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La mostra ‘Fabio Mauri. Esperimenti nella verifica del Male’ presso il Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea

L’esposizione “Fabio Mauri. Esperimenti nella verifica del Male” è attualmente in corso al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea. La mostra, curata da Carolyn Christov-Bakargiev in collaborazione con Sara Codutti e Marianna Vecellio, è realizzata in collaborazione con lo Studio Fabio Mauri, si protrarrà fino al 24 marzo 2024 ed è allestita al terzo piano del museo.

La mostra è il risultato della donazione al Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea della grandiosa installazione “I numeri malefici” del 1978, creata da Fabio Mauri (1926-2009) per la XXXVIII Biennale di Venezia. Questo viaggio artistico è patrocinato da Regione Piemonte, Città di Torino, Città di Rivoli, e Fondazione CRT.

Nato a Roma nel 1926, Fabio Mauri inizia la sua carriera artistica pubblicando disegni e articoli sin da giovane età sulla rivista “Il Setaccio”, fondata insieme a Pier Paolo Pasolini a Bologna nel 1942. Il secondo conflitto mondiale segna profondamente la vita di Mauri, ispirandolo a creare opere che abbracciano la performance, l’installazione, il disegno e la scrittura, tutte riconducibili alla pittura come simbolo dell’arte.

Carolyn Christov-Bakargiev, Direttrice del Castello di Rivoli, sottolinea il ruolo di Mauri nel trasformare l’artista in un intellettuale e viceversa. La mostra, composta principalmente da opere su carta, offre una visione approfondita delle radici dell’opera di Mauri, esplorando la sua incredulità di fronte al persistere del male nonostante il progresso apparente della modernità.

La pratica artistica di Mauri è sempre stata un campo di sperimentazione per esplorare diversi pensieri e teorie. Con oltre cento opere su carta e una collezione inedita di diari e libri dall’archivio dell’artista, l’esposizione mira a mettere in luce alcuni tratti salienti del suo “Esperimento del Mondo”.

Cresciuto in un’Italia segnata dalla Seconda guerra mondiale e influenzato da intellettuali come Umberto Eco, Italo Calvino e Pier Paolo Pasolini, Mauri ha intuito che lo schermo è diventato la principale “forma simbolica” del mondo, rappresentando la nuova civiltà mediatica. Attraverso la serie degli “Schermi” negli anni ’50, Mauri analizza l’impatto del cinema e della televisione sulla vita quotidiana, esplorando il tema del Male che sembra sfidare ogni logica cosmica.

La mostra presenta immagini storiche, come le famose performance di Mauri, insieme a opere più recenti come “Convincimi della morte degli altri capisco solo la mia” del 2005. Uno sguardo più intimo sulla mente creativa dell’artista è offerto dalla ricca selezione di quaderni e opere su carta.

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