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Sello M 2026, l’Accademia Messicana di Gastronomia premia quattro insegne italiane

La cucina messicana in Italia non vive più soltanto di suggestioni esotiche o formule adattate al gusto locale. Sempre più ristoratori lavorano su ricette, tecniche, materie prime e percorsi di formazione per restituire la complessità di una delle culture gastronomiche più riconoscibili al mondo. È in questo quadro che quattro insegne italiane hanno ricevuto il Sello M, il riconoscimento con cui l’Accademia Messicana di Gastronomia certifica l’aderenza della proposta gastronomica dei ristoranti messicani all’estero.

La consegna si è svolta presso l’Ambasciata del Messico a Roma, alla presenza dell’Ambasciatore del Messico in Italia Genaro Lozano e del Console Onorario del Messico a Firenze Valerio Alecci. A ricevere il riconoscimento sono stati MotoTaco, food truck fondato da Riccardo Ricci, Tosco Tacos, taqueria fiorentina di Tommaso Fontanella, il ristorante romano La Cucaracha della chef Diana Beltrán ed El Tiburón, rappresentato da Gianluca Marinelli, con le sedi di Corso Trieste e Piazza Navona a Roma.

Il Sello M viene assegnato alle realtà che contribuiscono alla diffusione della cultura culinaria messicana fuori dal Paese attraverso un lavoro continuativo di ricerca, formazione e valorizzazione delle preparazioni originarie. Non è soltanto un premio simbolico, ma un’attestazione che guarda alla conoscenza degli ingredienti, al rispetto delle tecniche, alla coerenza della proposta e alla capacità di raccontare il Messico senza ridurlo a stereotipo.

Durante la cerimonia, i premiati hanno ripercorso le strade che li hanno avvicinati alla gastronomia messicana: viaggi, studio, formazione sul campo e confronto diretto con una cucina in cui il gesto artigianale ha un peso decisivo. Dalla tortilla al taco, dalle salse alle cotture, ogni elemento richiede precisione e consapevolezza. È proprio su questo terreno che si misura la differenza tra un’interpretazione superficiale e un progetto capace di restituire identità al piatto.

Il riconoscimento consegnato a MotoTaco, Tosco Tacos, La Cucaracha ed El Tiburón riunisce quattro percorsi diversi, accomunati dalla stessa volontà: portare in Italia una cucina messicana studiata, rispettata e raccontata con competenza. Due insegne arrivano dalla Toscana, due da Roma, a conferma di un interesse che non riguarda più soltanto le grandi capitali gastronomiche internazionali, ma anche territori dove la cultura del cibo ha radici profonde.

«Sono particolarmente felice e onorato di essere oggi in Ambasciata insieme ad amici e profondi conoscitori del Messico, oltre che a professionisti capaci di portare in Italia la cultura gastronomica messicana con competenza e rispetto. Il fatto che tra i premiati figurino due realtà toscane rappresenta per noi un motivo di grande orgoglio», ha dichiarato Valerio Alecci, Console Onorario del Messico a Firenze. «Toscana e Messico sono molto più vicini di quanto si possa pensare. Le loro cucine condividono l’attenzione per le materie prime, il legame con la tradizione e la volontà di custodire e valorizzare il proprio patrimonio gastronomico. Sono convinto che, grazie al lavoro dell’Ambasciata, del Consolato e all’impegno di professionisti come quelli premiati oggi, questo rapporto potrà rafforzarsi ulteriormente».

Per Riccardo Ricci, fondatore di MotoTaco, il riconoscimento segna una tappa importante in un percorso costruito tra identità toscana e cultura gastronomica messicana. «Questo riconoscimento mi emoziona perché premia un percorso nato dall’incontro tra due culture gastronomiche che sento profondamente vicine. Toscana e Messico condividono il rispetto per gli ingredienti, la centralità della cucina popolare, l’importanza delle ricette tramandate e del lavoro artigianale. Con MotoTaco ho cercato di costruire un ponte tra queste due tradizioni, raccontando la cucina messicana con autenticità senza rinunciare alla mia identità toscana».

Anche Tosco Tacos nasce da un lavoro di studio e di attenzione filologica. La taqueria fiorentina di Tommaso Fontanella mette al centro la conoscenza delle preparazioni, la cura delle tecniche e il rifiuto di una messicanità ridotta a formula commerciale. «Per me la cucina messicana richiede prima di tutto rispetto. Significa studiarne la storia, comprenderne le tecniche, conoscere il valore di ogni ingrediente e resistere alla tentazione di adattarla in modo superficiale ai gusti locali. Tosco Tacos nasce da questa ricerca. Ricevere il Sello M significa vedere riconosciuto un lavoro quotidiano fondato sulla filologia gastronomica e sulla volontà di raccontare il Messico attraverso la sua cucina».

Accanto alle due realtà toscane, il premio valorizza anche il lavoro romano di La Cucaracha ed El Tiburón. Il ristorante della chef Diana Beltrán è da anni un riferimento per chi cerca una cucina messicana attenta alla memoria delle ricette e alla qualità dell’esecuzione. El Tiburón, rappresentato da Gianluca Marinelli, porta invece il proprio percorso nelle sedi di Corso Trieste e Piazza Navona, contribuendo alla diffusione della cucina messicana nella capitale con una proposta riconoscibile e strutturata.

La cerimonia all’Ambasciata del Messico a Roma si è conclusa con un buffet dedicato alla cucina messicana, momento di incontro tra istituzioni, operatori del settore e ospiti. Ma il significato del Sello M va oltre la consegna di una targa: racconta una nuova fase della ristorazione messicana in Italia, più consapevole, meno decorativa, fondata su studio, rispetto e responsabilità culturale.

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