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Riccardo racconta Queen T a Granda in Piazza: la Mild Ale al tè nata da tre realtà piemontesi

Una Mild Ale a bassa gradazione, il profilo aromatico del tè e il lavoro condiviso di tre realtà piemontesi. Queen T nasce dall’incontro tra Birrificio La Piazza, Granda e Ferri dal 1905, con l’obiettivo di rileggere uno stile storico inglese attraverso una birra contemporanea, equilibrata e accessibile.

A raccontarne la genesi è Riccardo del Birrificio La Piazza, incontrato durante Granda in Piazza, il festival ospitato negli spazi della Piazza dei Mestieri a Torino. Un appuntamento nel quale la cultura brassicola viene affrontata non soltanto attraverso gli assaggi, ma anche mettendo a confronto produttori, linguaggi e modi diversi di comunicare la birra artigianale.

La base di Queen T è quella di una Mild Ale low alcohol. La componente maltata sostiene una bevuta morbida e scorrevole, mentre il tè interviene sul piano aromatico senza alterare l’identità dello stile. Il risultato è una birra misurata, costruita sulla facilità di bevuta più che sulla forza alcolica o sull’intensità dell’amaro.

La Mild Ale appartiene alla storia brassicola inglese ed è tradizionalmente associata a birre ad alta fermentazione, leggere e poco alcoliche. A differenza di altri stili britannici, non mette il luppolo in primo piano, ma lavora soprattutto sul malto, sul corpo snello e su una carbonazione contenuta. Il profilo tende così a essere morbido, con note che possono richiamare pane, biscotto, caramello leggero e frutta secca.

Su questa struttura Queen T inserisce il tè come elemento di distinzione. Non un’aggiunta pensata per dominare il bicchiere, ma una presenza che amplia il ventaglio aromatico e accompagna la parte maltata. La collaborazione tra i tre partner parte proprio da qui: utilizzare uno stile dalla lunga storia per parlare a un pubblico più ampio, interessato a prodotti meno alcolici ma non privi di carattere.

Il progetto si inserisce in un momento in cui anche la birra artigianale sta osservando con maggiore attenzione il mondo delle basse gradazioni. Ridurre l’alcol, però, non significa necessariamente semplificare il prodotto. Al contrario, richiede precisione tecnica per mantenere corpo, equilibrio e intensità aromatica evitando che la bevuta risulti debole o incompleta.

La riflessione sul modo di presentare e spiegare la birra è anche uno dei temi affrontati da Granda in Piazza. Domenica 7 giugno, alle 19, il programma propone l’incontro “Diversi ma comprensibili: come si racconta la birra quando tutti comunicano?”. Una domanda che riguarda da vicino i birrifici contemporanei, chiamati a costruire un’identità riconoscibile senza rivolgersi soltanto alla cerchia degli esperti.

In un settore ricco di termini tecnici, stili e riferimenti produttivi, trovare un linguaggio comprensibile diventa parte del lavoro. Raccontare una birra significa descriverne le caratteristiche senza ridurla a formule promozionali, aiutando il pubblico a orientarsi tra ingredienti, fermentazioni, profili aromatici e differenti occasioni di consumo.

Accanto agli incontri, il festival propone degustazioni guidate su prenotazione, dedicate agli stili, alle tecniche di produzione e alle identità dei birrifici presenti. Gli assaggi diventano così uno strumento per comprendere ciò che si trova nel bicchiere, conoscere chi lo produce e osservare come una ricetta possa nascere dal confronto tra competenze differenti.

La parte gastronomica è affidata agli chef Maurizio Camilli e Marco Santelli, con una proposta di street food che comprende pulled pork, Piazza Burger, bombette pugliesi e pinsa romana. Il menu include anche alternative vegetariane e vegane, pensate per accompagnare le birre senza limitare la scelta del pubblico.

Nel racconto di Riccardo, Queen T prende forma come un progetto basato sulla collaborazione, sulla ricerca legata alla bassa gradazione e sulla possibilità di mettere in relazione birra e tè senza forzature. Una Mild Ale che parte dal passato britannico dello stile, ma sceglie un lessico più vicino alle nuove abitudini di consumo.

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