In Sicilia, il 2 novembre non è soltanto una giornata dedicata al ricordo dei defunti. È anche una ricorrenza particolarmente attesa dai bambini, che secondo un’antica usanza ricevono dolci e regali lasciati simbolicamente dai familiari scomparsi. Una consuetudine ancora presente in molte famiglie siciliane, alla quale sono legate alcune delle preparazioni più caratteristiche della pasticceria isolana.
In occasione della Festa dei Morti 2026, La Sicilia di Ulisse, associazione che riunisce importanti realtà dell’ospitalità e dell’enogastronomia regionale, richiama l’attenzione su due specialità legate a questa ricorrenza: la frutta martorana della Pasticceria Cappello di Palermo e i nucatoli dell’Antica Dolceria Bonajuto di Modica.
Due dolci differenti per ingredienti, lavorazione e provenienza, che continuano a essere preparati nei laboratori artigianali e acquistati dalle famiglie in occasione delle festività di inizio novembre.
Il cannistru e i doni della Festa dei Morti
La tradizione vuole che, durante la notte tra il 1° e il 2 novembre, i defunti tornino simbolicamente nelle case dei propri cari per lasciare doni ai bambini. Al risveglio, i più piccoli cercano i regali nascosti dai familiari, spesso accompagnati da dolci e frutta secca.
Al centro di questa usanza c’è il cannistru, il tradizionale cesto di vimini che viene riempito con specialità della ricorrenza. Accanto alla frutta martorana trovano posto biscotti, cioccolatini, frutta secca, caramelle e, soprattutto nella tradizione palermitana, i pupi di zucchero, figure colorate che in passato rappresentavano cavalieri, dame e personaggi popolari.
La preparazione del cesto e la ricerca dei regali sono gesti attraverso i quali il ricordo dei parenti scomparsi viene trasmesso anche ai bambini, senza limitarsi alla dimensione religiosa della commemorazione.
A Palermo, questa usanza ha dato vita anche alle tradizionali fiere dei morti, con bancarelle di giocattoli e dolciumi che nelle settimane precedenti il 2 novembre animano diversi quartieri della città.
La frutta martorana della Pasticceria Cappello
Tra le specialità più conosciute della Festa dei Morti figura la frutta martorana, dolce a base di pasta di mandorle e zucchero, lavorato per riprodurre frutti dalle forme e dai colori estremamente realistici.
Arance, mandarini, fichi d’India, pere, pesche e altri frutti vengono modellati e successivamente dipinti, con una cura particolare per le sfumature, le imperfezioni della buccia e i piccoli dettagli che li rendono simili agli originali.
Il nome rimanda al Monastero della Martorana di Palermo, al quale la tradizione popolare attribuisce la nascita di questi dolci. Secondo il racconto tramandato nei secoli, le monache avrebbero modellato la pasta di mandorle per creare frutti artificiali con cui decorare gli alberi del giardino in occasione di una visita importante.
Al di là della leggenda, la lavorazione della frutta martorana è diventata una delle espressioni più riconoscibili della pasticceria siciliana. Richiede una preparazione accurata dell’impasto, abilità nel modellare le singole forme e una decorazione capace di restituire l’aspetto della frutta fresca.
A mantenere viva questa produzione è anche la Pasticceria Cappello, storica insegna di Palermo, conosciuta per i suoi dolci al cioccolato, le torte e le specialità siciliane. La famiglia Cappello ha sviluppato negli anni un’attività che affianca alla pasticceria contemporanea preparazioni legate alle principali ricorrenze del calendario regionale.
Durante il periodo della Festa dei Morti, la frutta martorana torna così a occupare un posto importante tra le proposte del laboratorio, con piccoli frutti di mandorla realizzati e decorati a mano.
I nucatoli di Modica e la storia dell’Antica Dolceria Bonajuto
Spostandosi nella Sicilia sud-orientale, a Modica, tra i dolci associati alla commemorazione dei defunti si trovano i nucatoli, biscotti dalla caratteristica forma a esse, riconoscibili per il ripieno scuro racchiuso in un involucro di pasta.
La farcitura comprende fichi secchi, miele, noci e confettura di mele cotogne, ingredienti che richiamano le produzioni agricole e le conserve preparate nelle case durante l’autunno. Alcune versioni prevedono anche una glassa a base di zucchero e albume.
Tra le botteghe che continuano a proporla figura l’Antica Dolceria Bonajuto, fondata nel 1880 da Francesco Bonajuto nel centro storico di Modica. La sua attività, sviluppata a partire dalla precedente esperienza commerciale della famiglia, è oggi considerata la più antica fabbrica di cioccolato siciliana ancora in funzione e una delle più antiche d’Italia.
Conosciuta soprattutto per il cioccolato di Modica, prodotto attraverso una lavorazione a bassa temperatura che conserva la caratteristica consistenza granulosa dello zucchero, la dolceria ha mantenuto anche una vasta produzione di specialità locali.
Accanto ai celebri ‘mpanatigghi, biscotti ripieni di cioccolato e carne, ai torroni e alle preparazioni a base di mandorle, trovano posto proprio i nucatoli, espressione di una pasticceria domestica che la bottega continua a riproporre secondo le ricette tramandate nel tempo.
La loro presenza nel laboratorio Bonajuto permette di conoscere un aspetto della cucina dolciaria modicana che va oltre il cioccolato, recuperando ingredienti e preparazioni legati alle abitudini familiari e alle festività.
La Sicilia di Ulisse e la valorizzazione della pasticceria regionale
La Pasticceria Cappello e l’Antica Dolceria Bonajuto fanno entrambe parte di La Sicilia di Ulisse, associazione nata nel 2002 con il nome di Le Soste di Ulisse e successivamente rinnovata nella denominazione e nell’immagine.
Presieduta da Tony Lo Coco, l’associazione riunisce 63 realtà tra ristoranti, pasticcerie storiche e hotel di charme, alle quali si affiancano 19 cantine partner. Il suo lavoro comprende la promozione dell’enogastronomia siciliana, dell’ospitalità e delle produzioni locali, attraverso iniziative rivolte ai viaggiatori e agli operatori del settore.




