A Venezia, la Malvasia ha una storia che risale ai commerci della Serenissima, quando le navi trasportavano nel Mediterraneo vini provenienti soprattutto dal mondo greco. Il nome, legato all’antico porto di Monemvasia, finì per identificare non soltanto vini di diversa provenienza, ma anche le botteghe veneziane specializzate nella loro vendita. Una presenza che ha lasciato tracce nelle abitudini e nella toponomastica della città.
Da questa storia prende le mosse Malvasia Pop Up™, il progetto culturale ed enogastronomico ideato da Laura Riolfatto, sommelier, wine storyteller e cultural project manager, che ha ricevuto l’Iter Vitis Award 2026 nella categoria Best Wine and Food Experience. Il riconoscimento è stato assegnato il 9 ottobre a Ilok, in Croazia, durante l’undicesima edizione degli Iter Vitis Awards, dedicati alla tutela del patrimonio vitivinicolo e alla promozione di un turismo attento alla cultura e alle caratteristiche dei territori. A essere premiata è stata un’iniziativa indipendente che, partendo da Venezia, approfondisce la storia delle diciannove varietà italiane di Malvasia attraverso degustazioni, incontri gastronomici, percorsi urbani e navigazioni nella laguna.
La particolarità della Malvasia è proprio quella di non identificare un solo vitigno. Sotto questo nome convivono varietà anche molto differenti, a bacca bianca, rosa e nera, aromatiche e non aromatiche, diffuse in numerose regioni italiane. Dalla Malvasia di Candia Aromatica alla Malvasia di Casorzo, cambiano le caratteristiche delle uve, i territori di coltivazione e naturalmente i vini che ne derivano.
Laura Riolfatto ha scelto di approfondire questa varietà di espressioni partendo dal rapporto storico con Venezia, città che per secoli ha rappresentato uno dei principali punti di arrivo e distribuzione dei vini provenienti dal Mediterraneo orientale.
Il progetto, avviato nel 2025, ha la propria sede ai Docks Cantieri Cucchini, a San Pietro di Castello, ma si sviluppa anche attraverso iniziative organizzate in diversi luoghi della città e della laguna. Le degustazioni vengono affiancate da approfondimenti storici, riferimenti artistici, fotografia e proposte gastronomiche, con una particolare attenzione ai produttori e alle zone di provenienza dei vini.
«Malvasia Pop Up nasce da una domanda molto semplice, quante storie possiamo raccontare partendo da un bicchiere di Malvasia? Da lì è iniziata una ricerca che mi ha portata a mettere insieme vino, storia, arte, cibo, fotografia e cultura della tavola, seguendo il legame profondo che unisce le Malvasie a Venezia e al Mediterraneo. Ricevere questo premio significa vedere riconosciuto proprio questo modo di intendere il vino, non soltanto come qualcosa da degustare, bensì come un linguaggio attraverso il quale raccontare cultura, memoria e storia», spiega Laura Riolfatto.
Durante la premiazione, l’ideatrice ha ricevuto anche la nomina a Malvasia Ambassador per Malvasia Myth, progetto internazionale impegnato nella valorizzazione delle Malvasie e del patrimonio vitivinicolo e culturale a esse collegato.
Dalla laguna alle Malvasie rosse: gli appuntamenti fino a dicembre
Il programma di Malvasia Pop Up™ proseguirà sabato 17 ottobre 2026 con Verso sera, in Laguna, una navigazione a bordo del Sant’Alban di Camoma, bragozzo storico veneziano, tradizionale imbarcazione da pesca dell’Adriatico. La partenza è prevista alle 17.30 da San Pietro di Castello. Durante la navigazione si ripercorrerà la storia dei commerci della Malvasia, seguendo idealmente le rotte che collegavano Venezia ai porti del Mediterraneo. Il percorso attraverserà la laguna settentrionale fino all’isola delle Vignole, dove il racconto si sposterà sulla Dorona, antico vitigno veneziano tornato a essere coltivato in alcune aree lagunari. Qui è prevista una degustazione accompagnata dalle preparazioni gastronomiche di I Sapori delle Vignole, prima del rientro a Venezia al calare della sera. Sarà anche un modo per mettere a confronto due storie vitivinicole differenti: quella della Malvasia, arrivata in città attraverso i commerci marittimi, e quella della Dorona, legata direttamente alla coltivazione della vite nella laguna.
Il secondo appuntamento è in calendario per venerdì 20 novembre, con La Notte delle Malvasie – Storie, misteri e vino nella Venezia d’autunno. Protagonista della serata sarà Alberto Toso Fei, scrittore e narratore veneziano, conosciuto per le sue ricerche sulle leggende, sui personaggi e sugli episodi meno noti della storia cittadina. I suoi racconti accompagneranno una degustazione dedicata a tre rare Malvasie rosse italiane, varietà meno conosciute rispetto alle più diffuse Malvasie bianche. La serata permetterà di approfondire le differenze tra vitigni e territori di provenienza, recuperando anche le testimonianze lasciate dalla presenza della Malvasia nella vita veneziana. L’incontro si svolgerà nella Tesa3 Marzotto, all’interno dei Docks Cantieri Cucchini, in collaborazione con Iter Vitis, Itinerario Culturale del Consiglio d’Europa, e con il Consorzio di Tutela della Malvasia di Casorzo DOC. Quest’ultima denominazione piemontese è legata a una particolare Malvasia aromatica a bacca nera, coltivata nell’area del Monferrato.
Il calendario 2026 si concluderà domenica 20 dicembre con La tavola come linguaggio culturale, un pranzo dedicato ancora alle Malvasie rosse italiane. L’appuntamento, riservato a un numero limitato di partecipanti, prevede un menu studiato in relazione ai vini proposti, con attenzione alle preparazioni gastronomiche e alle consuetudini alimentari dei territori di origine. L’incontro sarà ospitato nuovamente nella Tesa3 Marzotto, a San Pietro di Castello, e segnerà la conclusione del secondo anno di attività del progetto. Un’altra parte del lavoro di Malvasia Pop Up™ riguarda le relazioni con le iniziative europee dedicate alla storia dei commerci e della navigazione. Il progetto aderisce infatti alla rete di Via Querinissima, itinerario culturale che ripercorre il viaggio compiuto nel XV secolo dal mercante veneziano Pietro Querini, mettendo in relazione Venezia con diversi territori dell’Europa settentrionale. Anche questa adesione ha un riferimento storico preciso. Per secoli Venezia ha costruito la propria ricchezza e la propria cultura alimentare attraverso gli scambi marittimi, importando prodotti che sarebbero poi entrati stabilmente nelle abitudini della città.
La Malvasia è uno di questi. Il nome ha attraversato i secoli, cambiando significati e indicando vini molto diversi tra loro. È su questa storia, ancora poco conosciuta in molti dei suoi aspetti, che Laura Riolfatto continua a lavorare, portando nei calici varietà provenienti da differenti regioni italiane e ricostruendo i loro legami con Venezia.
Malvasia Pop Up™ ha sede ai Docks Cantieri Cucchini, nel sestiere di Castello, a Venezia. I prossimi appuntamenti sono previsti il 17 ottobre, il 20 novembre e il 20 dicembre 2026.



