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VinoVip Cortina 2026 premia Marilisa Allegrini con il Premio Khail

A Cortina d’Ampezzo, il vino italiano si dà appuntamento tra memoria, mercato e nuove sfide globali. La quindicesima edizione di VinoVip Cortina, l’evento biennale ideato da Civiltà del bere, si è aperta con un confronto tra alcune delle voci più autorevoli dell’enologia nazionale e con l’assegnazione del Premio Khail 2026 a Marilisa Allegrini, imprenditrice simbolo della Valpolicella e protagonista dell’affermazione del vino italiano nel mondo.

La manifestazione, ospitata nella Regina delle Dolomiti, ha scelto di partire dai grandi nomi che hanno contribuito a costruire il prestigio internazionale del settore. Sul palco dell’Alexander Girardi Hall, il talk show I tenori del vino italiano, condotto da Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere, ha riunito Piero Antinori, Sandro Boscaini, Angelo Gaja e Fausto Maculan.

Il confronto ha attraversato passato e futuro del comparto, mettendo a fuoco le questioni che oggi pesano sulle aziende vitivinicole italiane. Il cambiamento climatico è stato indicato tra i temi più urgenti da Angelo Gaja e Fausto Maculan. Sandro Boscaini ha richiamato l’attenzione sull’evoluzione dei modelli di consumo, mentre Piero Antinori ha evidenziato il peso dell’instabilità dei mercati, dell’aumento dei costi di produzione e degli ostacoli burocratici.

Al centro della giornata inaugurale è arrivato poi il momento del Premio Khail 2026, riconoscimento destinato alle personalità che hanno inciso in modo determinante sulla crescita e sulla reputazione internazionale dell’enologia italiana. Quest’anno il premio è stato assegnato a Marilisa Allegrini, conosciuta come Lady Amarone, figura chiave della Valpolicella e interprete di una visione imprenditoriale capace di portare il vino italiano oltre i confini nazionali.

Entrata nel settore nel 1983, Marilisa Allegrini ha accompagnato lo sviluppo del Gruppo Allegrini, ampliandone l’orizzonte anche verso territori come Bolgheri e Montalcino. Nel 2017 è stata la prima donna italiana a conquistare la copertina di Wine Spectator; nel 2020 è stata nominata Cavaliere del Lavoro dal Presidente della Repubblica.

Marilisa Allegrini è una figura che ha saputo affermarsi come celebrità internazionale del vino. Con instancabile passione ha promosso non solo i territori in cui opera, ma ha anche contribuito a elevare il livello della comunicazione del vino italiano nel mondo. Attraverso iniziative curate con straordinaria attenzione ai dettagli, ha saputo trasmettere quell’eleganza ricca di contenuti che rappresenta uno dei tratti distintivi dello stile italiano” ha spiegato Alessandro Torcoli, direttore di Civiltà del bere.

La prima giornata di VinoVip Cortina 2026 si è chiusa con un approfondimento dedicato al Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg. Alessandro Torcoli ha dialogato con Diego Tomasi, direttore del Consorzio di Tutela, sulle prospettive della denominazione. A seguire, una degustazione con 23 aziende rappresentative del territorio ha offerto una lettura ampia delle diverse espressioni della Docg.

Tra i protagonisti di VinoVip Cortina 2026 figurano Marilisa Allegrini, Andreola, Marchesi Antinori, Argiolas, Banfi, Berlucchi Franciacorta, Bortolomiol, Le Caniette, Castello di Querceto, Cesarini Sforza, Cleto Chiarli, Colli Ripani, Il Colombaio di Santa Chiara, Costa Arènte, Marco Felluga – Russiz Superiore, Fèlsina, Tenute Folonari, Fontanafredda, Fonzone, Nino Franco, Gabe Tenute, Isole e Olena, Kettmeir, Lamole di Lamole, Cantine Lvnae, Maculan, Le Manzane, Masciarelli, Masi Agricola, Mezzacorona, Monte Zovo, Pasqua Vini, Pio Cesare, Planeta, PuntoZero, Rottensteiner, Ruggeri, Tenuta San Guido, Tenuta Sant’Antonio, Sartori di Verona, Tedeschi, Cantina Terlano, Terra Moretti, Tinazzi, Tommasi, Cantina Tramin, Umani Ronchi, Varvaglione 1921, Velenosi, Villa Bogdano 1880, Villa Sandi, Vite Colte, Zorzettig e, per gli spirits, Castagner.

Con questa edizione, VinoVip Cortina conferma il proprio ruolo di osservatorio privilegiato sul vino italiano: non soltanto una vetrina di grandi aziende, ma un luogo di confronto sulle trasformazioni del settore, tra eredità imprenditoriale, nuove sensibilità di consumo, cambiamento climatico e competitività internazionale.

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