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Torino, alla Locanda Bellezia la cucina piemontese di casa

Via Bellezia è una di quelle strade che si scoprono camminando senza meta nel centro di Torino, nella zona che i torinesi chiamano Porte Palatine. Un vicolo a due passi da piazza Emanuele Filiberto, dove vetrine e dehors disegnano l’atmosfera delle sere cittadine. All’incrocio con via Bonelli la strada si allarga in una piccola piazza: è qui che si trova Locanda Bellezia, un ristorante che porta nel centro storico i sapori delle Langhe.

All’ingresso si viene accolti da Roberto e dalla sua brigata, che si muovono tra i tavoli raccontando i piatti scritti sulla lavagna: materie prime locali, cucina piemontese, tempi curati, con una particolare attenzione per il “risotto del giorno“. Scorrendo le recensioni, i clienti parlano di un luogo dove si mangia bene, si sta bene e ci si sente ospiti, non semplici coperti da servire.

Torino, alla Locanda Bellezia la cucina piemontese di casa

Seduti ai tavoli della Locanda si intuisce subito che non si tratta di un ristorante nato da un progetto di marketing, ma del risultato naturale di una vita trascorsa tra fornelli, sala e tavolate di famiglia. Roberto, patron del locale, affiancato dalla moglie Maria, proviene da una famiglia di ristoratori che cucinava piatti piemontesi molto prima che il “territorio” diventasse una parola chiave. L’osteria della nonna, i risotti e le ricette di una volta sono il bagaglio da cui nasce la Locanda. Lui stesso ha iniziato giovanissimo, partendo dai lavori più umili, lavando piatti, per poi aprire locali di successo e attraversare una lunga parentesi professionale lontano dalla ristorazione, prima di tornare ai fornelli con un’idea precisa: creare il posto in cui lui stesso vorrebbe andare a mangiare.

Questa visione spiega il nome e lo stile del locale, più vicino a una casa che a un ristorante formale. L’ambiente è intimo, pensato con attenzione e frutto di una ricerca paziente. Nessun format preconfezionato, ma un lavoro di recupero e di dettagli: tavoli di legno tutti diversi, trovati tra rigattieri e antiquari; vecchie porte trasformate in elementi d’arredo; un soffitto a cassettoni riportato alla luce dopo la rimozione di sette strati di vernice, fino a lasciare nuovamente visibile il legno. Il progetto di interni è stato realizzato insieme a due amici designer, che hanno vissuto letteralmente dentro la Locanda per circa due mesi, interpretando i gusti del proprietario e traducendoli in uno spazio coerente con la sua idea di accoglienza.

Al centro di tutto c’è il commensale, considerato prima di tutto un ospite. Per Roberto, chi entra alla Locanda Bellezia “entra in casa tua: va accolto con rispetto, gentilezza e una cura che non è solo di facciata. L’ospitalità viene prima della tecnica. L’obiettivo, semplice e ambizioso allo stesso tempo, è far sì che chi arriva possa rilassarsi, mangiare bene e pagare il giusto, sentendosi a proprio agio.

In cucina l’impronta è fortemente langarola e piemontese, con una predilezione per una cucina diretta e sostanziosa: brasati, piatti di struttura e un uso generoso del burro, come nelle cucine di Langa. La carta non è rigida: il menù cambia spesso, indicativamente ogni dieci giorni, seguendo la stagionalità e la disponibilità delle materie prime. Anche per questo la Locanda ha scelto di rinunciare al menù stampato, preferendo una lavagna che diventa il punto di partenza del racconto dei piatti al tavolo. Ogni preparazione viene spiegata: dietro una semplice “cipolla al forno“, ad esempio, c’è una lavorazione lunga, che merita di essere raccontata per essere compresa e apprezzata.

