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Come cambia il modo di andare al ristorante: le tendenze 2026 secondo TheFork

Il 2026 si annuncia come un anno di svolta per la ristorazione italiana, attraversata da cambiamenti profondi nel modo in cui i consumatori scelgono, vivono e raccontano l’esperienza al ristorante. A delineare questo scenario è TheFork, piattaforma leader nella prenotazione online e nei gestionali per la ristorazione con TheFork Manager, che insieme all’agenzia di trend forecasting NellyRodi presenta le tendenze food 2026 per il mercato italiano, basandosi su dati esclusivi, sondaggi e analisi comportamentali a livello europeo.

Al centro del cambiamento emergono quattro direttrici principali: scoperta sociale, intelligenza artificiale, nuove contaminazioni gastronomiche e format sempre più orientati a benessere, condivisione e identità.

La scoperta passa dai social

La scelta del ristorante è sempre meno casuale e sempre più influenzata dal contesto digitale. Si afferma il fenomeno del “FOODMO” (Fear Of Missing Out applicato al cibo): il desiderio di non perdere il piatto o il locale del momento alimenta un passaparola continuo, amplificato dai social network e dalle community online.

I dati raccolti da TheFork mostrano come il digitale incida in modo diretto sulle abitudini di prenotazione. Gli utenti che utilizzano TheFork Feed, la funzione che consente di condividere recensioni, liste e preferiti con amici e contatti, prenotano il 25% in più rispetto a chi non usa la componente social della piattaforma. Il 75% degli utenti dichiara di affidarsi soprattutto alla propria cerchia di conoscenze, mentre il 20% segue i suggerimenti degli influencer; una quota più ridotta combina entrambe le modalità. Lo studio NellyRodi conferma così il ruolo dei social media come motore di desiderio e consumo.

In questo contesto, TheFork Feed si afferma come strumento centrale nella scoperta dei ristoranti. La funzione permette di importare contatti, seguire amici e creator, consultare recensioni e liste curate, offrendo un’esperienza di esplorazione basata sulla fiducia della propria rete. A partire da dicembre 2025, l’introduzione dei profili pubblici – consultabili su tutti i sistemi operativi – consente inoltre di visitare il profilo degli autori di recensioni e commenti, seguirli senza bisogno del numero di telefono e visualizzare foto, follower, valutazioni e liste. La dimensione sociale diventa così parte integrante dell’esperienza gastronomica, incidendo direttamente sulle scelte fuori casa.

L’intelligenza artificiale entra nei processi

Parallelamente, l’intelligenza artificiale sta ridefinendo il rapporto tra clienti e ristoranti. Dal lato degli utenti, la ricerca in linguaggio naturale introdotta da TheFork consente di formulare domande personalizzate e di orientarsi più facilmente tra le numerose proposte disponibili. Non a caso, in pochi mesi le ricerche basate su IA sono passate dal 3% al 30% del totale, con una previsione di crescita fino al 60–70% nel prossimo futuro.

Per i ristoratori, le applicazioni dell’IA nel 2026 diventano sempre più concrete. Secondo NellyRodi, gli ambiti di maggiore sviluppo riguardano la creazione di menù e nuove ricette, la gestione delle scorte, il supporto alle strategie di pricing e alle offerte stagionali. L’IA consente di semplificare la gestione quotidiana, ridurre il lavoro manuale e liberare tempo da dedicare alla creatività e all’accoglienza. Dall’analisi dei flussi alle previsioni sulle materie prime, fino alla costruzione di menù personalizzati in base alle preferenze dei clienti, anche grazie all’interpretazione delle emozioni espresse nei feedback online.

Un esempio concreto è TheFork Manager, che integra strumenti di intelligenza artificiale per automatizzare la sintesi delle recensioni, gestire le prenotazioni – comprese quelle telefoniche tramite Bookline – e ridurre il fenomeno del no-show. Grazie a tecnologie predittive e strumenti dedicati, nel 2025 il tasso di no-show su TheFork è sceso al 2,6%, rispetto al 3,2% del 2024, raggiungendo il livello più basso dal 2021.

Ingredienti, contaminazioni e nuovi format

Sul piano gastronomico, il 2026 segna l’affermazione di ingredienti e linguaggi trasversali. Il gelato gastronomico supera i confini del dessert per entrare nei percorsi degustazione, anche in versioni salate e fermentate. Su TheFork, ad esempio, Luna Blu (La Spezia) propone un’entrecôte di manzo alla griglia con composta di mele e gelato ai funghi, mentre Siamo al Verde (Rimini) sperimenta diverse tipologie di gelati artigianali.

Cresce l’attenzione per lo specialty coffee, tra infusi, cold brew e abbinamenti con piatti dolci e salati. Da Morettino Lab Food & Mixology (Palermo), il caffè diventa esperienza completa: dalle monorigini e miscele tostate in microtorrefazione alla coffee mixology con drink a base di caffè specialty, distillati, erbe e agrumi siciliani, fino ai percorsi di abbinamento con vino e olio.

Il comfort food di matrice tedesca e americana viene reinterpretato in chiave pop e gourmet, come da Wursteland Bistrot (Lecco) o negli All American Diner di Milano e Sesto San Giovanni. Parallelamente, lo street food evolve verso proposte premium e fusion: ramen, bao, taco e hot dog creativi trovano spazio da Habibi World Street Food (Caserta) e Ramen Shifu Navigli (Milano).

La ricerca sulle texture porta in primo piano mousse, panna cotta, burri aromatizzati e salse dense, come nel caso di Lunatico Osteria Contemporanea (Pozzuoli), mentre l’attenzione a benessere e longevità valorizza fermentati, alghe, legumi antichi e proteine vegetali. Ne sono esempi The Longevity Kitchen Bistrot e Linfa – Milano Eat Different, entrambi a Milano.

Cambia anche il modo di consumare: cresce lo snacking evolutivo, fatto di mini-porzioni, piatti da condividere, brunch e tapas, come da Mini Tapas Restaurant & Drink a Torino. Parallelamente si afferma il microseasoning, con l’uso di erbe spontanee, germogli e fiori raccolti in base al ritmo stagionale, pratica centrale nella cucina de La Svolta Cucina di Ragione (Bologna).

Infine, la ristorazione etica continua a crescere. Hummustown Bistrot (Roma) rappresenta un modello in cui cucina, inclusione e sostenibilità si intrecciano: un progetto no-profit nato nel 2018 per garantire un reddito dignitoso ai rifugiati siriani in Italia, ideato da Shaza Saker.

Nel complesso, le tendenze delineate da TheFork e NellyRodi raccontano una ristorazione sempre più interconnessa, tecnologica e attenta ai valori, in cui l’esperienza a tavola nasce dall’incontro tra dati, relazioni e nuovi linguaggi del gusto.

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