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Canelli Lab, il laboratorio che esplora il Moscato di Canelli – in particolare la sua Riserva – oltre il mondo del dolce

Non più soltanto un vino da dessert, ma un compagno di tavola capace di esprimere carattere e versatilità. È questa la nuova rotta tracciata dal Canelli Lab, un progetto che nasce per restituire al Moscato di Canelli il ruolo che merita: quello di un vino elegante, complesso, sorprendente anche negli abbinamenti con la cucina salata.

Il laboratorio, promosso dall’Associazione Moscato di Canelli e professionisti del settore, si propone di esplorare le potenzialità del Moscato di Canelli DOCG, con particolare attenzione alla versione Riserva. L’obiettivo è chiaro: superare la consuetudine che lo vuole confinato al momento del dolce e dimostrare che la sua struttura aromatica può reggere con equilibrio anche ingredienti sapidi e delicati.

Un laboratorio di idee e di gusto

Ogni anno, in tre o quattro incontri, chef, sommelier e ristoratori si riuniscono per creare nuovi abbinamenti, testare ricette, confrontare stili e percezioni. Nascono così piatti inediti pensati per dialogare con il Moscato di Canelli: preparazioni a base di pesce, crostacei, carni bianche, uova o ortaggi, capaci di esaltare il vino attraverso contrasti o armonie misurate.
I risultati migliori vengono poi proposti nei ristoranti partner, in carta per un mese, accompagnati da un calice di Moscato di Canelli in promozione. Un modo diretto, concreto e accessibile per raccontare la trasformazione di un vino attraverso l’esperienza del pubblico.

Accanto agli incontri aperti, il progetto prevede anche sessioni “a porte chiuse”, riservate a giornalisti e operatori del settore, dedicate all’analisi sensoriale e alla comparazione con vini bianchi di altra tipologia. Un confronto che serve a misurare la capacità del Moscato – e in particolare della sua Riserva – di sostenere piatti complessi, mantenendo la propria identità.

Il territorio come fonte di ispirazione

Canelli è il cuore di una denominazione che unisce diciassette comuni tra le province di Asti e Cuneo, in un paesaggio che alterna colline, vigne e cascine storiche. Qui il Moscato bianco trova condizioni ideali: suoli calcarei, forti escursioni termiche e una raccolta ancora manuale, che salvaguarda l’integrità dell’acino.
È da questo equilibrio che nasce il carattere del Canelli: fresco, aromatico, ma con una profondità che cresce nel tempo. Nella versione Riserva, le note di frutta e fiori si intrecciano con accenni minerali e sfumature mielate, dando vita a un profilo capace di reggere abbinamenti impensabili fino a pochi anni fa.

Il Canelli Lab parte da qui: dal desiderio di restituire al territorio un vino che sappia raccontarne la maturità, ma anche la curiosità verso il cambiamento. Non un’operazione di marketing, ma una forma di ricerca che coinvolge produttori, ristoratori e aziende del comparto alimentare in un lavoro collettivo e appassionato.

Intorno al progetto si è costruita una comunità viva. Ristoranti ed enoteche mettono a disposizione spazi e chef; aziende del settore alimentare forniscono ingredienti e supporto tecnico; media e operatori raccontano le evoluzioni e i risultati. Tutti uniti da un’idea comune: restituire al Moscato di Canelli la sua centralità e renderlo riconoscibile come vino d’autore, capace di accompagnare con misura ogni momento della tavola.

Il Canelli Lab guarda avanti, con l’intento di organizzare un grande evento che raccolga il lavoro di un anno e lo apra al pubblico. Degustazioni, seminari e incontri tematici permetteranno di condividere l’esperienza del laboratorio e di proporre al pubblico un nuovo modo di avvicinarsi al Moscato di Canelli.
Un vino che non rinnega la sua storia, ma la amplia. Che sa essere conviviale, contemporaneo e insieme raffinato. Un vino che torna al centro, come parte viva della cultura piemontese e della sua cucina.

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