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Buonissima 2026, Paolo Lopriore vince il Premio Bob Noto dedicato alla Passione

Paolo Lopriore, chef del ristorante Il Portico di Appiano Gentile, in provincia di Como, è il vincitore del Premio Bob Noto 2026. Il riconoscimento è stato consegnato mercoledì 21 ottobre alla Centrale Nuvola Lavazza di Torino, durante la cerimonia che ha inaugurato la sesta edizione di Buonissima, il festival gastronomico in programma fino al 25 ottobre.

Ogni anno il premio ricorda una delle caratteristiche che hanno contraddistinto Bob Noto, gastronomo, fotografo e conoscitore della cucina contemporanea, scomparso nel 2017. Per il 2026 la giuria ha scelto la Passione, individuando in Lopriore un cuoco che, nel corso della carriera, ha seguito una strada personale, spesso distante dalle tendenze e dai modelli più diffusi nell’alta ristorazione.

La scelta assume un significato particolare considerando il percorso dello chef lombardo. Dopo essere stato tra i protagonisti della cucina d’autore italiana, soprattutto negli anni del ristorante Il Canto, alla Certosa di Maggiano di Siena, Lopriore ha progressivamente orientato il proprio lavoro verso una ristorazione meno formale. Al Portico, ad Appiano Gentile, propone una cucina legata alla disponibilità quotidiana degli ingredienti, con preparazioni pensate anche per essere condivise a tavola.

Un cambiamento che non ha cancellato la ricerca gastronomica sviluppata negli anni precedenti, quando aveva attirato l’attenzione della critica per un utilizzo insolito dell’amaro e per accostamenti lontani dai gusti più convenzionali. La sua cucina ha spesso diviso il pubblico, ma ha mantenuto un’impostazione riconoscibile anche nei passaggi più discussi della carriera.

È proprio questa continuità nelle scelte a essere stata considerata dalla giuria del Premio Bob Noto, presieduta da Antonella Fassio, moglie del gastronomo torinese. Ne fanno parte gli chef Ferran Adrià e Paolo Griffa, l’editore Marco Bolasco, Sara Peirone, LEA Projects & Communication Manager, e i tre direttori artistici di Buonissima, Matteo Baronetto, Stefano Cavallito e Luca Iaccarino.

La motivazione del premio descrive Lopriore attraverso un ritratto che richiama anche la personalità di Bob Noto: «Ci sono stati grandi cuochi che hanno fatto la storia, altri stanno nascendo e ci auguriamo molti nasceranno; ognuno diverso dagli altri; eppure, capace di non perdere di vista il proprio personale amore per la cucina. Ogni cuoco è un pezzo unico ed inimitabile ma non tutti sono mossi dalla bruciante consapevolezza di avere una missione. Questa è passione. Occhi brillanti, capelli arruffati e animo fanciullescamente e perennemente curioso, fanno di questo cuoco speciale, il paladino di una sana e rara irrazionalità. Dedizione, sensibilità, ostinazione, personalità, cioè passione, fanno di questo cuoco un esempio, che molto ha ancora da raccontare ma al quale tanto deve ancora essere riconosciuto».

Sul palco della Centrale Nuvola Lavazza, Lopriore ha ricevuto la statuetta che riproduce le sembianze di Bob Noto, realizzata con un’estetica che richiama il gusto pop del fotografo torinese. Nel suo intervento, lo chef ha ricordato il rapporto personale con Noto, soffermandosi anche sul valore che attribuisce ai riconoscimenti ricevuti durante la carriera. «Sono felice di ricevere questo premio, uno dei due più importanti della mia carriera. Il primo è stato nel 2020, quando ho vinto il premio Pellegrino Artusi: lì ho capito che il mio lavoro ha più valore sulla cultura che sulle classifiche. Oggi, ricordando Bob e il modo in cui era solito apostrofarmi (“Lopri, quando parliamo ti gradisco senza le braccia conserte”), realizzo che spesso la passione verso la cultura addomestica la creatività».

