Si è chiusa il 2 marzo 2026 la quarta edizione del Salone del Vino Torino, che ha registrato oltre 19 mila visitatori, più di 500 cantine presenti e un calendario denso di incontri e degustazioni. Un racconto articolato del Piemonte del vino, costruito attraverso territori diversi e una nuova generazione di produttori.
Tra le realtà presenti, Alex di Alberand, giovane azienda con sede a Salassa, nel Canavese. Il progetto prende avvio nel 2018 con l’obiettivo di riportare attenzione su una viticoltura locale che nel tempo aveva perso visibilità, lavorando sul recupero di vigneti e varietà storiche della zona.
L’attività si sviluppa su una scala contenuta, seguita direttamente in ogni fase, dalla gestione della vigna fino all’imbottigliamento. Accanto all’impianto di nuovi filari, una parte rilevante del lavoro riguarda il recupero di vigne già esistenti e la valorizzazione di varietà tradizionali del Canavese.
La produzione si concentra sui vitigni autoctoni piemontesi, con Nebbiolo, Barbera ed Erbaluce come riferimenti principali. Una scelta che definisce con chiarezza l’identità dell’azienda e il legame con il territorio.
I vigneti si trovano tra Salassa e Valperga, su suoli di origine morenica caratterizzati dalla presenza di limo, argilla e ciottoli. Elementi che incidono in modo diretto sia sul profilo dei vini sia sulle pratiche agronomiche adottate in vigna.
Al Salone del Vino Torino 2026, Alberand ha portato una visione attuale del Canavese: un’area che si muove attraverso realtà giovani, con produzioni contenute e un’impostazione chiara, contribuendo a riportare l’attenzione su una zona meno raccontata rispetto ad altre del Piemonte.



