HomeNotizieAsti Docg Vino dell’Anno 2026: il Piemonte punta sulla denominazione più esportata

Asti Docg Vino dell’Anno 2026: il Piemonte punta sulla denominazione più esportata

Sarà l’Asti Docg ad accompagnare per tutto il 2026 le attività promozionali della Regione Piemonte. La designazione è arrivata dalla Giunta regionale su proposta dell’assessore Paolo Bongioanni, con il passaggio di testimone dall’Alta Langa Docg, protagonista nel 2025.

Il riconoscimento di “Vino dell’anno” identifica il prodotto che farà da riferimento nelle principali iniziative rivolte a pubblico e operatori: fiere, presentazioni, manifestazioni istituzionali e appuntamenti legati alla promozione dell’agroalimentare piemontese a qualità certificata, oggi riunito sotto il marchio “Piemonte Is – Eccellenza Piemonte“.

«Con una produzione annua di 100 milioni di bottiglie esportate per il 90%, l’Asti Docg nelle due tipologie Asti e Moscato d’Asti è il vino piemontese più diffuso nel mondo. Per questo può rappresentare un traino fortissimo per far conoscere le produzioni agroalimentari piemontesi, che per le loro caratteristiche qualitative, i metodi di produzione, la loro storia, e il legame con i rispettivi territori di coltivazione e lavorazione, offrono un alto valore aggiunto e sono parte fondamentale della nostra economia e del nostro export», ha dichiarato il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio.

Sulla stessa linea l’assessore Paolo Bongioanni: «Il Piemonte si sta impegnando con energia per rimontare il gap storico fra un agroalimentare d’eccellenza, che da solo copre il 20% delle produzioni italiane a qualità certificata, e un’immagine che ancora non rende giustizia alle sue potenzialità. Associare all’immagine del Piemonte il nostro vino più esportato nel mondo è sicuramente una grande risorsa per mettere in moto quel volano virtuoso in grado di connettere produttori e filiere, aprire nuovi mercati, consumi e turismo e sviluppare nuove opportunità di crescita per il nostro territorio».

Il debutto ufficiale è previsto a Vinitaly: lunedì 13 aprile alle 15.45, nell’Auditorium dello Spazio Piemonte, con la presentazione istituzionale. Nella stessa giornata, alle 18, nella lounge dello stand, sarà lanciato anche un nuovo cocktail a base di Asti Docg e Vermouth di Torino Igp. Il nome sarà scelto attraverso un contest promosso dal Consorzio di Tutela insieme alla Direzione agricoltura regionale: quattro proposte saranno votate sulla pagina Instagram, con annuncio finale dopo la manifestazione.


Una denominazione che nasce dal Moscato Bianco

L’Asti è tra i primi vini italiani ad aver ottenuto la Denominazione di Origine Controllata nel 1967. Il riconoscimento Docg arriva nel 1993 e riguarda una produzione basata sul vitigno Moscato Bianco, coltivato in 51 comuni tra le province di Asti, Alessandria e Cuneo, con sottozone che includono Santa Vittoria d’Alba, Strevi e Canelli – quest’ultima riconosciuta Docg dal 2023.

Le tipologie principali sono Asti Spumante e Moscato d’Asti, entrambe caratterizzate da un profilo aromatico netto, con sentori floreali di tiglio, acacia e salvia, una spuma fine e un colore che varia dal paglierino al dorato.

Per l’Asti Spumante il processo produttivo prevede la conservazione del mosto a basse temperature fino alla presa di spuma, che può avvenire con metodo Martinotti in autoclave oppure con metodo classico in bottiglia. Il Moscato d’Asti si distingue invece per una fermentazione interrotta intorno ai 5 gradi alcolici e per una pressione più contenuta, che lo rende leggermente frizzante.


Produzione, aziende e mercati

La denominazione si estende su circa 10.000 ettari vitati e genera una produzione annua intorno ai 100 milioni di bottiglie, suddivise tra circa 60 milioni di Asti Docg e 40 milioni di Moscato d’Asti Docg.

Il sistema produttivo coinvolge 1.013 aziende associate al Consorzio: 50 case spumantiere, 778 aziende viticole, 153 aziende vitivinicole, 17 aziende vinificatrici e 15 cantine cooperative.

Il dato più rilevante riguarda la distribuzione commerciale: il 90% delle bottiglie è destinato ai mercati esteri, mentre il 10% resta in Italia. Un equilibrio che conferma il ruolo dell’Asti Docg come uno dei principali ambasciatori del vino piemontese nel mondo.

Numeri e diffusione spiegano la scelta della Regione: affidare a questa denominazione il racconto del Piemonte nel 2026 significa puntare su un prodotto già riconosciuto a livello internazionale e in grado di intercettare pubblici diversi, dai consumatori agli operatori di settore.

Regione Piemonte - Asti Docg il Vino piemontese dell’Anno 2026

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