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Tutte le sfumature del Lambrusco DOC: il tour del Gambero Rosso per scoprire la diversità del vino emiliano

Il Lambrusco è uno dei vini italiani più iconici e famosi in Italia, ma pochi sanno che in realtà esistono molte sfumature e varietà diverse da conoscere. A differenza di quanto si possa pensare, non esiste un solo “Lambrusco”, ma tipologie che variano in base alla zona di produzione, al tipo di uva utilizzata e alla tecnica di vinificazione.

Per far conoscere tutte le differenze del Lambrusco, il Gambero Rosso ha organizzato un tour che ha toccato Torino e prossimamente farà tappa a Palermo, Lecce, Napoli e Roma. In ogni tappa, gli esperti del Gambero Rosso e i rappresentanti del Consorzio Tutela Lambrusco guideranno momenti di approfondimento, con masterclass e degustazioni gratuite per il grande pubblico. Il titolo del tour, “Tutte le sfumature del Lambrusco DOC“, sottolinea la varietà e la diversità di questo vino emiliano.

Durante una degustazione di Lambrusco, infatti, la prima cosa che salta all’occhio è proprio la differenza dei colori. Molti sono abituati a pensare al Lambrusco come a un vino scuro, ma la realtà è ben diversa. Ci sono diverse varietà di Lambrusco, come il Grasparossa di Castelvetro, il Salamino di Santa Croce, il Lambrusco Reggiano, il Grasparossa dei Colli di Scandiano e Canossa. Ognuna di queste varietà ha le sue caratteristiche e il suo colore specifico, che può variare dal rosso rubino brillante e limpido, al rosso rubino più scuro, fino ad arrivare al rosa tenue. Queste differenze di colore sono date sia dalla natura dell’uva che dalla tecnica di vinificazione utilizzata.

Durante la degustazione ho avuto modo di apprezzare il Lambrusco di Sorbara DOC “Omaggio a Gino Friedmann” e in particolare “Omaggio a Gino Friedmann FNB” della “Cantina di Carpi e Sorbara”, una cooperativa che conta circa 1.200 soci produttori. Quest’ultimo è ottenuto con la rifermentazione naturale in bottiglia, il che lo rende frizzante senza trasformarlo in uno spumante, ha un colore rosso rubino chiaro con profumo di violetta e frutta rossa, ed è ben equilibrato dall’acidità. Ho anche ri-assaggiato (ne avevo acquistata una bottiglia per Natale) il Lambrusco di Sorbara DOC “Radice” della cantina Paltrinieri, un’azienda a conduzione familiare, che viene rifermentato in bottiglia con lieviti indigeni. Sempre dalla stessa cantina lo Spumante Lambrusco di Sorbara DOC “La Riserva”, caratterizzato da una lunga persistenza. Passando al Lambrusco Grasparossa di Castelvetro DOP, sono rimasta colpita dal SuDiGiri della Cantina Pezzuoli, uno spumante metodo Charmat dal colore rosso rubino intenso, vinoso e denso.

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