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Serralunga Day 2026: il Barolo più muscolare delle Langhe incontra il Brunello, nella terra di Fontanafredda

Lunedì 14 settembre 2026 la storica Tenuta di Fontanafredda, con il suo Villaggio Narrante, ha aperto le porte a Serralunga Day, l’appuntamento che ogni anno riunisce le cantine del comune ritenuto da molti la spina dorsale del Barolo. Un pomeriggio di degustazioni tra i vigneti secolari della tenuta reale, con un’annata, la 2022, che qui più che altrove aveva bisogno di essere raccontata con cura.

Serralunga d’Alba: il versante “duro” del Barolo

Se La Morra rappresenta l’anima elegante e profumata della denominazione, Serralunga d’Alba ne incarna il volto più austero e longevo. Il comune si trova sul crinale opposto della Valle del Tanaro, su un substrato di Elveziano: sabbie e arenarie compattate, più povere e calcaree, che si differenziano nettamente dalle marne più morbide ed erbose del versante di La Morra e Barolo.

Questi suoli, uniti a un’esposizione spesso più fredda e a un’escursione termica marcata, danno vita a Nebbiolo di grande struttura, tannino fitto e trama densa, capaci di un invecchiamento lunghissimo. Le celebri MGA di SerralungaVigna Rionda, Cerretta, Lazzarito, Falletto, Francia – sono da sempre sinonimo di Barolo “da guardia”, vini che chiedono tempo in cantina prima di rivelare tutta la loro complessità speziata e minerale.

Barolo 2022 a Serralunga: potenza e verticalità

Se in altre zone del Barolo l’annata 2022 – segnata da un’estate calda e da una siccità prolungata – ha regalato vini di equilibrio quasi inatteso, a Serralunga l’esito è stato ancora più interessante, perché il territorio stesso ha lavorato da contrappeso naturale allo stress idrico.

I suoli più profondi e la capacità di ritenzione idrica delle marne elveziane hanno permesso alle viti, spesso piantate su terreni con una maggiore riserva d’acqua rispetto ad altre zone della denominazione, di attraversare i mesi più caldi con minore sofferenza, mantenendo intatta la capacità di accumulo fenolico senza scivolare nella surmaturazione.

Il risultato, assaggiato nei calici del Villaggio Narrante, è un Barolo 2022 di Serralunga che conferma la propria identità: colore ancora carico, naso in cui i frutti scuri e le note balsamiche tipiche della zona si intrecciano a sentori di liquirizia e tabacco, bocca dal tannino fitto ma già ben integrato, sorretta da un’acidità che, a queste altitudini e su questi suoli, raramente manca.

Rispetto alle annate calde del passato, il 2022 di Serralunga si distingue per una freschezza di fondo che lascia presagire una lunga curva evolutiva, in perfetta continuità con la vocazione “da invecchiamento” del comune.

È un’annata che, paradossalmente, ha messo in luce proprio i punti di forza strutturali di questo territorio: dove altrove il caldo intenso avrebbe potuto appiattire il profilo del vino, qui la profondità dei suoli e la potenza tannica tipica della zona hanno preservato equilibrio e capacità di invecchiamento.

Un parterre che racconta l’anima del comune

A rappresentare Serralunga d’Alba erano presenti alcune delle firme più significative della denominazione: Alessandro Rivetto, Angelo Negro, Cantina del Nebbiolo, Cascina Adelaide, Ca’ Romé, Damilano, Domenico Clerico, Ettore Germano, Fontanafredda, naturalmente di casa, Gabutti Boasso, Giovanni Rosso, Luigi Baudana, Luigi Vico, Mauro Veglio, Palladino, Paolo Manzone, Pico Maccario, Podere Gagliassi, Tenuta Cucco, Tenuta Rocca, Villadoria e Vite Colte.

Un ventaglio che ha permesso di confrontare, cru dopo cru, tutte le sfumature della 2022 su questo terroir.

Un ponte tra Langhe e Toscana: gli ospiti di Montalcino

Novità di questa edizione è stata l’apertura a un dialogo enologico che ha superato i confini piemontesi. Serralunga Day ha infatti ospitato anche una selezione di produttori del Brunello di Montalcino, in un confronto ideale tra due grandi rossi italiani da invecchiamento, entrambi capaci di esprimere in modo estremo il rapporto tra vitigno, suolo e tempo.

Tra le cantine toscane presenti: Banfi, Camigliano, Caprili, Carpineto, Casanuova delle Cerbaie, Col d’Orcia, Corte Pavone, Ferrero, La Fortuna, Palazzo, Podere Brizio, Poggio Antico, Querce Bettina e Tassi.

Un’occasione rara per mettere a confronto, nello stesso pomeriggio e negli stessi calici, Nebbiolo e Sangiovese: due vitigni che, più di ogni altro in Italia, raccontano il territorio attraverso la longevità.

Non poteva esserci sede più adatta per questa giornata della Tenuta di Fontanafredda, storica proprietà reale che da oltre un secolo rappresenta uno dei simboli di Serralunga e del Barolo in generale.

Il Villaggio Narrante, con i suoi spazi ricavati tra le antiche cantine e i vigneti che circondano la tenuta, ha offerto la cornice ideale per un pomeriggio che è stato insieme degustazione tecnica e racconto identitario: quello di un comune che, annata dopo annata, continua a dimostrare perché il suo Barolo sia considerato tra i più adatti a sfidare il tempo e quello di un confronto, con Montalcino, che apre nuove prospettive su cosa significhi, in Italia, fare grandi vini da invecchiamento.

Michele Zanchetta
Michele Zanchettahttps://onlymywinetasting.com/
Ciao, sono Michele Zanchetta, Sommelier AIS dal 2011 con una profonda passione per il mondo del vino, del sake e delle birre artigianali. La mia missione è esplorare, raccontare e far apprezzare le eccellenze enogastronomiche, guidando curiosi e appassionati alla scoperta di sapori unici.

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