Dai vigneti d’altura che si estendono ai piedi del massiccio della Mendola, in Alto Adige, arriva una nuova etichetta firmata Erste+Neue. La cantina di Caldaro presenta Puntay Brut 2023 Spumante Alto Adige DOC, il suo primo Metodo Classico, prodotto in appena 3.000 bottiglie e destinato esclusivamente alla ristorazione e alle enoteche specializzate.
Il progetto nasce dalla selezione di Chardonnay e Pinot Nero coltivati tra i 500 e i 600 metri di altitudine, su terreni caratterizzati dalla presenza di antico calcare dolomitico. In questa zona, le escursioni termiche tra giorno e notte favoriscono la maturazione delle uve preservandone l’acidità, una caratteristica particolarmente importante nella produzione di vini spumanti.
Per Erste+Neue si tratta di un ulteriore sviluppo della produzione di bollicine, avviata negli anni precedenti con Puntay Peak Nat, lo spumante a base di Pinot Bianco presentato nel 2023. Con il nuovo Brut, però, la cantina affronta per la prima volta la rifermentazione in bottiglia secondo il Metodo Classico, scegliendo un affinamento più lungo e un assemblaggio di due vitigni.
“Dopo le sperimentazioni degli scorsi anni con il nostro primo spumante, che ci ha regalato certamente ottime soddisfazioni, abbiamo capito che fosse giunto il momento di confrontarci con il Metodo Classico, avendo a disposizione le uve e i luoghi ideali per realizzare bollicine di grande finezza“, spiega Christoph Fischer, direttore vendite di Erste+Neue. “Le vigne che abbiamo a disposizione, grazie ad altitudini importanti e alla presenza di terreni caratterizzati da un antico calcare dolomitico, riescono a donare a Chardonnay e Pinot Nero quelle peculiarità che cercavamo per realizzare uno spumante di ottima beva, ma al tempo stesso dotato di profondità gustativa e grande persistenza“.
Il Puntay Brut 2023 nasce da una cuvée composta per il 70% da Chardonnay e per il 30% da Pinot Nero. Dopo la raccolta, i grappoli interi vengono sottoposti a pressatura soffice, separando accuratamente le diverse frazioni di mosto per selezionare quelle destinate alla produzione del vino base. La prima fermentazione avviene per l’80% in serbatoi di acciaio inox e per il restante 20% in grandi botti di legno. Il passaggio successivo prevede il tiraggio e la seconda fermentazione in bottiglia, durante la quale si sviluppa l’anidride carbonica responsabile delle bollicine.
Lo spumante rimane quindi circa 27 mesi a contatto con i lieviti, un periodo che contribuisce alla sua complessità aromatica e alla struttura. Dopo la sboccatura, il dosaggio è contenuto in 4,5 grammi di zucchero per litro, una scelta che punta a mantenere in evidenza la freschezza e le caratteristiche delle uve di partenza.
Nell’assemblaggio, lo Chardonnay apporta soprattutto la componente floreale e fruttata, mentre il Pinot Nero contribuisce alla struttura e alla persistenza. La cantina ha cercato un equilibrio che permettesse di utilizzare il vino non soltanto come aperitivo, ma anche durante il pasto.
“Volevamo creare uno Spumante che riuscisse a unire sia le note più floreali e fruttate che si porta in dote lo Chardonnay, che la mineralità e la forza del Pinot Nero. È nato un Metodo Classico ideale come aperitivo, ma che riesce a sposarsi anche con raffinati piatti di pesce e frutti di mare o verdure in tempura e formaggi delicati” conclude Fischer.
La cantina altoatesina, nata nel 1986 dalla fusione di due storiche cooperative di Caldaro, lavora su vigneti distribuiti a differenti altitudini, dai pendii che circondano il lago fino alle zone più elevate. Questa varietà di condizioni pedoclimatiche permette di destinare le uve a produzioni differenti, scegliendo di volta in volta i vigneti più adatti.



