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Valpolicella: più sostenibilità e produzione stabile secondo l’annual report 2025

Con una superficie vitata stabile a 8.621 ettari distribuiti su 19 comuni e una produzione che nel 2024 ha superato i 59 milioni di bottiglie tra Valpolicella Doc, Valpolicella Ripasso, Amarone e Recioto, la Valpolicella mostra una tenuta notevole. Nonostante un lieve calo rispetto al 2023 (-3%), i numeri si attestano sui livelli del 2014. In aumento invece l’area coltivata con pratiche sostenibili: quasi 3.600 ettari sono certificati biologici o seguono il sistema di produzione integrata, con un’incidenza che supera il 41%.

Questi dati emergono dal Valpolicella annual report 2025, il dossier socioeconomico presentato dal Consorzio vini Valpolicella a Palazzo Ferro Fini, sede del Consiglio regionale del Veneto, durante “Venezia Superiore”. Il rapporto fotografa un settore impegnato ad affrontare l’incertezza dei mercati e il calo dei consumi con scelte mirate per sostenere l’equilibrio della filiera e rafforzare la promozione del territorio.

Nel 2024, la gestione attenta del bilanciamento tra domanda e offerta ha guidato la produzione della principale denominazione rossista del Veneto. L’Amarone si attesta a 13,9 milioni di bottiglie, in diminuzione del 2,2% rispetto all’anno precedente e lontano dal picco del 2021, ma in linea con le nuove strategie produttive. Anche la Doc Valpolicella Ripasso registra una flessione, con poco più di 18 milioni di bottiglie (-8%). Si distingue invece il Valpolicella, che sfiora i 17 milioni di bottiglie e mette a segno un incremento del 5% rispetto al 2023. Le aziende stanno valorizzando la versatilità di questo vino, sperimentando abbinamenti fuori dagli schemi e proposte in ogni stagione.

Consapevolezza e progettualità sono le parole chiave che definiscono il perimetro di azione del Consorzio in un contesto che vede le sfide moltiplicarsi – ha dichiarato il presidente Christian Marchesini –. Abbiamo la responsabilità di preservare il più possibile lo stato di salute delle aziende e della denominazione che esprime un fatturato di 600 milioni di euro. Il report annuale ci indica che il percorso intrapreso negli ultimi anni dall’ente, in cui confluiscono pragmatismo, visione e nuove progettualità di promozione, sia sul mercato interno che all’estero, è quello in grado di resistere e di rispondere all’attuale crisi del settore. La terza edizione di Venezia Superiore si inserisce in questa rotta, che punta a intercettare anche i giovani consumatori”.

Secondo il dossier, i vini della Valpolicella sono approdati in 87 Paesi nel 2024, con una quota export che raggiunge il 60%. Sul piano della promozione, il Consorzio ha realizzato 40 eventi in 18 Paesi, consolidando la presenza nei mercati storici come Stati Uniti, Canada, Nord Europa, Germania, Regno Unito e Cina, e rafforzando le attività in Giappone, Vietnam e Singapore.

Alla conferenza stampa di presentazione del Valpolicella annual report 2025 hanno preso parte Christian Marchesini, presidente del Consorzio, e Alberto Bozza, consigliere regionale e membro della III Commissione.

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