A pochi passi da Cordusio, in via Giulini 6, Casa Camperio porta a Milano la cucina di Roberto Conti in un progetto che unisce ristorante e American bar, con una proposta pensata per dare continuità alla visione dello chef e inserirla in una delle zone più centrali della città.
La carta del ristorante si muove tra materia prima, tecnica e memoria gastronomica, con piatti che attraversano l’Italia e guardano anche alla Francia. Il mare ha un ruolo centrale fin dall’apertura del menu, con una selezione di pescato servito crudo o alla griglia, a conferma dell’attenzione riservata dallo chef alla qualità degli ingredienti.
Tra le portate, Sarda richiama il classico pesce in carpione, qui proposto in una versione farcita con confettura di cipolla in agrodolce e accompagnata da sedano, carote ed erbe marittime. Tagliolino arriva in tavola con liquirizia e caffè, mentre Brasato non brasato nasconde una zuppa di pesce e alghe.
La Capasanta viene leggermente arrostita e servita con mousseline al Parmigiano e tartufo nero, avvolta da un’aria di Champagne. L’Asparago è abbinato a gel di tuorlo, latte di Parmigiano 36 mesi e acqua di salicornia, in un piatto che richiama la primavera attraverso colori e sapori di stagione. Carota, invece, lavora l’elemento vegetale in più consistenze: al forno, cruda, in sorbetto con lime e centrifugata con yuzu.
Tra gli antipasti c’è anche un richiamo al vicino Piemonte con Lingua, cotta sottovuoto, arrostita alla brace e laccata con il suo fondo. Il piatto è completato da salsa verde piemontese con caviale e da una macedonia di frutta e verdura stagionale in agrodolce, che rimanda al mondo delle mostarde e dei bolliti.
I primi guardano alla cucina italiana, riletta in parte con uno sguardo contemporaneo. Risotto nasce da una reinterpretazione di uno dei piatti più familiari della cucina di casa: lo spaghetto aglio, olio e peperoncino. Il riso viene mantecato con Parmigiano Reggiano e condito con crema di aglio nero fermentato, crema di peperone di Carmagnola aromatizzata con infuso di peperoncino e acqua di prezzemolo. Non manca un grande classico nazionale: le Lasagne, servite nella versione al ragù.
Tra i secondi, l’Agnello è cotto alla brace e servito con crema di pecorino, fave sbollentate e sotto aceto, oltre a fave frullate. Completano il piatto un salmoriglio di salicornia e acciughe, che richiama l’idea della grigliata, e una tartelletta con fave, piselli e caviale.


La Cotoletta, riferimento inevitabile alla cucina milanese, nella versione di Roberto Conti viene proposta con salsa olandese, purè di patate e salsa vierge di pomodoro, erbe aromatiche e scalogno. In carta c’è anche una dedica alla Francia con lo Chateaubriand, porzionato in sala per due persone: un cuore di filetto da 400 grammi cotto alla brace, nappato con fondo di manzo e servito con asparagi, carciofi e cardoncelli cotti al barbecue.
Il capitolo dei dessert spazia dalla classica Tarte Tatin alla Panna Cotta, rabarbaro, ibisco, dolce costruito su diverse consistenze — gel, sorbetto, centrifughe e spugne — in equilibrio tra dolcezza e acidità. Più inattesa la Bavarese, fine pasto con asparagi bianchi, cioccolato e caviale.
Il Percorso Tradizione è proposto a 100 euro, con abbinamento vini a 60 euro. Il Percorso Creativo è servito a 130 euro, con abbinamento vini a 70 euro.
L’American bar di Casa Camperio
Aperitif on the moon è il tema che ispira la drink list di Casa Camperio, costruita come un viaggio liquido tra spazio, stelle e pianeti.
Nova è un twist sul Clover Club con Rum Brugal Gran Reserva 1888 al posto del gin, cordiale di menta e shiso e lampone fresco. A completare il drink, una bolla all’acqua di lampone. Rigel, nome che richiama la stella della costellazione di Orione, è una variante del Gimlet: base gin, cordiale di agrumi e timo, per una bevuta fresca, agrumata e citrica.
Strawberry Eclipse nasce con vermouth all’aceto balsamico e Campari alla fragola, senza l’aggiunta del gin che solitamente caratterizza il Negroni, per un risultato più leggero. Luna Morada, a base di carota viola fermentata e Tequila Reposado, esplora invece il registro dell’affumicato.
All’ora dell’aperitivo si può scegliere anche lo Spritz rosa, dove Sarti Rosa viene abbinato a uno Chardonnay frizzante con purea di pesca, per accentuare le note fruttate e floreali.
Al bancone di Casa Camperio, così come nel garden, i cocktail sono accompagnati da una selezione di crudi di mare o di bites. Tra questi, un trio di assaggi racconta bene la filosofia della casa: madeleine al Parmigiano Reggiano, ponte tra Francia e Italia; insalata russa con mela verde, ketchup di carota e maionese all’aceto di Xeres; arancino di riso ripieno di ossobuco, chiaro richiamo al patrimonio gastronomico milanese e italiano.
Casa Camperio si propone così come uno degli indirizzi da seguire nella nuova ristorazione milanese: un luogo in cui la cucina di Roberto Conti trova una sede stabile, una direzione precisa e lo spazio per esprimersi con continuità. L’American bar completa il progetto con un’idea di ospitalità fluida ed elegante, mentre per lo chef si apre una fase più matura e personale, dentro una casa storica della città e con una proposta destinata a crescere nel tempo, servizio dopo servizio.




