Il caffè, per molti, coincide con i chicchi tostati e la bevanda che ne nasce in tazzina. Eppure, il frutto da cui tutto prende vita è molto di più: una piccola ciliegia dal colore rosso vivo che, oltre al seme, custodisce un tesoro a lungo dimenticato. È la cascara, la buccia essiccata della ciliegia del caffè, che per secoli è stata trattata come un semplice scarto e che oggi torna protagonista in chiave sostenibile e innovativa.
La cascara non è affatto una novità nei Paesi produttori. In Yemen, ad esempio, da secoli si prepara il qishr, un infuso caldo ottenuto proprio dalla buccia del caffè arricchita con spezie come cannella e zenzero. In Bolivia e in Etiopia, bevande simili sono diffuse nelle comunità rurali, considerate un rimedio naturale energizzante e conviviale. Solo negli ultimi anni, grazie al crescente interesse per il caffè di qualità e per l’economia circolare, questo ingrediente ha iniziato a farsi strada anche nel mercato occidentale, trasformandosi in un prodotto ricercato.
Profumi e proprietà
In infusione, la cascara rivela un mondo aromatico sorprendente: le note ricordano il tè nero e la frutta rossa, con accenti che possono spaziare dai datteri al fico secco, fino a leggere sfumature di caramello. Il profilo varia a seconda dell’origine del caffè e del metodo di essiccazione, offrendo esperienze sensoriali diverse e sempre curiose. Dal punto di vista nutrizionale è ricca di antiossidanti, sali minerali e contiene caffeina naturale, il che la rende una bevanda leggera ma energizzante. Viene apprezzata sia calda, come tisana, sia fredda, come alternativa dissetante, e sta entrando anche nel mondo della mixology come base per cocktail e mocktail dal carattere inedito.
Nel video dedicato, a presentare questa specialità è Fabio Verona, coffee expert e divulgatore, nello spazio di Costadoro, storica torrefazione torinese fondata nel 1890 e oggi presente a livello internazionale. Verona è Responsabile Formazione ed Eventi, Quality & Training Manager e formatore certificato della Specialty Coffee Association: da anni si dedica a formazione, consulenza tecnica e divulgazione per rendere più consapevole e qualificata la filiera, dai baristi agli appassionati.
La sua attività non si limita all’aspetto tecnico: Verona lavora per diffondere una cultura del caffè che vada oltre la semplice tazzina, mostrando come dietro ogni prodotto ci sia una catena fatta di coltivatori, lavorazioni, scelte ambientali e ricerca di qualità. La cascara diventa, in questo senso, un tassello importante per raccontare il caffè in tutta la sua interezza.
Costadoro e la visione circolare
Con l’introduzione della cascara, Costadoro conferma il proprio impegno a valorizzare l’intero frutto. L’azienda, da sempre attenta alla ricerca e alla sostenibilità, sceglie di dare voce anche a quella parte che un tempo veniva eliminata, trasformandola in una bevanda piacevole, versatile e in linea con le nuove abitudini di consumo.
Questo approccio rientra in una visione più ampia di economia circolare: non più sprechi, ma utilizzo intelligente di tutte le risorse. La cascara, da residuo della lavorazione, diventa simbolo di una filiera che guarda avanti, capace di unire storia, gusto e responsabilità ambientale.



