Il Pranzo della domenica del Le Méridien Visconti Rome riparte con un ciclo dedicato alle cucine regionali del Nord Italia. Dopo il percorso gastronomico inaugurato nella seconda metà del 2025 con un omaggio alla Campania, terra d’origine dell’Executive Chef Giuseppe Gaglione, il progetto del Longitude 12 Bistrot & Jardin prosegue con sette appuntamenti tra Piemonte e Lombardia, realizzati in collaborazione con Riso Buono e la casa vinicola Marchesi di Barolo.
L’iniziativa nasce con l’idea di raccontare la cucina regionale italiana attraverso il rito del pranzo domenicale. Nella prima fase del progetto era stata valorizzata la pasta di Gragnano grazie alla collaborazione con i pastifici Gerardo di Nola e Il Pastificio dei Campi.
Il nuovo ciclo guarda invece alle tradizioni gastronomiche piemontesi e lombarde. Il menù riunisce piatti legati alla memoria familiare e alle tavole della domenica, quando molte preparazioni iniziavano già il giorno prima per rispettare tempi di cottura lenti e rituali domestici tramandati nel tempo.
Durante ogni appuntamento lo chef prepara dal vivo uno dei primi piatti del menù in una postazione di live cooking. I risotti saranno protagonisti delle domeniche e verranno realizzati con il riso Buono: risotto alla milanese con ossobuco, risotto alla paniscia novarese, risotto alla monzese e risotto al Barolo e Castelmagno.
Accanto ai risotti, il menù propone una selezione di ricette regionali: torta verde piemontese, mondeghili della tradizione milanese, vitello tonnato, ravioli di zucca e amaretti alla mantovana, casoncelli alla bergamasca con burro e salvia, agnolotti con sugo di brasato, brasato di manzo al Barolo, cassoeula e pinzimonio di verdure crude con bagna cauda piemontese.
Il percorso si conclude con dolci della tradizione come bonet al cioccolato, panna cotta con mosto d’uva, torta alle noci d’Alba e torta sbrisolona con zabaglione al Vermouth Antica Formula.
Il progetto arriva inoltre a pochi mesi dal riconoscimento internazionale della Cucina Italiana, iscritta il 10 dicembre 2025 nella Lista del Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità UNESCO, che valorizza pratiche, gesti e saperi legati alla tavola.
Risotto alla milanese con ossobuco: la ricetta
Ingredienti (per 4 persone)
- 400 g di riso Carnaroli Riso Buono
- circa 2 litri di brodo vegetale caldo
- 50 g di sedano a cubetti
- 50 g di carote a cubetti
- 50 g di cipolla a cubetti
- 4 ossibuchi di vitello
- pistilli di zafferano q.b.
- 1 cipolla bianca media
- 150 g di burro
- 100 g di Parmigiano Reggiano grattugiato
- 1 bicchiere di vino bianco secco
- olio extravergine di oliva q.b.
- sale q.b.
Preparazione
In una casseruola capiente far sciogliere metà del burro con un filo di olio extravergine di oliva. Unire sedano, carota e cipolla finemente tritati e lasciare appassire dolcemente a fiamma moderata fino a ottenere un soffritto morbido.
Aggiungere quindi gli ossibuchi, precedentemente infarinati, e rosolarli con cura su entrambi i lati fino a doratura. Sfumare con il vino bianco e lasciare evaporare completamente la parte alcolica.
Proseguire la cottura della carne aggiungendo poco alla volta qualche mestolo di brodo caldo, mantenendo il fondo sempre umido fino a ottenere una consistenza tenera.
Nel frattempo preparare il risotto. In un’altra casseruola tostare il riso con un pizzico di sale finché i chicchi saranno caldi e leggermente traslucidi. Iniziare quindi la cottura aggiungendo brodo bollente un mestolo alla volta, mescolando spesso e unendo altro brodo solo quando il precedente sarà stato assorbito.
Dopo circa tredici minuti incorporare i pistilli di zafferano e proseguire la cottura per altri due minuti, regolando la consistenza con altro brodo se necessario.
A cottura ultimata spegnere il fuoco, lasciare riposare il risotto per una trentina di secondi e mantecare con il burro rimanente e il Parmigiano Reggiano grattugiato, mescolando fino a ottenere una consistenza cremosa.
Distribuire il risotto nei piatti e adagiare sopra l’ossobuco precedentemente cotto, completando con un cucchiaio del fondo di cottura della carne. Servire ben caldo.