La scelta della materia prima è un vero manifesto: solo prodotti freschi, lavorati ogni giorno, con un’attenzione quasi maniacale agli sprechi, ridotti al minimo proprio grazie a questa cadenza quotidiana. Carne e pasta seguono un’impostazione piemontese: agnolotti, tajarin fatti in casa, spaghetti e altre paste acquistate in territori vocati. Verdure e prodotti di stagione vengono cercati direttamente presso i produttori: i peperoni di Carmagnola si vanno a prendere a Carmagnola, i funghi a Giaveno e, quando finisce la stagione – che si tratti di peperoni, funghi o tartufo – il piatto esce dal menù. Nessuna scorciatoia: niente prodotti “di rimpiazzo” fuori zona solo per tenere una voce in carta.

Questa coerenza si riflette anche nel rapporto qualità–prezzo. Dietro ogni piatto c’è un’idea di onestà gastronomica: se una portata, arrivata al pass, non convince, viene rimandata indietro, perché il primo a dover essere soddisfatto, prima ancora del cliente, è chi quel piatto lo cucina e lo vede uscire dalla cucina.

Locanda Bellezia lavora molto con il pubblico locale, ma ha conquistato rapidamente anche i turisti stranieri: in sala si vedono spesso avventori francesi, spagnoli, svedesi e americani di passaggio nel centro di Torino. Alcuni arrivano dopo averla cercata, altri la scoprono girando per il quartiere, ma il risultato è lo stesso: soprattutto nei fine settimana non è raro vedere persone in attesa di un tavolo. Nonostante ciò, Roberto e la sua brigata hanno scelto di non introdurre liste d’attesa, proprio per non trasformare l’esperienza del cliente in un’attesa stressante, con file di persone a osservare chi sta mangiando. Quando possibile, chi non trova posto viene indirizzato con naturalezza ai locali vicini, in uno spirito di collaborazione con gli altri ristoratori della zona, senza competizione né gelosia: più locali di qualità, in questa visione, significano più vitalità commerciale per tutti.

Il locale, nato in punta di piedi e senza clamore, si è affermato in poco tempo grazie al passaparola e alla fedeltà di chi ritorna. Ecco perché – parlo per esperienza personale – il consiglio è di prenotare.

Accanto all’attività quotidiana, la Locanda sta vivendo una fase di espansione. Sono in via di completamento una nuova sala, ricavata in un locale adiacente affacciato sul cortile interno, e un secondo progetto gastronomico in un ex locale confinante, destinato a ospitare un format diverso da quello della Locanda, che verrà presto svelato.

Dietro l’immagine raccolta e quasi discreta di Locanda Bellezia c’è una storia di lunga passione per la ristorazione, un’identità radicata nelle Langhe e nel Piemonte, una cura ostinata per l’ospite e un rapporto molto serio con la materia prima. È questo intreccio di memoria familiare, cucina lineare ma rigorosa, attenzione all’accoglienza e legame con il territorio che rende la Locanda un indirizzo capace di parlare tanto al torinese in cerca di riferimenti solidi quanto al viaggiatore curioso che, vagabondando tra le vie di Porta Palatina, decide di fermarsi a tavola “come a casa“, nel cuore della città.


LOCANDA BELLEZIA
Via Gianfrancesco Bellezia 33, Torino
Mercoledì – Venerdì: 19.00 – 24.00
Sabato: 12.00 – 15.30 | 19.00 – 24.00
Domenica: 12.00 – 15.30 | 19.00 – 24.00
Info e prenotazioni: 011 3856537 / 328 0576381
Sito web: www.locandabellezia.com

Fulvio Falbo
Fulvio Falbohttps://www.instagram.com/ffturin/
Torinese, classe 1975, unisce una trentennale esperienza nel mondo IT ad una profonda curiosità per il gusto e i territori italiani. Laureato in Scienze Economiche e Giuridiche con specializzazione in “Gastronomia, Ospitalità e Territorio” e sommelier del riso, esplora prodotti, luoghi e tradizioni con uno sguardo attento alle storie che li rendono unici. Viaggiatore appassionato, racconta cibo, vino, distillati ed olio attraverso il filo conduttore dell’autenticità, valorizzando persone, culture e identità gastronomiche.

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