Dal 20 al 26 aprile 2026 Milano torna a muoversi al passo della Design Week, trasformando la città in una rete di appuntamenti tra architettura, creatività e ricerca visiva. In questo scenario, anche la ristorazione si ritaglia uno spazio centrale, offrendo luoghi in cui sostare durante la giornata, tra una mostra e l’altra.
Tra gli indirizzi da segnare, Identità Golose Milano, a pochi passi dal Teatro alla Scala, propone un dialogo diretto tra cucina e progetto. Durante la settimana ospita la collaborazione con Fish Design by Gaetano Pesce, prodotta da Corsi Design: nella Sala Ovale prende forma At the End of the Rainbow, installazione aperta al pubblico dal 20 al 24 aprile, dalle 9:30 alle 12:30. Il lavoro ruota attorno al colore come elemento di espressione e identità, traducendolo in un percorso visivo e sensoriale che attraversa lo spazio. I vasi in resina morbida diventano elementi narrativi, capaci di interagire con l’ambiente e con chi lo attraversa, richiamando dinamiche simili a quelle di un percorso gastronomico, dove percezione e immaginazione si intrecciano. A completare l’esperienza, la possibilità di pranzare o cenare tra le installazioni, in dialogo con la cucina dell’Executive Chef Edoardo Traverso, da sempre attenta al rapporto tra estetica e piatto.
Nel Quadrilatero, 10_11 Bar Giardino Ristorante si inserisce tra le mete più frequentate durante il Fuorisalone. Affacciato sulla piazza di Portrait Milano, il progetto firmato dall’architetto Michele Bönan valorizza gli spazi dell’ex Seminario Arcivescovile con materiali ricercati, arredi artigianali e un’attenzione puntuale ai dettagli. Bar, ristorante e giardino convivono in un unico sistema, pensato per accogliere in diversi momenti della giornata. Dalla colazione, con i primi lievitati, si passa ai piatti della tradizione come i mondeghili, gli spaghetti al pomodoro o gli gnocchi con ragù di mare, gamberi e scampi, fino al dopocena al bancone. A questo si aggiunge il brunch domenicale, costruito su un’offerta stagionale tra buffet e piatti à la carte.
Sempre nell’area di Portrait Milano, Beefbar Milano e Rumore animano le ore che vanno dal pranzo alla sera. Il progetto architettonico porta la firma dello studio Humbert & Poyet, che rilegge l’estetica milanese degli anni Quaranta e Sessanta attraverso uno spazio essenziale e riconoscibile. Da una parte, Beefbar propone una selezione di carni provenienti da diversi Paesi, accanto a una proposta di street food pensata per la condivisione. Dall’altra, Rumore – American Cocktail Bar e locale gemello – sviluppa una carta dedicata alla mixology. In occasione della Design Week, lo spazio ospita una collaborazione con Marbellous, brand monegasco di tableware in onice, e giovedì 23 aprile, dalle 18:30 alle 21:30, un DJ set pensato per accompagnare la serata.


Per una pausa più informale, Fradiavolo si conferma una presenza diffusa in città, con sedi tra Sempione, Isola, Porta Venezia, CityLife Shopping District, Bicocca Village e Premuda. Ogni locale costruisce un racconto visivo riconoscibile, fatto di elementi recuperati e reinterpretati: setacci trasformati in lampade, persiane sabbiate, tavoli in formica, jukebox rivisitati come casse, insieme a vinili, fumetti e oggetti vintage. Un’estetica che rielabora il passato con ironia, mantenendo coerenza tra le diverse sedi e adattandosi ai quartieri in cui si inserisce.
In zona Porta Romana, anche El Porteño Prohibido intercetta il lessico della Design Week attraverso la mixology. Al Flores Coctéles, il cocktail MAMAQUILLA lavora infatti su forma, materia e gesto, trasformando il drink in un’esperienza costruita anche sul piano visivo.
Ispirato a Mama Quilla, dea della luna nella mitologia andina, viene servito all’interno di una struttura a forma di luna realizzata in stampa 3D e prodotta in tiratura limitata. Più che un semplice contenitore, è un elemento che partecipa al racconto del drink e richiama da vicino la ricerca del product design contemporaneo.
