HomeNotizieVendemmia 2026, raccolta anticipata in molte regioni: il punto delle cantine italiane

Vendemmia 2026, raccolta anticipata in molte regioni: il punto delle cantine italiane

Dalle Langhe alla Franciacorta, dal Friuli-Venezia Giulia al Chianti Classico, la vendemmia 2026 si prepara a partire prima del consueto. Temperature elevate, maturazione accelerata e fenomeni meteorologici sempre più irregolari stanno modificando il calendario delle aziende, chiamate a seguire l’evoluzione delle uve quasi giorno per giorno.

Le prime indicazioni raccolte tra Fontanafredda, Montina Franciacorta, Le Vigne di Zamò, Le Monde, La Ponca e Colombaio di Cencio restituiscono una situazione articolata. In diversi territori la raccolta sarà anticipata di una settimana o più, mentre le quantità potrebbero risultare inferiori alla media nelle zone colpite dalla grandine o maggiormente esposte alla siccità.

Il quadro qualitativo, tuttavia, appare favorevole. Le piogge cadute durante l’inverno e la primavera hanno garantito riserve idriche preziose nei mesi più caldi, sostenendo lo sviluppo vegetativo e limitando, in molti vigneti, le condizioni di stress. Le uve si presentano generalmente sane, con equilibri incoraggianti tra zuccheri, acidità e componente aromatica.

Più che un’eccezione, l’anticipo della raccolta sembra ormai diventare una variabile con cui il settore deve confrontarsi regolarmente. Le differenze tra territori restano marcate, ma a determinare tempi e risultati sono sempre più la capacità dei suoli di trattenere acqua, l’esposizione dei vigneti e la rapidità degli interventi agronomici.

Nelle Langhe la raccolta è già cominciata

A Fontanafredda, nelle Langhe, le prime uve destinate all’Alta Langa sono già arrivate in cantina. L’andamento climatico ha accelerato la maturazione, portando l’azienda a prevedere un anticipo compreso tra sette e dieci giorni rispetto alla vendemmia precedente.

«La vendemmia 2026 a Fontanafredda si preannuncia anticipata di circa 7-10 giorni rispetto allo scorso anno. Le abbondanti piogge invernali e primaverili hanno favorito un buon sviluppo vegetativo e una regolare allegagione, mentre le temperature elevate degli ultimi mesi hanno accelerato la maturazione. La raccolta è iniziata proprio in queste ore con le uve destinate alle basi Alta Langa» afferma Giorgio Lavagna, enologo di Fontanafredda.

La qualità delle uve non sembra destare preoccupazioni, mentre resta aperta la valutazione sui volumi. Le condizioni meteorologiche delle prossime settimane potranno ancora incidere sulle dimensioni degli acini e, di conseguenza, sulla resa complessiva.

«Dal punto di vista quantitativo, molto dipenderà dall’andamento climatico di agosto: il proseguimento delle attuali condizioni potrebbe determinare una produzione inferiore alla media, mentre alcune precipitazioni favorirebbero lo sviluppo degli acini. Le prospettive qualitative sono invece positive, grazie all’ottimo stato sanitario delle uve e al buon equilibrio della vegetazione.»


In Franciacorta pesano caldo e grandine

Anche in Franciacorta le temperature superiori alla media hanno accorciato i tempi. Nelle aree sud-orientali la vendemmia potrebbe iniziare già nei primi giorni di agosto, mentre nei vigneti di Montina la raccolta è attesa tra il 10 e il 13 agosto.

Il territorio ha dovuto fare i conti anche con alcuni eventi meteorologici avversi. La produzione potrebbe registrare una flessione compresa tra il 10 e il 18 per cento, sebbene le uve interessate marginalmente dalla grandine stiano mostrando una buona capacità di recupero.

«Le attuali previsioni indicano per la Franciacorta una vendemmia anticipata rispetto allo scorso anno, principalmente a causa delle temperature superiori alla media registrate negli ultimi due mesi. La stagione è stata caratterizzata anche da alcuni eventi climatici avversi, che potrebbero determinare una riduzione della produzione compresa indicativamente tra il 10% e il 18%» dichiara Michele Bozza, presidente di Montina.

«Nelle aree sud-orientali della Franciacorta la vendemmia potrebbe iniziare già il 5-6 agosto, mentre nei vigneti di Montina è prevista tra il 10 e il 13 agosto. I prossimi campionamenti consentiranno di definire con maggiore precisione il momento della raccolta. Le uve colpite marginalmente dalla grandine stanno reagendo bene e, pur essendo ancora presto per valutare il profilo qualitativo dell’annata, lo stato sanitario dei vigneti permette di guardare alla vendemmia 2026 con cauto ottimismo.»


