È Sofia D’Agnano, bartender di Metropolita a Roma, la vincitrice della prima edizione dell’Espresso Martini Challenge, la competizione nazionale ideata da MT Magazine in partnership con Finlandia Vodka e Caffè Vergnano. La finale si è disputata domenica 13 settembre all’Ambrosia Rooftop dell’Hotel Artemide, dopo un percorso iniziato a giugno e passato dalle semifinali di Torino e Acerra.
Al centro della gara uno dei cocktail più riconoscibili della miscelazione internazionale, l’Espresso Martini, affrontato però attraverso le variabili che ne determinano davvero la riuscita: estrazione del caffè, temperatura, diluizione, consistenza della schiuma, equilibrio tra componente alcolica e parte aromatica.
Una formula apparentemente essenziale, nella quale ogni passaggio pesa sul risultato finale. Proprio per questo la competizione non chiedeva ai bartender di stravolgere il drink, ma di lavorare su tecnica, precisione e interpretazione personale utilizzando Finlandia Vodka e le miscele di Caffè Vergnano.
Da Torino e Acerra alla finale romana
Il percorso era iniziato il 29 giugno sul rooftop di Otium, a Torino, con la prima semifinale dedicata ai concorrenti selezionati per il Nord e il Centro Italia. Il 6 luglio la gara si era poi spostata da Ritorno al Bar, ad Acerra, per la seconda selezione.
I bartender hanno presentato le proprie ricette lavorando sull’equilibrio dell’Espresso Martini e sulla gestione di elementi che nel servizio devono essere controllati in pochi minuti: temperatura del caffè, rapporto con il distillato, diluizione durante lo shaking e formazione della crema superficiale.
Dalle due tappe sono usciti i sei nomi arrivati a Roma: Pierangelo Raneri di Villa Sant’Andrea, A Belmond Hotel a Taormina, Mattia Teli di Barrier a Bergamo, Daniele Cardi del Donkey Speakeasy di Bologna, Sofia D’Agnano di Metropolita a Roma, Jacopo Castigli di Nodo a Roma e Grazia Capasso di Ritorno al Bar ad Acerra.
All’Ambrosia Rooftop, dalle 12 alle 18, i finalisti hanno dovuto affrontare due prove diverse.
La prima parte riguardava il Signature Drink, la ricetta con cui ciascun bartender aveva costruito il proprio percorso nella competizione. Non bastava presentare un Espresso Martini tecnicamente corretto: la giuria osservava l’estrazione, la temperatura, la diluizione, la consistenza della micro-schiuma, il bilanciamento e la capacità di spiegare il lavoro svolto dietro al banco.
A questa si aggiungeva la Mystery Box, prova a sorpresa pensata per togliere ai concorrenti la sicurezza di una ricetta già studiata e verificare la capacità di reagire sul momento. Ingredienti e condizioni inattese obbligavano a prendere decisioni rapidamente, organizzare il lavoro e costruire un drink mantenendo precisione anche sotto pressione.
Due prove che misuravano aspetti differenti del mestiere: da una parte preparazione e controllo della propria ricetta, dall’altra capacità di adattamento.
Sofia D’Agnano conquista la prima Espresso Martini Challenge
Al termine della finale, il punteggio più alto è andato a Sofia D’Agnano.
La bartender romana di Metropolita ha convinto la giuria per la precisione dell’esecuzione, la gestione della micro-schiuma e il bilanciamento tra le note tostate del caffè e il profilo della vodka.
La vittoria arriva dopo la qualificazione conquistata nella semifinale di Acerra, dove D’Agnano aveva ottenuto uno dei tre posti disponibili per raggiungere Roma insieme a Jacopo Castigli e Grazia Capasso.
La finale metteva così a confronto professionisti provenienti da realtà molto differenti: dall’hôtellerie di alto livello al cocktail bar indipendente, passando per speakeasy e locali concentrati sulla ricerca nella miscelazione. Più che uniformare gli stili, l’Espresso Martini diventava il terreno comune sul quale misurare approcci e sensibilità diverse.
Una giuria divisa tra caffè, miscelazione e racconto del drink
Cinque i professionisti chiamati a valutare le prove, con competenze differenti e compiti specifici.
Fabio Dotti ha seguito in particolare la componente legata al caffè, valutando la qualità dell’estrazione e il risultato organolettico nel cocktail.
Federico Tomasselli e Pekka Pellinen, Global Brand Ambassador di Finlandia Vodka, si sono concentrati sugli aspetti più strettamente legati alla miscelazione: temperature, diluizione, tecnica e bilanciamento alcolico.
A Giacomo Iacobellis e Carlo Carnevale spettava invece la valutazione della presentazione, dello storytelling al banco e della capacità dei concorrenti di costruire un racconto coerente attorno alla propria ricetta.
La scelta di distribuire la valutazione tra competenze diverse rispecchiava la natura stessa dell’Espresso Martini: il caffè non è semplicemente uno degli ingredienti, ma una preparazione che richiede estrazione e controllo; allo stesso tempo, la vodka deve mantenere il proprio ruolo senza coprire le componenti aromatiche del caffè.
Tecnica di estrazione e tecnica di miscelazione finiscono quindi nello stesso bicchiere.
Sedici semifinalisti per la prima edizione
La prima selezione aveva portato in gara sedici bartender provenienti da diverse città italiane.
A Torino si erano confrontati Michele Occelli, Pavel Zilbershteyn, Manuel Sitta, Pierangelo Raneri, Jacopo Castigli, Branka Vukasinovic, Mattia Teli e Irene Curreli.
La tappa di Acerra aveva invece riunito Luca Ferrari, Antonio Cresci, Gabriele Gullo, Sofia D’Agnano, Grazia Capasso, Andrea Guerneri, Vincenzo Monda e Lucio Trezza.
Il percorso dalla selezione iniziale alla finale ha permesso alla competizione di spostarsi tra tre città e, soprattutto, di utilizzare lo stesso cocktail come banco di prova per professionisti con esperienze molto differenti.
Dietro l’organizzazione c’è MT Magazine, che ha sviluppato il format insieme a Finlandia Vodka e Caffè Vergnano, con l’obiettivo di lavorare sul rapporto tra cultura del caffè e miscelazione. La scelta dell’Espresso Martini permette di affrontare entrambe senza separarle: una cattiva estrazione non viene corretta da una buona tecnica al banco, così come un espresso ben eseguito non basta se temperatura, diluizione e proporzioni non sono controllate.
“Realizzare la prima edizione dell’Espresso Martini Challenge è stato un percorso entusiasmante che ha dimostrato quanto la bar community italiana abbia voglia di momenti veri di confronto tecnico e professionale” — dichiara Laura Carello, Founder di MT Magazine. “Un ringraziamento speciale va al team di Finlandia Vodka e a Caffè Vergnano per aver creduto fin dal primo giorno in questa scommessa, e alle straordinarie strutture che ci hanno ospitato: Otium a Torino, Ritorno al Bar ad Acerra e l’Artemide Hotel con l’Ambrosia Rooftop a Roma. Le basi per la seconda edizione sono già tracciate.“





