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Vini Alto Adige 2024: Eleganza e Freschezza dopo una Sfida in Vigna

L’annata 2024 in Alto Adige si distingue per vini più leggeri, eleganti e dallo stile moderno, risultato di mesi intensi nei vigneti che hanno richiesto grande attenzione e dedizione da parte dei produttori. Le condizioni climatiche hanno messo a dura prova la resilienza delle viti e l’abilità degli operatori, portando in molti casi a una raccolta contenuta, ma a risultati di qualità elevata, soprattutto sul piano aromatico e gustativo.

I dati meteorologici raccontano di un inverno insolitamente mite seguito da una fioritura anticipata, avvenuta attorno al 20 marzo. Un improvviso abbassamento delle temperature in aprile ha provocato gelate estese, riducendo il numero di grappoli e compromettendo la quantità di acini in diverse zone. Secondo Hansjörg Hafner, responsabile del settore viticoltura presso il Centro di Consulenza per la Fruttiviticoltura dell’Alto Adige, le rese più basse sono state osservate per Lagrein, Gewürztraminer e Pinot Grigio, mentre Schiava, Merlot e Riesling hanno mostrato una maggiore resistenza alle difficoltà durante la fioritura. Nella Valle Isarco, Andreas Huber del Pacher Hof a Novacella stima perdite tra il 15% e il 70%, e Martin Lemayr della Cantina Colterenzio riporta in alcune zone addirittura perdite totali.

La vendemmia si è svolta più tardi del consueto, intervallata da piogge che hanno concesso una breve tregua ai vignaioli. Come racconta Andreas Huber, il lavoro nei vigneti è stato particolarmente impegnativo, soprattutto dove la grandine ha colpito i grappoli, rendendo necessario un intervento manuale per eliminare gli acini danneggiati. Anche Veronika Pfeifer del Pfannenstielhof a Bolzano sottolinea l’importanza del lavoro manuale, accompagnato da grande flessibilità e tempestività nell’affrontare le condizioni variabili.

Il clima sfavorevole ha ridotto le quantità raccolte, ma la qualità non ne ha risentito grazie a un’attenta gestione della chioma e a una raccolta meticolosa. «La qualità dell’uva però non ne ha risentito», afferma Veronika Pfeifer, sottolineando il risultato particolarmente positivo dei Pinot, che hanno dato grappoli sani e pienamente maturi. Martin Lemayr esprime entusiasmo per il Pinot Nero 2024, descritto come ricco di aromi freschi di lampone e amarena, dal colore intenso e trasparente, con residuo zuccherino contenuto, grande vivacità ed eleganza.

Le varietà a maturazione tardiva hanno richiesto particolare attenzione nella raccolta, per cogliere i grappoli nel momento ottimale. Le rosse più ricche di tannini hanno raggiunto la piena maturazione solo in alcuni vigneti selezionati, motivo per cui alcune etichette di selezione non sono state prodotte. Una dinamica analoga si osserva anche tra i vini autoctoni come la Schiava, che presenta gradazioni alcoliche inferiori rispetto alle annate precedenti. Veronika Pfeifer riassume la nuova annata in tre parole: fresca, fruttata e raffinata. Anche il Lagrein ha sofferto in quantità, ma si presenta armonioso, vellutato e morbido al palato.

I bianchi dell’Alto Adige, invece, hanno tratto beneficio dal freddo di settembre, che ha valorizzato aromi, freschezza e definizione. Secondo Andreas Huber, soprattutto le varietà della Valle IsarcoRiesling, Kerner, Sylvaner – hanno ottenuto risultati eccellenti, anche grazie alla presenza della muffa nobile. Le basse rese e la maturazione lenta hanno favorito bianchi raffinati e longevi. Anche Martin Lemayr conferma le ottime premesse per Chardonnay, Pinot Bianco e varietà aromatiche come il Sauvignon, caratterizzati da aromi freschi, acidità vivace e un profilo alcolico più contenuto, a tutto vantaggio della freschezza.

L’annata 2024, seppur impegnativa sotto il profilo climatico e produttivo, lascia quindi intravedere vini di grande eleganza e longevità, che riflettono il lavoro e la cura dei produttori altoatesini.

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