Una cascina nata nel 1927, quattro generazioni di vignaioli e un’azienda agricola nella quale oggi trovano spazio anche la birra artigianale, un agribar e una fattoria didattica con gli asinelli. È la storia di Carussin, realtà di San Marzano Oliveto, nell’Astigiano, che abbiamo conosciuto attraverso Luca Garberoglio durante la grande degustazione di Slow Wine, organizzata il 18 ottobre 2025 al Superstudio Maxi di Milano.
La cantina è tra quelle premiate con la Chiocciola, il riconoscimento che Slow Food assegna alle aziende capaci di distinguersi non soltanto per i vini, ma anche per il rapporto con il territorio, le pratiche agricole e la coerenza con i principi del vino buono, pulito e giusto. Un premio che, nel caso di Carussin, riguarda una storia familiare costruita intorno alla viticoltura e progressivamente estesa ad altre attività agricole.
Le origini risalgono al 1927, quando Ferro Maggiore, proveniente dalla vicina Calosso, si trasferisce in una cascina sulle colline tra Nizza Monferrato e Canelli. Il soprannome attribuito alla proprietà, Carussin, significa proprio “calossese” in dialetto piemontese. All’epoca l’azienda dispone di quattro ettari di vigneto, ai quali se ne aggiungono altri negli anni successivi.
Dopo il fondatore, è il figlio Carlo Ferro a proseguire l’attività agricola. Nel 1961 sposa Vanda e insieme sviluppano ulteriormente la produzione vitivinicola, sostituendo progressivamente parte delle coltivazioni di mele con nuovi vigneti, soprattutto di Barbera.
La generazione successiva è quella di Bruna Ferro e Luigi Garberoglio, che nel 1984 introducono una scelta destinata a caratterizzare l’azienda: abbandonare l’impiego di sostanze considerate dannose per l’ambiente. Negli anni il lavoro si orienta verso la biodinamica, affiancata dalla certificazione biologica dei vigneti.
Oggi la proprietà conta circa 13 ettari di vigneti, ai quali si aggiungono le uve provenienti da altri terreni della famiglia. La coltivazione riguarda principalmente la Barbera, affiancata dal Moscato e da altre varietà che permettono di diversificare la produzione.
In cantina Luca Garberoglio lavora insieme al padre Luigi, seguendo vinificazioni e affinamenti. La Barbera rimane il riferimento principale, proposta in più interpretazioni per valorizzare vigneti e caratteristiche differenti.
Tra le etichette troviamo Asinoi, una Barbera d’Asti pensata per una beva più immediata, e Lia Vì, il cui nome richiama un uccello migratore che sosta nel vigneto da cui provengono le uve. La Tranquilla nasce invece da un singolo appezzamento caratterizzato da terreni calcarei, mentre Ferro Carlo, Nizza DOCG, porta il nome del nonno e rappresenta una delle selezioni più importanti della cantina.
Accanto ai rossi si incontra il Moscato d’Asti Filari Corti, prodotto da vigneti di San Marzano Oliveto. Il nome ha un’origine curiosa: deriva dalla particolare disposizione delle viti in un terreno rettangolare, dove alcuni filari raggiungono in realtà i duecento metri di lunghezza.
La produzione comprende anche il Grignolino Chuchinoi, legato a un progetto di sostegno alla biodiversità in Ecuador, e Carica l’Asino, un bianco ottenuto da una varietà di origine ligure presente da tempo sulle colline astigiane. Etichette che testimoniano l’interesse della famiglia per vitigni e iniziative non necessariamente legati alla produzione principale.
Ma parlando con Luca si scopre che la sua attività non si ferma al vino. Nel 1998 riceve il primo kit per produrre birra in casa e comincia a sperimentare con malti, luppoli e fermentazioni. Una passione che nel 2008 diventa un progetto professionale con la nascita del birrificio artigianale Clan!Destino?.
Anche in questo caso il legame con l’agricoltura è concreto. Dal 2016, per la produzione delle birre viene utilizzato malto ricavato dall’orzo biologico coltivato sui terreni di Carussin. La produzione comprende birre artigianali non filtrate, tra cui preparazioni ad alta fermentazione e rifermentate in bottiglia.
Il fratello Matteo Garberoglio si occupa invece dell’agribar Grappolo contro Luppolo, nato nel 2011 come punto d’incontro dove assaggiare vini, birre artigianali e prodotti di piccoli allevatori e aziende agricole. Salumi, formaggi e altre specialità vengono selezionati privilegiando produttori di dimensioni contenute e lavorazioni artigianali.
Un’altra parte della vita aziendale è legata a Bruna Ferro, che ha sviluppato la fattoria didattica Asinoi, Pane e Coccole. Gli asinelli sono protagonisti di attività rivolte soprattutto alle scuole dell’infanzia e primarie, con esperienze che permettono ai bambini di avvicinarsi agli animali e conoscere meglio la vita agricola.
Vigneti, campi d’orzo, cantina, birrificio e fattoria didattica appartengono dunque alla stessa azienda, ma ciascun componente della famiglia ha sviluppato un proprio ambito di lavoro. La viticoltura rimane l’attività da cui tutto ha avuto origine, mentre i progetti nati negli anni hanno permesso di ampliare la presenza di Carussin sul territorio.