Anche il servizio è parte dell’insieme: l’apertura della luna accompagna il cocktail con un effetto di fumo che aggiunge profondità alla scena e prepara l’assaggio senza appesantirlo. Nel bicchiere, la ricetta mette insieme Tanqueray Ten infuso alla camomilla, Aperitivo Venturo, Chartreuse gialla, cordiale di pera e Casa Boher 18 mesi, in un equilibrio tra note floreali ed erbacee, con una struttura netta e ben calibrata.
MAMAQUILLA fa parte della drink list “Natura Divina – El Ritual de los Elementos“, percorso che attraversa aromi e riferimenti della cultura sudamericana. In una settimana in cui Milano ragiona su oggetti, superfici e progettazione, anche un cocktail può trovare così una collocazione precisa dentro il racconto della città.
In zona Tortona, Kellogg’s Extra torna alla Milano Design Week per il terzo anno consecutivo con l’Extra Hub, in via Tortona 34. Dal 21 al 26 aprile, lo spazio accoglie il pubblico con una formula costruita attorno alla colazione, tra degustazione e attività dedicate alla creatività e alla personalizzazione.
Al centro c’è l’area tasting, dove ciascuno può creare la propria bowl scegliendo tra diverse basi – latte, bevande vegetali o yogurt – e completandola con la granola Kellogg’s Extra e una selezione di topping, tra cacao, miele, cannella e frutta disidratata. Accanto a questa parte, il palinsesto prevede anche un laboratorio di ceramica realizzato con Mani Milano Lab, che invita a creare una tazza da colazione ispirata al mondo Kellogg’s Extra.
Durante la settimana trova spazio anche la live calligraphy experience con la visual artist Cristina Pi, presente ogni giorno dalle 16 alle 18 per personalizzare poster realizzati a mano sul momento. L’Extra Hub sarà aperto al pubblico con ingresso libero per tutta la durata della Design Week.
In zona Tortona, Pringles arriva alla Milano Design Week con la sua AperiHouse, in via Tortona 21. Dal 21 al 26 aprile, dalle 15 alle 21, lo spazio accoglie il pubblico con una formula costruita attorno all’aperitivo, tra assaggi, momenti interattivi e ospiti speciali.
Pensata come una vera casa dell’aperitivo, la Pringles AperiHouse propone un ambiente aperto e dinamico dove fermarsi, incontrarsi e condividere un momento di gusto e svago. I visitatori possono assaggiare i diversi gusti di Pringles e scegliere il proprio preferito, seguendo il filo della campagna “Passa le Pringles“, che punta proprio sul gesto semplice della condivisione.
A rendere ancora più viva l’esperienza contribuisce anche la presenza di alcuni ospiti: il 22 aprile è atteso Gabriele Vagnato, ambassador della Pringles AperiHouse, mentre il 23 aprile nel pomeriggio sarà protagonista Matto Varini, chiamato ad animare ulteriormente lo spazio. Un appuntamento che porta così in Tortona una pausa dedicata all’aperitivo, tra incontro, intrattenimento e assaggio.
In zona Stazione Centrale, da Giardì, la Design Week entra direttamente in sala attraverso una collaborazione con Mama Museum. Dal 21 aprile al 21 maggio il ristorante ospita infatti la capsule collection “Pasar Botanica“, una serie di piatti e bicchieri in bone china modellati e dipinti a mano da artigiani, pensati per dialogare con la cucina vegetale del locale.
Le superfici raccontano ingredienti semplici – lattuga, peperoncino, funghi – tradotti in illustrazioni botaniche essenziali, che diventano parte dell’esperienza a tavola senza imporsi. La collezione si inserisce nell’allestimento serale e accompagna il servizio, lavorando su un livello visivo che affianca quello gastronomico.
Il dialogo si completa nei piatti firmati dallo chef Tommaso Coppola, costruiti a partire dai soggetti della collezione: dal Peperoncino Kale Boost con cavolo kale, ceci e chutney di ananas, al Coriandolo Mondegreen con gazpacho e verdure, fino ai funghi shiitake con pleurotus arrosto, tzatziki e pistacchi, e al Pak choi con lattuga e semi di girasole. Preparazioni che mantengono una linea chiara, legata alla stagionalità e alla materia prima.
Giardì, nato dal progetto di Tommaso Coppola e Michela Rubegni, continua così a sviluppare una proposta interamente plant-based che non rinuncia alla struttura dei piatti e alla varietà della cucina contemporanea. Dalla colazione alla cena, il menu alterna bowl, toast, primi e burger vegetali, mantenendo un approccio accessibile e diretto.










