Quattordici barrique di Barolo Vigna Gustava 2025, sette lotti comunali di Barolo e Barbaresco e, per la prima volta, una selezione di bottiglie storiche con annate che arrivano fino al 1996. Barolo en primeur torna venerdì 23 ottobre al Castello di Grinzane Cavour per la sesta edizione dell’asta battuta da Christie’s, in collegamento con Londra e New York.
Il progetto, promosso da Fondazione Cassa di Risparmio di Cuneo e Fondazione CRC Donare ETS insieme al Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, arriva all’appuntamento dopo aver raccolto in cinque edizioni oltre 4,5 milioni di euro, destinati a quasi cento progetti sociali e culturali in Italia e all’estero. Nel 2025 la raccolta complessiva ha raggiunto 1.130.300 euro, il risultato più alto dall’avvio dell’iniziativa nel 2021.
A battere i lotti sarà Cristiano De Lorenzo, direttore di Christie’s Italia. Al Castello saranno messe all’asta 14 barrique provenienti dalla Vigna Gustava, il vigneto di quasi quattro ettari che si sviluppa ai piedi di Grinzane Cavour, già coltivato a vite quando la proprietà apparteneva al Conte Camillo Benso. La quindicesima barrique seguirà invece un percorso separato: sarà proposta domenica 8 novembre durante l’Asta Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, con collegamento da Hong Kong.
Sul palco tornerà anche Federico Basso, chiamato ad accompagnare con i suoi interventi le diverse fasi dell’asta.
Per la prima volta entrano le vecchie annate
La principale novità del 2026 riguarda le bottiglie già pronte, donate dalle aziende del Consorzio. Sono 31 quelle storiche inserite nei lotti comunali, con annate che risalgono fino al 1996 e passano attraverso millesimi come il 2010 e il 2016. Tra le proposte figurano anche una verticale di Cannubi 2009, 2010 e 2011 e una bottiglia da cinque litri di Bussia 2012.
Le 31 bottiglie fanno parte di una selezione molto più ampia: complessivamente i sette lotti comunali raccolgono 681 bottiglie donate da 39 cantine del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani, per oltre 660 litri di vino.
Sei lotti riguardano il territorio del Barolo, con vini provenienti da Barolo, La Morra, Serralunga d’Alba, Monforte d’Alba, Castiglione Falletto, Verduno e Novello; il settimo riunisce i Barbaresco di Barbaresco, Neive e Treiso. I formati vanno dalle bordolesi a 112 magnum e 28 doppi magnum, fino alla bottiglia da cinque litri.
Tra le etichette compaiono alcune delle menzioni geografiche più note delle due denominazioni: Cannubi, Bussia, Villero, Vignarionda, Rocche dell’Annunziata e Ginestra. La presenza delle annate storiche aggiunge quest’anno un elemento diverso rispetto alle edizioni precedenti, permettendo di affiancare vini ancora in affinamento a bottiglie che raccontano già diversi momenti produttivi di Barolo e Barbaresco.
Il ricavato si sommerà a quello delle barrique della Vigna Gustava per finanziare i progetti individuati nell’ambito di Barolo en primeur.
“In cinque edizioni abbiamo raccolto oltre 4,5 milioni di euro e sostenuto quasi cento progetti che mettono al centro le persone e operano in ambito sanitario, sociale, educativo e culturale” dichiara Giuliano Viglione, Presidente di Fondazione CRC Donare ETS. “Barolo en primeur nasce con un forte radicamento territoriale e ha saputo aprirsi al mondo, come dimostrano le offerte che ogni anno arrivano da New York, Londra e Hong Kong. La sesta edizione conferma un modello di filantropia di comunità che non ha eguali: qui ogni euro battuto all’asta si trasforma interamente in valore sociale”.
La Vigna Gustava e l’annata 2025
Le barrique al centro dell’asta non contengono un vino uniforme. La Vigna Gustava è stata suddivisa in parcelle sulla base di esposizione, altitudine ed età delle viti e le uve vengono vinificate separatamente sotto la direzione dell’enologo Donato Lanati e del laboratorio Enosis Meraviglia.
