Cinquant’anni dopo l’uscita nelle sale, Febbre da cavallo continua a far parlare di sé. La commedia diretta da Steno nel 1976, entrata nella memoria collettiva grazie ai personaggi interpretati da Gigi Proietti ed Enrico Montesano, è stata protagonista di una serata dedicata al cinema, all’arte contemporanea e alla musica. L’appuntamento si è svolto sabato 31 ottobre alla Galleria Patrizia Anastasi, in viale Giuseppe Mazzini 1A, a Roma, con la partecipazione di artisti, musicisti e numerosi ospiti del mondo dello spettacolo.
Uscito il 29 ottobre 1976, il film racconta le disavventure di tre amici appassionati di scommesse ippiche, sempre alla ricerca della vincita capace di cambiare loro la vita. Bruno Fioretti, detto Mandrake, interpretato da Gigi Proietti, Armando Pellicci, soprannominato Er Pomata e portato sullo schermo da Enrico Montesano, e Felice Roversi, interpretato da Francesco De Rosa, sono diventati personaggi riconoscibili anche da chi ha scoperto la pellicola molti anni dopo la sua prima distribuzione.
Battute, espedienti improbabili e situazioni comiche hanno contribuito alla fortuna del film, che ha conquistato nel tempo un pubblico sempre più ampio grazie anche ai frequenti passaggi televisivi. Una storia profondamente romana, nella quale gli ippodromi, le strade della Capitale e il linguaggio dei protagonisti hanno un ruolo fondamentale.
Proprio questa popolarità ha ispirato l’iniziativa organizzata dalla gallerista Patrizia Anastasi insieme all’artista Matteo Frasca e al musicista Ugo Mangini, che hanno scelto di rendere omaggio al film attraverso lavori realizzati appositamente per il cinquantenario.
Matteo Frasca ha presentato due opere dedicate a Febbre da cavallo, nate dalla sua passione per la pellicola e sviluppate attraverso la tecnica del flame painting. Una modalità espressiva nella quale la fiamma sostituisce il pennello e viene utilizzata direttamente nella realizzazione dell’immagine. Il calore diventa così parte del processo artistico, consentendo di ottenere effetti visivi particolari attraverso il controllo del fuoco.
Le due creazioni sono state realizzate in collaborazione con Patrizia Anastasi e Ugo Mangini, portando all’interno della galleria una reinterpretazione artistica dell’immaginario cinematografico di Steno.
Accanto ai lavori di Frasca, l’artista Euplemio Macrì ha presentato due opere dedicate alla Città Eterna, accompagnate da una selezione di fotografie di luoghi romani. Nei suoi scatti, l’attenzione si concentra soprattutto sulle forme architettoniche, osservate attraverso inquadrature essenziali che isolano geometrie, linee e particolari degli edifici. Una lettura visiva della Capitale diversa da quella cinematografica, ma legata agli stessi luoghi che hanno contribuito a rendere riconoscibile il film.
La serata ha avuto anche un importante momento musicale con Ugo Mangini, che ha presentato in anteprima il suo secondo brano originale, Inno a Mandrake, dedicato al personaggio interpretato da Gigi Proietti. La canzone, già definita dal critico cinematografico Marco Giusti un «capolavoro stracult», arriva dopo La ballata dell’ex nichilista, con la quale Mangini ha iniziato a farsi conoscere anche attraverso i social.
Ad accompagnarlo dal vivo è stato Michael Supnick, trombonista, trombettista, compositore e arrangiatore, conosciuto per la sua lunga esperienza nel jazz di matrice New Orleans. Fondatore nel 1996 della Sweetwater Jazz Band, Supnick ha collaborato nel corso della carriera con artisti come Renzo Arbore e Lino Patruno, partecipando anche a numerose trasmissioni televisive e produzioni musicali. La presenza del musicista ha arricchito l’esecuzione dell’Inno a Mandrake, aggiungendo il suono del trombone a una composizione nata per ricordare uno dei personaggi più popolari del cinema italiano.
Numerosi gli ospiti intervenuti alla Galleria Patrizia Anastasi. Tra questi Jocelyn Hattab, accompagnato dall’artista contemporanea Alessandra Hattab, e Daniela, nipote di Gigi Proietti e figlia della sorella dell’attore. Presenti anche Lucilla Diaz, Patrizia Mancini, Elena Russo, l’attrice Noemi Apuzzo, Jolanda Gurreri, Amedeo Goria, Gioia Scola e Max Parodi.
Hanno partecipato inoltre Giorgio Gambino, storico autore di Maurizio Costanzo, Franca di Ganci, collaboratrice di lunga data di Maria De Filippi, Alessandro Gambino, regista Rai, Paolo Vanghetti, montatore del daytime di Amici, e Giacomo Centola, produttore esecutivo.
L’appuntamento del 31 ottobre ha riportato così l’attenzione su un film che, pur appartenendo alla commedia italiana degli anni Settanta, continua a ispirare opere e iniziative a distanza di mezzo secolo. La scelta di affiancare ai ricordi cinematografici la pittura con il fuoco, la fotografia e una composizione musicale originale ha permesso di ricordare Febbre da cavallo attraverso il lavoro di artisti contemporanei, senza limitarsi alla semplice rievocazione delle sue scene più famose.












