Castiglione Falletto, Cuneo. Un giorno qualsiasi. Giancarlo Martina sta sistemando i cartoni delle sue scatole di imballaggio dei propri vini sul suo furgone. Si avvicina un produttore langarolo, incuriosito dalla scritta “Val Susa” sugli imballaggi, e chiede: “Ma fai il vino in Val Susa?” “E quanti ettari hai?” Giancarlo, gentilmente, risponde: “Sì, produco vino in valle e ho tre ettari vitati.” Il produttore langarolo incalza e continua: “Ma quante tipologie produci?” Giancarlo spiega: “Posseggo, insieme a mia moglie Serena, un agriturismo e quindi facciamo diversi tipi di vino, con piccole produzioni, circa 500 bottiglie per tipo. Produco: Avanà, Bequet, Malliolo, Pinot Noir, Chardonnay, Traminer e Muscatel.“
“Ma davvero? Pensa che io ho 16 ettari e produco solo quattro tipologie di vino.” A questo punto Giancarlo dice: “Guarda, sto pensando anche di produrre un metodo classico di Chardonnay in purezza.“
Il produttore langarolo strabuzza gli occhi e risponde: “Un metodo classico in Val di Susa?? A l’é Sensa Sens” (è senza senso, in dialetto piemontese). Qualche anno dopo nascerà il metodo classico “Sensa Sens” di Cantina Martina.
Giancarlo Martina e sua moglie Serena, titolari della Cantina Martina a Giaglione, in Val Susa, provincia di Torino, sono gente di montagna, persone ruvide, serie e determinate. I territori ardui da domare forgiano persone difficili da piegare. La visione e la caparbietà di Giancarlo non si sono fermate davanti a facili critiche e chiacchiere da bar, ma è andato avanti credendo nel suo progetto e nel suo territorio.
La Cantina Martina è una delle cantine del cuore, dove sentimento e anima si fondono. Non si produce solo per affari, ma si coltiva la vite con passione e con l’obiettivo di ottenere un grande prodotto.

Il metodo classico Martina, il “Sensa Sens”, l’abbiamo scoperto anni fa ad un aperitivo tra amici. Mettendolo a confronto con alcuni Champagne che erano sul tavolo, non solo ha retto il confronto, ma devo dire che gli sguardi stupefatti dei miei ospiti d’assaggio parlavano chiaro.
La cantina si trova in Val di Susa, a Giaglione, comune posto a 774 m sul livello del mare e a pochi chilometri da Torino. L’altitudine e il cambiamento climatico hanno reso queste zone molto vocate. I vini valsusini hanno avuto negli ultimi vent’anni un’evoluzione sorprendente, che rispecchia in verità l’intero trend nazionale.
Qui sono stati recuperati diversi vitigni autoctoni della valle, tra cui Bequet, Avanà e Malliolo. Questi sono vitigni da cui si ottengono vini con caratteristiche uniche. Giancarlo e il suo enologo hanno adottato, per il vitigno Avanà, la tecnica nota come fermentazione a grappolo intero, che prevede che i grappoli, senza pigiatura e ancora con i loro raspi, vengano inseriti nella vasca di fermentazione, a differenza della vinificazione tradizionale che prevede la diraspatura (separazione dei raspi dagli acini). La tecnica ha conferito al vino profumi e sapori più intensi, con il frutto che rimane in evidenza come protagonista principale e con un profilo aromatico ricco e complesso. Cantina Martina produce anche Barbera DOC, Pinot Noir, Traminer, Muscatel, Chardonnay.
I PRINCIPALI VINI
“Sensa Sens” Piemonte DOC Chardonnay
Metodo classico con chardonnay in purezza, affinato 42 mesi sui lieviti. Il colore è un giallo paglierino dai riflessi dorati, indice di una maturazione ottimale. Al naso si colgono aromi complessi che vanno dalla frutta, in particolare mela bianca, ai sentori classici di crosta di pane, nocciole e lievito, dovuti al lungo affinamento. In bocca è fresco e minerale, con una buona acidità che regala eleganza e prospettiva di longevità. Le bollicine sono fini e persistenti, offrendo una sensazione cremosa. Un vino molto equilibrato e piacevole, tra i miei metodi classici piemontesi preferiti.