Le sue parole restituiscono anche un aspetto del rapporto tra i due. Noto, noto per la curiosità e per la capacità di individuare cuochi e idee prima che diventassero conosciuti al grande pubblico, aveva seguito con attenzione il lavoro di Lopriore. Il ricordo delle braccia conserte, apparentemente un dettaglio marginale, restituisce il tono diretto e ironico dei loro incontri.

Da Ferran Adrià ad Alain Passard, i vincitori del Premio Bob Noto

Il nome di Paolo Lopriore si aggiunge a quelli dei protagonisti della gastronomia internazionale premiati nelle precedenti edizioni di Buonissima.

Nel 2021 il riconoscimento era andato ad Andoni Luis Aduriz del Mugaritz, per l’Irriverenza. L’anno successivo erano stati premiati Massimiliano e Raffaele Alajmo del ristorante Le Calandre, per l’Ironia, mentre nel 2023 la scelta era ricaduta su René Redzepi, chef del Noma di Copenaghen, per la Creatività. Nel 2024 il premio dedicato all’Empatia era stato assegnato a Mariella Organi, storica responsabile di sala della Madonnina del Pescatore di Senigallia. L’edizione 2025 aveva invece riconosciuto il Talento di Alain Passard, chef dell’Arpège di Parigi.

Una successione di personalità differenti, non soltanto per il tipo di cucina proposta, ma anche per il ruolo svolto nella ristorazione. Il riconoscimento a Mariella Organi, per esempio, aveva sottolineato l’importanza del servizio di sala, mentre quello di quest’anno guarda alla determinazione con cui uno chef porta avanti le proprie idee, anche quando non coincidono con le aspettative del mercato o della critica.

La cena in memoria di Bob Noto e l’Opening Dinner a Palazzo Madama

La premiazione ha aperto una giornata proseguita con due appuntamenti gastronomici in altrettanti luoghi storici di Torino.

Al Ristorante Del Cambio si è svolta la consueta cena dedicata alla memoria di Bob Noto, affidata quest’anno ad Alessandro Procopio, chef del D’O di Cornaredo, il ristorante due stelle Michelin di Davide Oldani, e ad Alberto Fluttero, alla guida di AL a Torino. Con loro ha lavorato Francesco Rovai, chef resident del Del Cambio, per un menu preparato appositamente per la serata.

Contemporaneamente, Palazzo Madama ha ospitato l’Opening Dinner, uno degli appuntamenti inaugurali più importanti di Buonissima. Le sale della residenza storica affacciata su Piazza Castello, con la celebre facciata barocca progettata da Filippo Juvarra, hanno accolto le proposte di dieci ristoranti, rappresentati da chef provenienti da diverse regioni italiane.

Tra i protagonisti Alessandro Della Tommasina dell’Enoteca Pinchiorri di Firenze, Alessandro Negrini e Fabio Pisani de Il Luogo di Aimo e Nadia di Milano, Giuseppe Iannotti del Krèsios di Telese Terme e Moreno Cedroni della Madonnina del Pescatore di Senigallia.

Presenti anche Richard Abou Zaki del Retroscena di Porto San Giorgio, Antonia Klugmann de L’Argine a Vencò di Dolegna del Collio, Alfonso Caputo della Taverna del Capitano di Nerano, Federico Zanasi di Condividere a Torino, Antonio Romano del Ristorante Nove di Alassio e Marco Sacco del Piccolo Lago di Verbania.

La serata ha portato nelle sale di Palazzo Madama preparazioni e interpretazioni provenienti da cucine molto diverse, permettendo al pubblico di assaggiare i piatti degli chef coinvolti e di incontrarli direttamente.

Con questi due appuntamenti è entrato nel vivo il programma della sesta edizione di Buonissima, che dal 21 al 25 ottobre propone a Torino oltre 200 eventi con più di 150 chef, tra cene a quattro mani, degustazioni, incontri e iniziative nei ristoranti e negli spazi culturali della città.

La manifestazione, promossa dall’Associazione di Promozione Sociale EatBìn, è ideata e organizzata da To Be Company, con il patrocinio della Città di Torino e della Regione Piemonte, il sostegno della Camera di commercio di Torino e la partecipazione di Intesa Sanpaolo con le Gallerie d’Italia – Torino come main partner.

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