Da Tokyo a New York, passando per una delle scuole più influenti della mixology internazionale: Takuma Watanabe, co-fondatore e Beverage Director di Martiny’s, ha vinto l’Altos Bartenders’ Bartender Award 2026, uno dei riconoscimenti speciali dei The World’s 50 Best Bars. A sceglierlo sono stati gli stessi bartender presenti nella classifica 2026, chiamati a indicare il collega che maggiormente ha inciso sul settore per qualità del lavoro, ospitalità e capacità di influenzare la scena internazionale.
Il premio precede la cerimonia del 7 ottobre a Milano, quando verrà svelata la nuova edizione dei The World’s 50 Best Bars. È il secondo dei due riconoscimenti speciali annunciati prima della serata italiana.
Per Watanabe arriva al termine di un percorso iniziato molto lontano da Manhattan. Nato a Tokyo, cominciò a lavorare a 18 anni come barista, dedicandosi inizialmente alla latte art. L’interesse per la miscelazione nacque poco dopo e lo portò dietro il bancone, dove incontrò Shinzo Nagumo, primo maestro della sua formazione professionale. Nel 2012 la partecipazione alle competizioni internazionali, tra cui Diageo World Class, contribuì a farlo conoscere fuori dal Giappone.
Un anno più tardi arrivò la svolta americana. Shingo Gokan, allora bar manager di Angel’s Share, lo convinse a trasferirsi a New York. Watanabe entrò così in uno dei locali che più hanno contribuito alla diffusione della cultura del cocktail giapponese negli Stati Uniti e vi rimase per circa otto anni, arrivando a ricoprire il ruolo di head bartender.
Nel 2022 apre Martiny’s, il suo primo progetto personale, in una ex rimessa per carrozze dell’Ottocento al 121 East 17th Street, nel quartiere di Gramercy. L’edificio era stato successivamente utilizzato come studio dallo scultore Philip Martiny, autore di alcuni degli elementi decorativi dell’arco di Washington Square: da qui nasce anche il nome del locale, che si pronuncia come il celebre cocktail.
Distribuito su tre piani, Martiny’s porta a New York molti elementi della cultura dei cocktail bar giapponesi senza riprodurli in modo letterale. Nel servizio, nella preparazione dei drink, nella scelta dei bicchieri e nella gestione degli spazi ricorre il principio dell’omotenashi, l’idea giapponese di un’ospitalità attenta ai bisogni dell’ospite prima ancora che vengano espressi.
Il risultato è un servizio molto preciso, nel quale anche i dettagli apparentemente secondari hanno un ruolo: dal ghiaccio lavorato a mano ai bicchieri in cristallo Kimura, dalla temperatura dei cocktail alla proposta gastronomica. Il menu affianca interpretazioni dei grandi classici a ricette che utilizzano ingredienti giapponesi come whisky, yuzu e altri elementi provenienti dalla cultura gastronomica del Paese.
Tra i drink più conosciuti c’è il Grand Martiny, preparato con gin, sherry, Porto, Cognac e liquore ai fiori di sambuco. Non è un Martini nel senso più ortodosso del termine, ma una ricetta che sintetizza bene il modo di lavorare di Watanabe: partire da riferimenti classici e intervenire sulla struttura del cocktail senza perdere precisione nel servizio.
La crescita di Martiny’s è stata rapida. Nel 2025 il locale è entrato al numero 75 della classifica estesa dei The World’s 50 Best Bars, mentre nel 2026 ha raggiunto il numero 23 nella North America’s 50 Best Bars. Nel 2023 aveva inoltre ottenuto il riconoscimento come Best New U.S. Cocktail Bar agli Spirited Awards.
Per Emma Sleight, Director of Content and Creative di The 50 Best Bars, il riconoscimento riguarda tanto la tecnica quanto il ruolo assunto da Watanabe all’interno della comunità professionale: “Takuma Watanabe ha avuto un impatto notevole sulla comunità internazionale dei bar, unendo una straordinaria abilità tecnica a un profondo impegno verso l’ospitalità e il mestiere. Attraverso Martiny’s e il suo ruolo di riferimento tra i bartender più rispettati di New York, ha ridefinito l’eccellenza nella cultura contemporanea del cocktail, rimanendo allo stesso tempo una figura generosa e influente tra i suoi colleghi. Il fatto che questo premio venga assegnato attraverso il voto dei bartender rende il riconoscimento ancora più significativo e siamo lieti di nominare Takuma Watanabe vincitore dell’Altos Bartenders’ Bartender Award 2026.“
Il carattere particolare dell’Altos Bartenders’ Bartender Award sta proprio nel sistema di voto. Non è una giuria esterna a scegliere il vincitore: sono i bartender presenti nella lista di 50 Best a indicare il collega che ritengono abbia dato un contributo rilevante al settore durante il periodo preso in considerazione.
Watanabe ha legato il premio anche alle persone con cui ha lavorato durante i suoi anni tra Tokyo e New York: “Sono incredibilmente onorato di ricevere l’Altos Bartenders’ Bartender Award 2026. Sono molto grato che i miei colleghi riconoscano la passione e la dedizione che ho dedicato a questo settore negli ultimi vent’anni. Continuerò a impegnarmi per essere all’altezza dell’onore di questo premio e spero di poter essere un bartender capace di dare l’esempio alla prossima generazione. Sono io a ricevere questo riconoscimento, ma appartiene anche alla mia squadra, ai miei clienti, ai miei colleghi, ai miei mentori e a tutte le persone che mi hanno sostenuto.“
Negli ultimi anni il suo nome è comparso anche in altri riconoscimenti internazionali. Nel 2024 è stato nominato Bartender of the Year agli Spirits Business Awards e nel 2026 ha ottenuto il titolo di U.S. Bartender of the Year agli Spirited Awards.
Il premio assegnato da 50 Best si inserisce quindi in un percorso costruito tra due culture del bar. Da una parte la formazione giapponese, con il controllo del gesto, l’attenzione al servizio e una concezione dell’ospitalità che precede il cocktail; dall’altra New York, città nella quale Watanabe ha trascorso oltre un decennio e dove ha sviluppato un linguaggio personale prima all’Angel’s Share e poi a Martiny’s.
L’Altos Bartenders’ Bartender Award viene assegnato dal 2017. Il primo vincitore fu Iain Griffiths del londinese Dandelyan; negli anni successivi il riconoscimento è andato, tra gli altri, a Monica Berg, Renato “Tato” Giovannoni, Lynnette Marrero, Jean Trinh, GN Chan, Iain McPherson e, nel 2025, Uno Jang.
Per conoscere invece la nuova geografia mondiale dei cocktail bar bisognerà attendere il 7 ottobre 2026, quando a Milano sarà presentata la classifica completa dei The World’s 50 Best Bars. Per Takuma Watanabe, intanto, il primo verdetto è già arrivato direttamente dai colleghi dietro i banconi.