Il Friuli tra raccolte anticipate e rese differenti

Nei Colli Orientali del Friuli, Le Vigne di Zamò si prepara a iniziare la vendemmia nella settimana compresa tra il 10 e il 16 agosto. Il primo vitigno a essere raccolto sarà il Sauvignon, seguito da Pinot Grigio e Chardonnay.

L’inverno mite ha favorito una ripresa vegetativa precoce, mentre l’acqua accumulata nei terreni ha sostenuto la formazione di una parete fogliare in grado di proteggere i grappoli dalle temperature più elevate. Il clima asciutto ha inoltre ridotto la pressione delle malattie fungine, consentendo di limitare i trattamenti.

«La vendemmia 2026 a Le Vigne di Zamò si preannuncia anticipata, con l’inizio della raccolta previsto nella settimana tra il 10 e il 16 agosto. Partiremo dal Sauvignon, per preservarne aromaticità e freschezza, proseguendo poi con Pinot Grigio e Chardonnay. L’inverno mite e le temperature superiori alla media hanno favorito una ripresa vegetativa precoce, mentre le riserve idriche accumulate nei terreni hanno sostenuto lo sviluppo di una buona parete fogliare, capace di proteggere le piante dal caldo» spiega Nicola Zamò, enologo di Le Vigne di Zamò, nei Colli Orientali del Friuli.

«Il clima prevalentemente asciutto ha mantenuto bassa la pressione delle malattie fungine, permettendoci di ridurre i trattamenti, mentre l’impiego della polvere di roccia ha contribuito a proteggere foglie e grappoli dalle scottature. La quantità si presenta buona e in linea con la media, con prospettive qualitative molto positive. Qualche precipitazione da metà agosto favorirebbe inoltre la maturazione ottimale delle varietà a bacca rossa.»

Nelle Grave e nel Collio, le situazioni di Le Monde e La Ponca mostrano invece come, anche all’interno della stessa regione, suoli ed eventi meteorologici possano determinare risultati differenti.

A Le Monde, si prevede una produzione più contenuta mentre A La Ponca la particolare composizione del terreno ha contribuito a mitigare gli effetti del caldo e della scarsità di piogge, assicurando alle piante una disponibilità idrica adeguata.

«L’annata 2026 per Le Monde e La Ponca è stata caratterizzata da temperature elevate e da uno sviluppo vegetativo leggermente anticipato. A La Ponca la particolare composizione dei terreni ha mitigato gli effetti del caldo e della siccità, garantendo alle viti un adeguato apporto idrico» conferma Giovanni Ruzzene, enologo di Le Monde, nelle Grave, e di La Ponca, nel Collio.

La raccolta dovrebbe cominciare nella terza settimana di agosto. Le uve delle due aziende presentano un buono stato sanitario, ma le rese previste non saranno omogenee.

«L’inizio della vendemmia è previsto per la terza settimana di agosto, in linea con le annate precedenti. Le prospettive qualitative sono molto positive per entrambe le aziende: le uve si presentano sane, equilibrate e caratterizzate da un buon rapporto tra maturazione zuccherina, acidità e componente aromatica. A Le Monde si prevede una produzione più contenuta, ma capace di esprimere vini di grande espressione e personalità, mentre a La Ponca le condizioni del terreno fanno immaginare anche quest’anno un raccolto di ottima qualità.»


Nel Chianti Classico l’invaiatura anticipa i tempi

Nel Chianti Classico, il Colombaio di Cencio ha registrato un anticipo dell’invaiatura compreso tra sette e dieci giorni. Nonostante un’estate calda e con poche precipitazioni, le riserve idriche accumulate in primavera hanno evitato situazioni di particolare sofferenza per le viti.

«La vendemmia 2026 al Colombaio di Cencio si preannuncia leggermente anticipata, con l’invaiatura iniziata circa 7-10 giorni prima rispetto alla media. Nonostante un’estate calda e poco piovosa, le riserve idriche accumulate durante la primavera hanno evitato situazioni di stress per le viti» racconta Michele Contartese, amministratore delegato di Colombaio di Cencio.

Le quantità dovrebbero mantenersi sui livelli delle annate più recenti. Per definire il profilo qualitativo sarà però necessario attendere l’evoluzione delle temperature e delle precipitazioni nelle settimane che precedono la raccolta.

«Sul piano quantitativo prevediamo una produzione in linea con le ultime annate, mentre dal punto di vista qualitativo le prospettive sono medio-alte, anche se saranno le prossime settimane a definire con maggiore precisione il profilo della vendemmia.»


Il primo quadro della vendemmia 2026 mostra così un’Italia del vino alle prese con calendari sempre meno prevedibili. L’anticipo non riguarda ogni territorio nello stesso modo, ma è ormai un elemento strutturale della gestione dei vigneti. La qualità resta promettente; a fare la differenza saranno l’andamento di agosto, la disponibilità d’acqua e la capacità delle aziende di scegliere il momento esatto in cui iniziare la raccolta.

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