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Vermouth dell’Agenzia, Cocchi e Banca del Vino rendono omaggio a Paolo Francesco Staglieno

A Pollenzo, nelle cantine che nell’Ottocento facevano parte del progetto agricolo ed enologico voluto da Carlo Alberto di Savoia, nasce il Vermouth dell’Agenzia, nuovo Vermouth di Torino IGP firmato da Giulio Cocchi e Banca del Vino. La dedica è a Paolo Francesco Staglieno, generale ed enologo che proprio qui diresse la vinificazione dei tenimenti reali nella prima metà del XIX secolo.

La scelta del nome riporta direttamente all’Agenzia di Pollenzo, che Carlo Alberto volle trasformare, a partire dagli anni Trenta dell’Ottocento, in una tenuta modello per l’agricoltura e la sperimentazione. Le cantine nelle quali oggi ha sede la Banca del Vino appartengono a quella stessa storia.

Tra le figure che contribuirono maggiormente al lavoro enologico dell’Agenzia c’è proprio Staglieno, vissuto tra il 1773 e il 1850. Prima impegnato anche nella tenuta di Grinzane, venne chiamato da Carlo Alberto a dirigere le cantine private di Casa Savoia a Pollenzo, diventando uno dei protagonisti della trasformazione dell’enologia piemontese dell’Ottocento.

Non era soltanto un uomo di cantina. Nel 1835 pubblicò Istruzione intorno al miglior modo di fare e conservare i vini in Piemonte, manuale nel quale affrontava tecniche e problemi della vinificazione con un approccio che anticipava la figura professionale dell’enologo. Le sue esperienze a Pollenzo riguardarono anche la produzione di vini destinati all’invecchiamento e gli aromatizzati per la corte.

A ricostruire questa parte della sua attività è Giusi Mainardi, storica del vino, che insieme a Pierstefano Berta ha approfondito i documenti e la corrispondenza del generale: “Il generale Staglieno su incarico del re Carlo Alberto di Savoia nella prima metà dell’Ottocento è stato il direttore della vinificazione dei tenimenti reali di Pollenzo e nelle mie ricerche storiche fatte con Pierstefano Berta ho scoperto questa figura centrale per l’enologia piemontese, mai messa abbastanza in rilievo. È stato precursore della figura dell’enologo, persona specificamente dedicata alla gestione della vinificazione in una grande cantina, e ne abbiamo pubblicato con dei commenti tecnici precisi il manuale “Come fare e conservare vini in Piemonte”. Le sue lettere manoscritte che ho scoperto in archivio parlano proprio della sua attività nelle cantine di Pollenzo dove fu un pioniere della produzione dei grandi vini rossi da invecchiamento. Nelle sue lettere parla anche di come si dedicasse con grande cura alla produzione del vermouth”.

È da queste ricerche che prende forma il nuovo Vermouth dell’Agenzia. Non si tratta della riproduzione di una ricetta ottocentesca attribuita a Staglieno, ma di una formula elaborata da Cocchi partendo dal legame documentato tra il generale, Pollenzo, Casa Savoia e la produzione del vermouth.

Il risultato è un Vermouth di Torino IGP ambrato, nel quale le Artemisie e la China costituiscono la parte principale della componente botanica. A queste si aggiungono rabarbaro, cardamomo, agrumi, salvia e menta piemontese.

Per Cocchi il progetto prosegue una ricerca già affrontata in passato sul rapporto tra il vermouth e le residenze sabaude. Un precedente è il Vermouth Riserva La Venaria Reale, sviluppato insieme alla Reggia di Venaria e prodotto in due sole edizioni, nel 2016 e nel 2018. In quel caso la formula comprendeva, tra le altre botaniche, Artemisia, rabarbaro, erbe alpine e menta piemontese, con un lavoro costruito sulla documentazione storica e geografica.

Roberto Bava, amministratore delegato di Cocchi, collega direttamente il nuovo Vermouth a questo percorso di ricerca: “Con questo progetto Cocchi prosegue la ricerca storica e filologica sul ruolo giocato dalle Corti Reali dei Savoia nella creazione e diffusione del vermouth moderno: il Vermouth di Torino dell’Agenzia ne è una ideale continuazione concettuale. Di qui l’organizzazione con Carta Italia della manifestazione Vermouth a Corte, con seminari e degustazioni nelle corti reali. Da un punto di vista produttivo, un precedente significativo fu il Vermouth Riserva La Venaria Reale, creato da Cocchi in collaborazione con la Reggia di Venaria e prodotto in due edizioni, nel 2016 e nel 2018. Una produzione limitata, oggi fuori commercio. Nata da un’approfondita ricerca sulla coerenza storica e geografica della ricetta e sul ruolo della Casa Savoia nella storia del Vermouth moderno, contiene erbe aromatiche officinali piemontesi che venivano coltivate nel Potager Royal della residenza sabauda, come l’artemisia, l’achillea e la menta piperita”.

Sottolinea Federico Piemonte, consigliere della Banca del Vino: “La Banca del Vino collabora da molti anni, dapprima con l’Istituto del Vermouth di Torino e successivamente con il Consorzio del Vermouth di Torino, in un percorso condiviso volto alla tutela e alla valorizzazione di una delle più autentiche eccellenze del patrimonio enogastronomico piemontese. Questa collaborazione è nata in modo del tutto naturale, grazie al profondo legame storico che unisce il Vermouth di Torino all’Agenzia di Pollenzo e alle storiche cantine che oggi ospitano la sede della Banca del Vino. La nascita di un Vermouth dedicato alla figura del generale Staglieno rappresenta, oltre che il coronamento di un progetto sviluppato negli anni, un passaggio quasi inevitabile. E grazie al prezioso coinvolgimento dell’azienda Cocchi, quest’idea ha finalmente potuto tradursi in un prodotto concreto.
Il Vermouth di Torino dell’Agenzia di Pollenzo sarà un nuovo e importante strumento per raccontare, promuovere l’identità storica, culturale e produttiva di un grande prodotto piemontese, riconosciuto e apprezzato a livello internazionale.
Una parte dei proventi derivanti dalla vendita delle bottiglie sarà destinata all’istituzione di borse di studio presso l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Un’iniziativa che rende omaggio anche alla visione di re Carlo Alberto di Savoia che scelse Pollenzo come un vero e proprio centro d’avanguardia per l’agricoltura dell’Ottocento”.

Una parte delle vendite avrà quindi una destinazione precisa: finanziare borse di studio per l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, che dal 2004 occupa insieme alla Banca del Vino gli spazi dell’antica Agenzia. È nello stesso complesso che già all’inaugurazione dell’Università venne dedicato un incontro a Paolo Francesco Staglieno, con Giusi Mainardi e Pierstefano Berta chiamati a ricostruirne l’attività.

Il Vermouth dell’Agenzia riporta quindi alla luce una figura rimasta meno conosciuta rispetto ad altri protagonisti ottocenteschi del vino piemontese. Generale, tecnico e autore di un manuale di enologia, Staglieno lavorò nelle cantine reali quando Pollenzo era un luogo nel quale si sperimentavano nuovi sistemi di produzione e conservazione del vino.

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