Le sorprese non mancano mai nel mondo della ristorazione. L’Osteria del Borgo di Carrù è uno di quei posti in cui, in realtà, non ci sono mai sorprese: il cibo è tradizionalmente buono, anzi buonissimo, ed è un punto di riferimento per chi desidera assaporare la cucina del territorio.
Eppure, ogni tanto, anche loro estraggono un jolly dal cilindro. La fortuna sta nel coglierlo al momento giusto e nell’essere stati previdenti con una prenotazione ad hoc. La giornata dedicata a fritto misto e bollicine è un appuntamento goloso e magnifico, perfetto per una gita langarola, e un evento che ogni amante del buon cibo dovrebbe segnarsi in agenda.
L’Osteria del Borgo di Carrù è uno di quei luoghi in cui si spera sempre che le nuove generazioni abbiano l’illuminazione e la voglia di portare avanti l’attività nel futuro. Un locale dove si prenota da un anno all’altro, dove si organizzano cene di famiglia e si festeggiano compleanni, festività e anniversari. È l’osteria classica della famiglia piemontese.
È già la seconda volta che siamo ospiti del ristorante per questo evento. E la seconda è andata oltre le aspettative. La formula è vincente: cinque portate di fritto misto, con materie prime freschissime, cottura e servizio perfetti, caldo e avvolgente. Il tutto irrorato da un fiume di bollicine.
Il tour di golosità parte dalla prima portata, con fegato, agnello, salvia, granelle, carote e cavolfiore. Prosegue poi con un’armonia di sapori che include animelle, zucca, asparago, finocchio, melanzana, pollo e lumaca.
Il terzo giro è composto da filone, rana, carciofo, peperone, zucchina e maiale: un viaggio tra consistenze e sapori diversi. La parte salata si chiude con porcino, cipolla, cervella, salsiccia, semolino, bieta, bocconcini di carne e olive. Un piatto che racconta storie di famiglia e convivialità.
Infine, la parte dolce: pavesini, albicocche, prugne, amaretti, mele e fichi. Un finale che chiude in bellezza un percorso già straordinario e un impeccabile inno alla tradizione.





Ad accompagnare tutto il pasto, il Veuve Auguste Tailhan Blanc de Blancs Brut. Scelta perfetta. Questo spumante francese, con le sue origini nel Languedoc-Roussillon, si sposa molto bene con il percorso gastronomico proposto. La freschezza delle note di mela e pera matura offre un contrasto ideale con il fritto, rendendo l’abbinamento ancora più piacevole. Il suo perlage fine e persistente, insieme alla piacevole acidità, accompagna perfettamente i piatti.
Il prezzo è fisso e le bottiglie vengono stappate con generosità, con il sorriso sulle labbra. Brave le ragazze ai tavoli e ottima la gestione della sala, attenta e familiare.


L’atmosfera dell’Osteria del Borgo è calorosa e accogliente, tipica delle osterie piemontesi, con piatti che parlano di storia e passione. Se non l’avete ancora fatto, prenotate il vostro tavolo: l’esperienza vi lascerà con un bel sorriso stampato sul viso.
Fidatevi di me.
Osteria del Borgo
Via Garibaldi, 19
12061 Carrù, CN
Telefono: 0173 759184
Rubrica
Fidatevi di me
Nella continua ricerca di sorprese e conferme nell’enogastronomia piemontese, in larga parte, e nazionale, voglio inaugurare una rubrica che elimini alla fonte classifiche, punteggi, cappelli, bicchieri, stelline e quant’altro. Per questo c’è già una pletora di bravi professionisti, molto più competenti di me, che lavora con serietà.
Manifesto di “Fidatevi di me”
1. Inclusività senza pregiudizi
Niente classifiche, punteggi, cappelli, bicchieri o stelline: qui contano le persone e le esperienze. Diamo voce tanto ai ristoranti stellati quanto ai piccoli bistrot, in Piemonte soprattutto e in tutta Italia, con lo stesso rispetto e la stessa curiosità.
2. Rispetto assoluto per chi lavora
No a stroncature gratuite o critiche per futili motivi: possono creare danni non meritati a chi si impegna ogni giorno. La critica è sempre responsabile, contestualizzata e orientata al miglioramento.
3. Condivisione sincera dell’esperienza
Vi suggeriamo semplicemente dove mangiare e stare bene, talvolta sorprendendovi. Se un locale non ci convince, non ne parleremo: preferiamo raccontare il buono, senza alimentare rumore inutile.




