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Langhe, Monferrato e Roero contro il caporalato: l’Ente Turismo lancia un appello per la dignità dei lavoratori, 5 novembre 2026

Le colline delle Langhe, del Monferrato e del Roero attirano ogni anno visitatori da tutto il mondo, richiamati dai grandi vini, dalla gastronomia e da un paesaggio riconosciuto dall’UNESCO. Ma dietro la notorietà internazionale di queste terre c’è anche il lavoro quotidiano di migliaia di persone, spesso lontane dai percorsi turistici e dalle immagini con cui il territorio viene raccontato.

È proprio da questa considerazione che nasce l’appello diffuso il 5 novembre 2026 dall’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero, che prende posizione contro il caporalato, lo sfruttamento lavorativo e ogni forma di discriminazione, chiedendo un impegno condiviso a istituzioni, imprese, consorzi e organizzazioni del territorio.

L’intervento arriva dopo la manifestazione del 24 ottobre ad Alba, quando sindacati, associazioni, volontari e cittadini sono scesi in piazza per denunciare le condizioni di lavoro e le difficoltà abitative di molti braccianti impiegati nelle vigne. Il corteo, promosso tra gli altri dalla Caritas diocesana, da CGIL, CISL, UIL, Libera e ARCI, ha riportato l’attenzione su un problema che riguarda direttamente uno dei comparti economici più importanti del Piemonte.

Alla mobilitazione si era arrivati dopo la diffusione del dossier “L’altra vendemmia” della Caritas albese, dedicato alle condizioni di accoglienza e legalità durante la stagione della raccolta, e dopo l’incendio del 9 ottobre in un edificio abbandonato di Alba, utilizzato come riparo anche da lavoratori stagionali.

Con il nuovo documento, l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero porta la questione anche all’interno del dibattito sul futuro turistico della destinazione. Non basta, sottolinea l’organizzazione, promuovere l’ospitalità nei confronti dei visitatori se non vengono garantite condizioni dignitose a chi contribuisce al funzionamento delle aziende agricole, delle strutture ricettive e delle attività di ristorazione.

Il tema riguarda dunque non soltanto i lavoratori impiegati durante la vendemmia, ma anche chi produce, cucina, serve ai tavoli, pulisce, accompagna i turisti e svolge tutte quelle mansioni indispensabili per l’economia locale.

L’appello richiama la necessità di contratti regolari, sicurezza sul lavoro, pari opportunità e accesso ai servizi essenziali, ponendo particolare attenzione alle persone che vivono in condizioni di maggiore vulnerabilità. L’obiettivo dichiarato è contrastare gli abusi e favorire un sistema produttivo nel quale il rispetto delle norme non sia considerato un elemento accessorio.

Un impegno rivolto a tutta la filiera

L’Ente Turismo invita a partecipare a questo percorso le amministrazioni locali, le istituzioni, le forze dell’ordine, gli organi di vigilanza, i consorzi vitivinicoli, le associazioni di categoria, le organizzazioni sindacali, le imprese e il mondo del volontariato.

Il documento sollecita una collaborazione più stretta tra i diversi soggetti, con particolare attenzione alla trasparenza delle filiere, alla correttezza dei rapporti di lavoro e alla prevenzione delle situazioni di sfruttamento.

Un passaggio significativo riguarda proprio il sistema turistico e produttivo: la reputazione delle Langhe, del Monferrato e del Roero, sostiene l’ente, non può dipendere esclusivamente dalla qualità dei vini, dalle presenze alberghiere o dal valore delle esperienze offerte ai visitatori. Deve tenere conto anche delle condizioni nelle quali lavorano le persone che rendono possibili quelle attività.

La presa di posizione si inserisce negli obiettivi di sostenibilità sociale previsti dal Piano Strategico di Destinazione e nel percorso di gestione della sostenibilità ispirato ai criteri internazionali GSTC – Global Sustainable Tourism Council.

Il riferimento alla sostenibilità assume così un significato più ampio rispetto alla tutela del paesaggio e dell’ambiente. Comprende anche la responsabilità sociale delle aziende, la protezione dei lavoratori e la capacità delle comunità locali di riconoscere e affrontare le situazioni di disagio.

L’ente riconosce inoltre il lavoro già svolto dalle istituzioni e dalle organizzazioni che si sono mobilitate nelle ultime settimane, chiedendo però di rafforzare il coordinamento e di tradurre l’attenzione pubblica in interventi condivisi.

L’appello non annuncia nuove misure operative né un programma specifico di controlli, ma rappresenta una presa di posizione da parte dell’organizzazione che si occupa della promozione turistica della destinazione. Un passaggio rilevante perché coinvolge direttamente l’immagine pubblica di un territorio il cui successo è strettamente legato alle produzioni agricole e, in particolare, al vino.

Dopo il corteo di Alba, anche l’Ente Turismo Langhe Monferrato Roero chiede dunque che il tema dei diritti dei lavoratori entri stabilmente nelle scelte di sviluppo locale. La sfida sarà trasformare questo richiamo in collaborazione concreta tra imprese, istituzioni e organizzazioni sociali, affinché il valore economico generato dal territorio si accompagni a condizioni di lavoro regolari e dignitose.

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