Valsusa Becuet DOC
Il malliolo è un vitigno presente esclusivamente in Val Susa, coltivato sui versanti soleggiati dei comuni di Giaglione e Chiomonte. Tipico delle Alpi Cozie, in Savoia è noto come persan e nell’area pinerolese come berla ‘d crava. Il grappolo presenta acini piccoli; si tratta di una varietà autoctona riscoperta negli ultimi vent’anni, oggi sempre più spesso vinificata in purezza. Il vino offre una buona struttura polifenolica, ideale per l’invecchiamento. Al calice si presenta fresco, minerale, di colore rosso rubino intenso, con aromi di frutti rossi, note floreali, spezie, pepe nero, vaniglia, cacao e caffè tostato. Al palato i tannini risultano particolarmente morbidi.
Valsusa Avanà Bio 2024
L’avanà è un vitigno autoctono della Val di Susa, noto per la sua personalità. Il vino si caratterizza per una vivace acidità e freschezza al palato. Gli aromi spaziano tra frutti rossi, come ciliegia e lampone, con sfumature floreali e minerali. Anche in questo caso, ben riconoscibili le spezie, soprattutto pepe nero e cacao.
Cré Seren – Piemonte DOC Pinot Nero
Ottenuto da pinot nero in purezza, proveniente dalla vigna Cré Seren di Giaglione, particolarmente soleggiata e ben esposta. Affinato per 6-8 mesi in botti di rovere. Il colore è rosso rubino, vivido e brillante. Al palato risulta ampio ed elegante, con profumi di sottobosco, frutta matura e spezie. Morbido, armonico e persistente.
Neideluna – Traminer Aromatico (Gewürztraminer 100%)
Presenta un colore giallo oro paglierino. Al naso si distinguono sentori di spezie e canditi; al palato emerge una marcata aromaticità, con evidenti note varietali e sfumature di fiori bianchi. Il sorso è equilibrato, sapido, armonico e fresco. Il vino viene affinato per sei mesi in vasche di acciaio, dopo una classica vinificazione in bianco.
L’importanza della valorizzazione dei vitigni autoctoni contribuisce a preservare la biodiversità dei territori, patrimonio inestimabile di ogni zona vitivinicola.
Durante una cena, lontano dalla calura di Torino, nell’agriturismo di Cré Seren della stessa proprietà, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Giancarlo. La moglie Serena, presenza costante insieme al marito nella gestione dell’azienda, propone menù della tradizione, dove i sapori sono autentici e antichi. I loro agnolotti, prodotti con farine macinate a pietra nei vecchi mulini della valle, sono indimenticabili.
Giancarlo ci ha raccontato dei suoi progetti e dei suoi impegni sul territorio (riesce anche a fare il vicesindaco nella giunta comunale di Giaglione). Dopo annate in cui si è patita la siccità, 2022 e 2023, o la troppa pioggia e il freddo del 2024, quest’anno (incrociando le dita) dovrebbe essere una grandissima annata.
La tendenza a voler migliorare sempre i prodotti dell’azienda si è tradotta in un recente viaggio a Reims, nella zona dello Champagne francese, terminato con l’acquisto di una nuova pressa per la pigiatura delicata delle uve. Con questa innovazione, il metodo classico farà ancora un deciso salto di qualità. Con la leggera crisi del vino, dovuta alla flessione generalizzata dei consumi di alcol, i produttori che continuano a investire per migliorare il loro prodotto meritano un plauso a prescindere.
Cantine Martina rimane un fiore nascosto da scoprire, vale sicuramente una deviazione dall’autostrada che vi porta nella vostra casa in montagna. I vostri ospiti a tavola vi ringrazieranno!
Se dovessimo abbinare una canzone a questa cantina, non potrebbe che essere questa (anche considerando il passato di macchinista ferroviere di Giancarlo Martina).
“Ma intanto corre, corre, corre la locomotiva
e sibila il vapore e sembra quasi cosa viva
e sembra dire ai contadini curvi il fischio che si spande in aria:
Fratello, non temere, che corro al mio dovere!
Trionfi la giustizia proletaria!“
Alla salute ed “a la prochaine“. Ps: Maestro Francesco, perdoni l’impudenza !!!!







