HomeVino e BevandeVendemmia 2022: la resilienza delle Langhe in un anno estremo

Vendemmia 2022: la resilienza delle Langhe in un anno estremo

L’annata 2022 sarà ricordata come una delle più anticipate e anomale della storia recente, ma anche come una dimostrazione di forza per le vigne delle Langhe. Nonostante la siccità e le temperature elevate che hanno segnato buona parte della stagione, la vite ha saputo reagire con una capacità di adattamento sorprendente. A inizio ottobre, la vendemmia può dirsi ormai conclusa, un evento raro per tempistiche e andamento climatico.

Già dalle prime fasi invernali si è registrata una situazione meteorologica insolita, con scarse precipitazioni e clima mite. L’avvio della stagione vegetativa è stato in linea con gli ultimi anni, ma anticipato di circa una settimana rispetto al 2021. La mancanza di riserve idriche nel terreno è emersa come elemento critico, mentre la primavera, stabile e priva di piogge significative, ha permesso alle piante di svilupparsi in modo regolare: il germogliamento è avvenuto nei tempi consueti per tutte le varietà.

I mesi di aprile e maggio hanno mantenuto temperature nella media ma con precipitazioni minime. Dalla fine di maggio fino a tutto giugno, il caldo ha registrato valori oltre la norma, accelerando lo sviluppo fisiologico delle piante. La fioritura è così arrivata prima della metà di giugno, con circa dieci giorni di anticipo rispetto alla media.

Luglio ha proseguito con tempo stabile e temperature elevate. Le viti, adattandosi alla scarsità d’acqua, hanno mostrato uno sviluppo vegetativo contenuto, grappoli più piccoli e assenza di femminelle. Il lato positivo è stato l’assenza quasi totale di malattie fungine, che ha reso la gestione agronomica più semplice. Decisiva si è rivelata la gestione della chioma, fondamentale per proteggere i grappoli dal sole diretto durante i lunghi periodi di caldo estivo.

Le operazioni di raccolta sono iniziate già a fine agosto con le uve destinate agli spumanti, proseguendo con le varietà a bacca bianca. I grappoli si sono presentati di ottima qualità, mentre la quantità ha mostrato differenze tra le aree: nella media si può parlare di una produzione regolare, ma nelle zone più esposte al sole i volumi sono risultati inferiori.

All’inizio di settembre le uve bianche mostravano un alto contenuto zuccherino e una buona acidità, in calo progressivo. Molti produttori hanno scelto di anticipare la raccolta per conservare la freschezza aromatica. Dolcetto e Barbera hanno mostrato equilibrio e buone prospettive, in particolare la Barbera, capace di mantenere vivacità nonostante la stagione calda. Il Dolcetto, pur con bacche più piccole, ha espresso una ricchezza zuccherina e una concentrazione di antociani tali da garantire colore e struttura.

Il Nebbiolo, ancora una volta, ha confermato la sua straordinaria affinità con il territorio, adattandosi perfettamente alle condizioni. A metà settembre risultava maturo dal punto di vista tecnologico, mentre la maturazione fenolica è proseguita fino a stabilizzarsi intorno al 20 del mese, aprendo la raccolta. Le bacche, più piccole della media, presentano un rapporto polpa/buccia favorevole a quest’ultima, condizione ideale per una maggiore estrazione tannica e aromatica, agevolata anche dall’elevato grado alcolico che facilita la macerazione.

Con una vinificazione attenta a preservare l’acidità, le premesse indicano la nascita di vini corposi e longevi, capaci di raccontare un’annata difficile ma sorprendente per equilibrio e carattere.

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