Oltrepò è da tempo evidente: non esiste un solo modo di interpretare il Pinot Nero, così come non esiste un Oltrepò indistinto.

La ristorazione entra nel programma

Nelle serate del 7 e dell’8 settembre OltreGusto ha portato all’Istituto Gallini la ristorazione, con nove locali oltrepadani per ciascuna serata e altrettanti chef coinvolti negli showcooking.

Complessivamente sono stati 18 i ristoranti del territorio e 18 gli chef stellati chiamati a confrontarsi con il pubblico. Piatti caldi e freddi, pizza, pasticceria e preparazioni in formato finger food hanno affiancato le degustazioni dei vini DOC e DOCG dell’Oltrepò Pavese.

La cucina non è stata concepita come semplice accompagnamento al calice, ma come una seconda parte del progetto. L’obiettivo è rafforzare il rapporto tra ciò che nasce nei vigneti e ciò che arriva sulle tavole, coinvolgendo ristoratori che lavorano ogni giorno sul territorio insieme a cuochi provenienti dall’alta ristorazione.

Gli showcooking hanno messo in contatto diretto gli chef con il pubblico, dalla preparazione dei piatti al servizio. Le due serate hanno alternato cucina d’autore, ricette della ristorazione oltrepadana, pizza e dessert, mantenendo il vino come filo conduttore.

Il programma ha affrontato anche questioni che riguardano da vicino il futuro del comparto. Un talk è stato dedicato al ruolo delle nuove generazioni nel mondo dell’ospitalità e del vino, in una fase in cui il ricambio professionale, la formazione e la capacità di rendere attrattivi mestieri complessi sono diventati temi centrali per ristoranti, cantine e imprese turistiche.

Durante la manifestazione è stato inoltre presentato il volume 99+1 per l’ospitalità, nato dal contributo di cento coautori tra professionisti e protagonisti del settore. Il libro raccoglie esperienze e punti di vista differenti, allargando la riflessione dalla cucina all’accoglienza e ai diversi mestieri che concorrono alla costruzione di un servizio.

Accanto ai ristoranti e alle cantine hanno trovato spazio anche aziende agroalimentari e produttori, con una serie di assaggi dedicati a materie prime e specialità italiane e internazionali.

Il risultato è stato un incontro tra figure che spesso vengono raccontate separatamente: chi coltiva la vite, chi vinifica, chi produce materie prime, chi cucina, chi accoglie e chi lavora in sala. Metterle nello stesso luogo significa riconoscere che il valore gastronomico di un territorio non dipende da un singolo prodotto, ma dalla qualità della rete che riesce a costruire intorno a esso.

Le 1.400 presenze registrate nell’arco delle due giornate danno la misura della risposta ottenuta dalla manifestazione. Un dato che assume particolare rilievo perché comprende sia la parte professionale di Oltrepò Terra di Pinot Nero, sia le serate di OltreGusto rivolte a un pubblico più ampio.

Per l’Oltrepò Pavese, la questione va oltre la promozione delle denominazioni. La possibilità di legare vino, cucina, agricoltura e ospitalità incide sulla capacità di trasformare una zona produttiva in una destinazione nella quale fermarsi, conoscere aziende e paesi, mangiare nei ristoranti e comprendere le differenze tra una valle e l’altra.

Da questo punto di vista, la doppia manifestazione di Voghera ha messo sullo stesso piano due esigenze: definire con maggiore precisione ciò che distingue i vini oltrepadani e costruire attorno a essi una rete capace di restituire valore economico e culturale al territorio.

L’organizzazione è stata curata dal Consorzio Tutela Vini Oltrepò Pavese, con il supporto di Regione Lombardia, Provincia di Pavia, Comune di Voghera, Comune di Torrazza Coste e Istituto Gallini. Il coordinamento di OltreGusto è stato affidato a Carlotta Viglini e Dario Fisichella, mentre Scaramuzzi Team ha seguito la segreteria organizzativa di entrambe le componenti dell’evento.

Arnaldo Caprai: Picnic sotto le stelle, aperitivi al tramonto e sushi per l’estate a Montefalco

L’estate a Montefalco si anima con una serie di appuntamenti firmati Arnaldo Caprai, capaci di esaltare il fascino del territorio e la passione per...

Dal 17 al 19 marzo 2024: Exclusive Brands Torino presenta le eccellenze del Piemonte all’Horeca Expoforum

Exclusive Brands Torino sarà protagonista all'Horeca Expoforum, il più grande evento dedicato ai professionisti dell’ospitalità e del food & beverage del Nord-Ovest. Fondata nel...

Notte dei Rosati, al Castello di Moncalieri il vino d’estate incontra musica, street food e visite serali. Sabato 4 luglio 2026

Sabato 4 luglio 2026 il Giardino delle Rose del Castello di Moncalieri si prepara ad accogliere una nuova edizione della Notte dei Rosati, l’appuntamento...

Ultimi Articoli