Dal porto di Genova ho imboccato i carruggi, risalendo verso il centro città, e improvvisamente, entrando in via di San Bernardo, nel centro storico, mi sono imbattuto in una bottega che sembra appartenere ad altri tempi. È la Drogheria Torielli, aperta nel 1930 da Matilde Torielli e portata avanti oggi dalle sorelle Cavanna, che continuano la storia iniziata in famiglia quasi un secolo fa.
Il negozio conserva ancora il bancone liberty in legno bianco, le vetrine interne ed esterne dei primi del Novecento e una disposizione che non ha mai tradito l’impianto originario. La storia della drogheria si intreccia con quella del quartiere: vasi di vetro con etichette scritte a mano, spezie, cassetti colmi di prodotti provenienti da tutto il mondo. Un tempo gli scaffali erano occupati soprattutto dalle spezie per la cucina genovese; oggi ospitano tè importati dagli anni Novanta, miscele di caffè torrefatte direttamente nel laboratorio, mieli, cioccolate aromatiche, tisane, frutta secca, oli essenziali e, naturalmente, spezie dai cinque continenti.
Chi entra non trova un grande spazio. Si aspetta il proprio turno davanti al bancone: “4-5 persone max”, come indica il cartello alla porta, perché il negozio è stretto e non c’è modo di muoversi molto. È proprio questa dimensione che permette di ascoltare le conversazioni: chi chiede un consiglio sulle spezie, chi racconta un piatto provato a casa, chi è in cerca di un tè particolare o di un ingrediente che altrove è difficile trovare.
La drogheria si trova a pochi passi da luoghi visitati spesso da chi arriva in città – piazza Matteotti, la Cattedrale di San Lorenzo, i vicoli che portano verso il Porto Antico. È un punto raggiungibile a piedi percorrendo i carruggi e la visita richiede solo il tempo di fermarsi un attimo e guardarsi intorno.











