Il 2 luglio, a Rivalta di Torino, ha aperto Laboròt, il nuovo centro esperienziale nato all’interno di Cascina Pariani, nel cuore storico del paese, proprio di fronte a un monastero dell’XI secolo.
Il progetto porta la firma di Mattia e Anna Pariani, che dopo vent’anni trascorsi a tessere relazioni con cuochi, pasticceri, produttori e viticoltori di tutto il mondo hanno deciso di dare forma a uno spazio capace di far convivere passioni, memoria e cultura del cibo.
La cascina non è un contenitore neutro: al suo interno si trovava uno dei forni storici che rifornivano di pane il circondario e già dal secondo dopoguerra vi si vendevano e scambiavano frutta, verdura e galline. Quella vocazione di luogo di scambio torna oggi in una veste rinnovata, con spazi per eventi, un negozio di prodotti selezionati e due alloggi — Lavanda e Ulivo — pensati per chi desidera vivere la cascina con maggiore intensità, non solo attraversarla.
Non un ristorante, dunque, ma qualcosa di diverso: Laboròt non punta ad aprire le porte come un locale qualunque, bensì a costruire occasioni riservate, tra eventi privati e iniziative aziendali dal taglio esperienziale, lontane dai consueti format di team building. Un esempio è la possibilità di imparare a preparare insieme una conserva di pomodoro da portare a casa.
Per la giornata di inaugurazione, in cucina lavora il resident chef Emanuele Pettinicchio, affiancato dai consigli dello chef Igor Macchia, corporate chef de La Credenza Group. Sulla tavola arrivano le materie prime di partner storici come Pariani, Tartuflanghe, Pedemontis, Valrhona, Norohy, Royal Mare e altri nomi di rilievo della filiera agroalimentare.
I cocktail signature portano la firma di Velier, la bollicina della serata è una dedica di Giulio Cocchi Spumanti, la pasticceria è affidata al maestro Lorenzo Zuccarello, mentre la direzione musicale è nelle mani del maestro Madaski, figura storica della scena torinese.
Dietro il progetto c’è anche un percorso imprenditoriale che aiuta a leggerne l’ambizione. Mattia Pariani, classe 1980, ha fondato nel 2010 l’azienda che porta il suo nome, specializzata nella lavorazione di frutta secca italiana di alta qualità. Il percorso è partito dall’olio di nocciola piemontese Igp e si è poi allargato al pistacchio di Bronte e alle mandorle siciliane.
Nel 2022 l’azienda è entrata nel gruppo francese Savencia Gourmet, che controlla anche Valrhona, mentre Pariani ne ha mantenuto la guida operativa come managing director. Da gennaio 2026 è inoltre entrato come socio e amministratore delegato in Tartuflanghe, storica realtà albese del tartufo fresco piemontese, portando avanti un legame ventennale con la famiglia Montanaro, che ne detiene la proprietà.
È in questo intreccio di relazioni — dalla nocciola al tartufo, dalla filiera locale alle sinergie internazionali — che si inserisce Laboròt: non un singolo locale, ma un ecosistema di eccellenze piemontesi pensato per raccontarsi attraverso l’accoglienza più che attraverso il menu di un ristorante aperto a tutti.












