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Le Città del Miele, nel 2026 l’anniversario dei 25 anni e l’elezione di Jean-Claude Daudry

Nel 2026 Le Città del Miele festeggia il venticinquesimo anniversario e inaugura una nuova fase con l’elezione di Jean-Claude Daudry, sindaco di Châtillon, alla presidenza dell’associazione per il prossimo triennio.

La nomina arriva nell’anno in cui la rete, fondata nel 2001, raggiunge un traguardo simbolico: venticinque anni di lavoro dedicati alla valorizzazione dei territori italiani legati alla produzione del miele, attraverso una collaborazione costante con il mondo dell’apicoltura e con le realtà istituzionali regionali e locali.

Non è casuale che la presidenza venga affidata a un rappresentante della Valle d’Aosta, la più piccola regione italiana per superficie, ma da sempre fortemente legata alla produzione di miele e di prodotti derivati. Il miele valdostano è riconosciuto per la qualità delle materie prime, l’intensità dei profumi e il rispetto dell’ambiente e della biodiversità montana che caratterizzano l’intero ciclo produttivo.

Il territorio regionale conta oggi quasi 600 apicoltori e circa 9.000 alveari. La produzione comprende varietà fortemente identitarie, come il Millefiori di Montagna e il Rododendro – noto anche come “miele dei ghiacci” per le alte quote di produzione – tipici delle aree alpine. Accanto a questi si trovano anche miele di Acacia, Castagno, Tarassaco e Tiglio, che completano un quadro produttivo ampio e articolato.

Dal 2007 Châtillon fa parte dell’associazione e ogni anno, alla fine di ottobre, ospita la Sagra del Miele, con un mercatino dedicato ai prodotti locali che attraversa le vie del paese. Durante la manifestazione vengono premiati anche i vincitori del concorso regionale Mieli della Valle d’Aosta, rafforzando il legame tra produzione, territorio e comunità.

La Sagra del Miele rientra tra gli appuntamenti di “Andar per Miele, il calendario nazionale di sagre, feste ed eventi promosso da Le Città del Miele insieme ai Comuni associati. Un programma diffuso che offre occasioni di conoscenza delle diverse tipologie di miele e, allo stesso tempo, permette di scoprire borghi, paesaggi rurali, tradizioni locali e patrimoni culturali spesso legati a contesti naturali di grande valore.

In venticinque anni di attività, le iniziative promosse dall’associazione hanno coinvolto oltre 5 milioni e mezzo di consumatori, contribuendo alla diffusione della cultura del miele italiano e alla conoscenza della sua biodiversità produttiva. Un dato che trova riscontro nei numeri: l’Italia detiene il primato mondiale per varietà di miele, con oltre 60 tipologie riconosciute, ed è al quarto posto nell’Unione Europea per numero di alveari – più di un milione e mezzo – con una produzione che raggiunge quasi 238 mila tonnellate su scala nazionale.

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