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Vini delle Abbazie di Proposta Vini: guida a cinque etichette tra Italia, Francia e Slovenia

I vini dei monasteri nascono da una tradizione millenaria e sono il risultato del lavoro di monaci e monache che, nel corso dei secoli, hanno custodito vitigni autoctoni e affinato tecniche di vinificazione. Una continuità che ha permesso alla viticoltura di sopravvivere nei momenti più complessi e di evolversi nel tempo, mantenendo un legame diretto con i territori.

Dopo la caduta dell’Impero Romano, quando la coltivazione della vite subì un drastico ridimensionamento, furono proprio i monasteri a mantenerla attiva. Le comunità religiose non si limitarono a conservare le pratiche esistenti: introdussero il filare indipendente, migliorarono le tecniche vitivinicole e iniziarono a utilizzare gli innesti, contribuendo in modo concreto allo sviluppo del settore.

Il vino, all’interno della vita monastica, aveva anche un significato preciso. Era legato al simbolo del sangue di Cristo, al sacrificio e alla redenzione. Per questo la viticoltura nei monasteri ha assunto nel tempo una dimensione che unisce pratica agricola e riflessione spirituale, elementi che ancora oggi convivono in queste produzioni.

Questa eredità è arrivata fino alla viticoltura contemporanea. I vini delle abbazie continuano a raccontare territori, metodi e storie che attraversano i secoli, mantenendo una coerenza rara nel panorama produttivo.

Da questa visione nasce il progetto Vini delle Abbazie di Proposta Vini, che porta l’attenzione sul lavoro vitivinicolo portato avanti da frati e suore. Un impegno che ha contribuito a preservare vitigni e a sviluppare pratiche produttive che hanno lasciato un segno nella storia del vino. Proposta Vini è stata tra le prime realtà a riconoscere il valore di queste produzioni, investendo nella selezione e nella tutela di etichette che raccontano un patrimonio ampio e stratificato.

Il progetto mette insieme realtà diverse per geografia e storia, unite da un approccio comune alla coltivazione della vite. Abbazie e monasteri in cui il lavoro agricolo si intreccia con la vita quotidiana delle comunità, restituendo vini che riflettono questa relazione.

COTEAUX D'AIX ROSE' EXSULTA - ABBAYE NOTRE DAME DE FIDELITE

Tra le etichette selezionate c’è il Coteaux d’Aix Rosé Exsulta dell’Abbaye Notre Dame de Fidélité. I sette ettari dell’abbazia si trovano sull’altopiano che domina la Valle della Durance, nei pressi di Aix-en-Provence, e sono coltivati da una comunità di monache benedettine presenti a Jouques dal 1967. Il vino, prodotto dalla vendemmia 2020, nasce da Granache, Caladoc e Clairette. Il colore è rosa tenue; al naso emergono note agrumate, frutta rossa e spezie leggere, mentre il sorso è rotondo e setoso. Si presta ad accompagnare piatti leggeri e aromatici, come torte salate a base di verdure o erbe aromatiche. Prezzo in enoteca a partire da 20 euro.

Dalla Provenza si passa alla Toscana con il Grance Senesi Coenobium dell’Abbazia di Monte Oliveto Maggiore, situata sulle colline delle Crete Senesi. Con i suoi otto ettari vitati è tra le poche realtà a produrre la denominazione Le Grance. Il vino è un blend di Sangiovese e Merlot, affinato in botti di rovere da 27 ettolitri per circa sei mesi. Rosso rubino intenso, offre sentori di frutta matura e una struttura equilibrata, con un finale persistente. Si abbina bene a piatti di carne, in particolare all’agnello arrosto o scottadito. Prezzo in enoteca a partire da 15 euro.

GRANCE SENESI COENOBIUM – ABBAZIA DI MONTE OLIVETO MAGGIORE
EXTRA BRUT TE DEUM M.C. – ABBAZIA DI PRAGLIA

Sui Colli Euganei si trova l’Abbazia di Praglia, da cui proviene l’Extra Brut Te Deum M.C., uno spumante prodotto da Raboso Piave e affinato sui lieviti per 45 mesi. Il territorio, di origine vulcanica, contribuisce a definire il profilo del vino. Il colore è giallo ambrato, il perlage fine e persistente, la spuma molto leggera. Al naso si percepiscono note di arancia candita; al palato emerge una componente sapida ben definita. Si adatta all’aperitivo e ad antipasti a base di pesce. Prezzo in enoteca a partire da 23 euro.

A Bolzano, la realtà di Muri-Gries affonda la propria storia nell’arrivo, nel 1845, di un gruppo di monaci benedettini provenienti da Muri, in Svizzera. Da allora la produzione vinicola si sviluppa nei vigneti della tenuta. Il Lagrein di Muri-Gries presenta un colore rosso rubino intenso e un profilo aromatico che richiama violetta, cioccolato, prugna matura e spezie. La struttura è piena e avvolgente, adatta a piatti di cacciagione o carne grigliata. Prezzo in enoteca a partire da 15 euro.

LAGREIN – MURI-GRIES
FURMINT BRUT M.C – STIFT ADMONT JERENINA

Infine, in Slovenia, il Furmint Brut M.C. di Stift Admont Jerenina racconta una tradizione che risale al 1130, quando l’Abbazia di Admont acquisì il maso di Jerenina, da allora dedicato alla viticoltura. Il vino nasce dalla valorizzazione del Furmint, vitigno autoctono presente in zona da oltre mille anni. Il colore è giallo dorato chiaro, il perlage fine e persistente. Al naso emergono mela verde, fiori bianchi e note di lievito; al palato si sviluppano sentori di crosta di pane, brioche e nocciole tostate. Si presta all’aperitivo e ad abbinamenti con uova, verdure e torte salate. Prezzo in enoteca a partire da 35 euro.

Questi vini restituiscono un modo di lavorare la vite che attraversa i secoli e continua a dialogare con il presente. Un racconto fatto di territori, gesti ripetuti nel tempo e conoscenze tramandate, che oggi trovano nuova attenzione anche fuori dagli ambienti specialistici.

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