Il risultato sono barrique con caratteristiche differenti pur provenendo dallo stesso vigneto. Le parcelle più alte, quelle di mezza costa, i settori esposti a sud o sud-ovest restituiscono profili diversi per tannino, struttura, freschezza e sviluppo aromatico. È proprio questa suddivisione a dare a ciascun lotto una propria identità prima ancora che il vino abbia completato l’affinamento.
Ogni barrique darà origine a circa 270 bottiglie, che potranno essere consegnate dopo il periodo minimo di 38 mesi previsto dal disciplinare del Barolo DOCG.
L’annata 2025 è stata letta da Antonio Galloni, CEO di Vinous, come un ritorno a un andamento più regolare rispetto alle stagioni immediatamente precedenti. Il ciclo vegetativo non ha registrato il caldo e la siccità del 2022 né le piogge insistenti a ridosso della vendemmia che avevano caratterizzato il 2024. Il Nebbiolo è stato raccolto il 29 settembre e tutte le parcelle sono state vendemmiate nello stesso giorno.
In cantina le microvinificazioni sono state condotte manualmente, mantenendo separate le diverse porzioni della vigna. Il lavoro sulle singole parcelle permette così di seguire nel tempo l’evoluzione delle differenze già emerse nei primi assaggi.
“Il vino sta attraversando un momento di profondo cambiamento: consumi in evoluzione e mercati storici più complessi da leggere”, afferma Sergio Germano, Presidente del Consorzio di Tutela Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. “Ma è proprio in momenti come questo che si misura la forza di una denominazione: l’indice Liv-ex Italy 100, quello relativo ai fine wine italiani, è in positivo mentre il mercato mondiale arretra, con i produttori nostrani nella classifica dei più influenti al mondo che sono raddoppiati in sette anni. Anche la vigna ci dà fiducia: quest’anno la vendemmia ha premesse molto interessanti. Il nostro compito è quindi quello di raccontare il vino come alimento, cultura e territorio. Barolo en primeur è la sintesi più alta di questa visione: le Langhe che fanno squadra e mettono il proprio vino al servizio della solidarietà”.
Sol Calero firma l’etichetta 2026
Dal debutto del progetto, ogni edizione associa le bottiglie della Vigna Gustava al lavoro di un artista. Negli anni si sono succeduti Giuseppe Penone, Michelangelo Pistoletto, Otobong Nkanga, Susan Philipsz e Giulia Cenci.
Per il 2026 la scelta è caduta su Sol Calero, artista venezuelana nata a Caracas nel 1982 e residente a Berlino. La sua opera per Barolo en primeur si intitola “Paisaje de vino” e rappresenta una veduta notturna delle Langhe, costruita attraverso fasce di verde, turchese, viola e blu, con una luna al centro e forme che richiamano stelle e grappoli.
Calero, finalista nel 2017 del Preis der Nationalgalerie, ha partecipato alla 60ª Biennale di Venezia nel 2024 e ha esposto, tra gli altri, alla Tate Liverpool e al MASP di San Paolo. In Piemonte è già presente con l’opera permanente “La Cantina de Guarene”, nel Parco d’Arte della Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. La scelta si inserisce nella collaborazione con Alba Capitale italiana dell’Arte Contemporanea 2027.
Sulle bottiglie della Vigna Gustava torna inoltre il sistema Autentico NFC: un tag nascosto sotto l’etichetta, leggibile attraverso smartphone, associa a ogni esemplare un codice crittografato e consente di consultarne provenienza e tracciabilità, oltre alle note di Donato Lanati, al giudizio en primeur di Antonio Galloni e alle immagini in diretta dalla vigna.
L’asta del 23 ottobre sarà accessibile anche senza essere presenti a Grinzane Cavour: è possibile inviare un’offerta scritta o richiedere la partecipazione telefonica attraverso i moduli messi a disposizione da Fondazione CRC Donare ETS.
Dopo cinque edizioni costruite soprattutto attorno alle barrique della Vigna Gustava e ai vini donati dalle cantine, Barolo en primeur 2026 aggiunge dunque una nuova prospettiva con le bottiglie storiche. Accanto a un Barolo 2025 che dovrà ancora completare il proprio percorso in cantina, entrano in asta vini che hanno già attraversato anni — in alcuni casi decenni — di evoluzione in bottiglia. Due tempi diversi delle Langhe riuniti nello stesso catalogo, con il ricavato destinato ancora una volta ai progetti sostenuti dall’iniziativa.








