A Torino, nel quartiere di San Salvario, El Beso lavora dal 2016 su una cucina messicana costruita a partire da ricette regionali, ingredienti e preparazioni che rimandano a zone diverse del Paese. Dietro al progetto ci sono la chef messicana María Antonieta Girón Caballero, detta Tony, e Andrea Angiono. El Beso nasce a Città del Messico nel 2010 e si trasferisce a Torino nel 2016, portando con sé la stessa idea di cucina.
Questa impostazione si capisce già leggendo il menu. Ci sono carni, piatti di mare, mais, peperoncini, agrumi, cotture lunghe, salse e preparazioni che rimandano a geografie molto diverse tra loro: nord, centro, coste, Yucatán. Accanto alla cucina c’è una carta che comprende cocktail, tequila, mezcal, vini messicani, birre e analcolici.
La sala accompagna bene questa impostazione. Mattoni a vista, luce calda, Frida Kahlo sulle pareti: l’effetto non è quello di una scenografia costruita per impressionare, ma di un ambiente che tiene insieme convivialità e carattere.
Il nostro percorso comincia con tortilla chips e tre salse, pensate con intensità diverse. È un’apertura semplice, ma utile per entrare subito nel lavoro su mais, salse e piccantezza.
Poi arriva il guacamole hecho a mano, preparato ogni giorno con avocado pestato, pomodoro, cipolla rossa, jalapeño e lime. È il piatto che resta di più: fresco, equilibrato, molto buono. Viene servito al centro del tavolo, con le chips, e la cena in pratica parte da lì.
Tra gli assaggi c’è anche il tiradito di vitello, una lettura in chiave messicana del carpaccio: filetto rasato, salsa nera, ravanello, chips di jalapeño e purè di avocado. La carne resta morbida, mentre il piatto lavora sulle consistenze e sulla parte vegetale.
Tra i piatti arrivano la cochinita, già servita sui suoi tacos viola, e la barbacoa di ossobuco.
La cochinita è carne di maiale marinata con achiote, arancia e spezie messicane, cotta in foglia di banano secondo una tecnica maya, con salsa di fagioli neri come base.
La barbacoa è ossobuco di vitello cotto a bassa temperatura con peperoncini non piccanti e spezie, servito con salsa verde, cipolla, coriandolo e lime.
Tra i piatti di mare c’è il pulpo del Golfo, proposto con tripla cottura, marinato con salsa “7 machos” e lime, servito con verdure. Qui entra un’altra parte della cucina messicana, quella che guarda alle coste e alle preparazioni di mare.
Non potevano mancare i churros, serviti caldi, zuccherati e pronti da passare crema dolce di fagioli, dulce de leche e frutta fresca.
Da bere si comincia con due classici del bar, Paloma Clásica e Margarita. La Paloma porta nel bicchiere tequila e soda al pompelmo; la Margarita torna invece su tequila, lime e componente agrumata. Sono due classici molto riconoscibili e stanno bene dentro il percorso della cena.
In tavola arriva anche il De Cote Atempo Merlot 2018, etichetta della cantina De Cote di Querétaro. La presenza del vino allarga ulteriormente il quadro, perché accanto a cocktail e distillati compare anche un altro lato del Messico, quello della produzione vinicola.
La parte del bere non si esaurisce nei primi bicchieri. La carta comprende cocktail classici, distillati, vini messicani e birre; il finale, nel nostro caso, passa dal caffè messicano ai mezcal. In degustazione arrivano Alipús Santa Ana del Río, da agave Espadín, e Nucano San Dionisio Ocotepec Reposado, anche questo da Espadín ma con passaggio in rovere. È il momento in cui la cena si sposta dal piatto al bicchiere, e si capisce bene quanto il lavoro sui distillati faccia parte del locale tanto quanto la cucina.
El Beso è uno di quei posti in cui si può tornare in momenti diversi: per un pranzo o una cena, per dividere qualche piatto con gli amici, per fermarsi al bancone per un cocktail o sedersi al dehor nella bella stagione, oppure per chiudere la serata con un mezcal o una tequila bevuti con calma, in una delle zone di Torino dove la sera continua sempre un po’ più a lungo.
El Beso
Via Bernardino Galliari 22
San Salvario, Torino



















